Video Regione Sicilia

Ultimo aggiornamento: 15/12/2009 alle ore 16:06
PAURA A CINISELLO PER UN UOMO OSTAGGIO DI UN FOLLE SQUILIBRATO
Active ImagePer quasi tre ore uno squilibrato ha tenuto in ostaggio il portinaio dello stabile in cui abita, in via Volontari del Sangue 2 a Cinisello Balsamo, nel Milanese. Il sequestro è iniziato poco prima delle 16 quando Giovanni Poletti, 35 anni, già noto alle forze dell'ordine e con problemi psichici, probabilmente sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, ha preso in ostaggio Paolo Scarrone, 50 anni, portinaio del condominio, un complesso di case popolari in cui vivono numerosi occupanti abusivi. Poletti ha trascinato la vittima fuori dalla guardiola della portineria sotto la minaccia di due coltelli e lo ha fatto stendere a terra, urlando frasi incomprensibili alternate a minacce. Chiamati dai vicini, sono arrivati i carabinieri di Sesto san Giovanni e di Monza e gli uomini della polizia di Milano che hanno circondato il sequestratore, trascinandolo in mezzo al giardino. Per convincere Poletti a lasciare la sua vittima è stata chiamata la moglie, ma nemmeno lei è riuscita a convincerlo. Anzi, in preda a un raptus il sequestratore si è ferito alle braccia e al torace con i due coltelli che impugnava, continuando a minacciare la vittima, inginocchiata a terra. Poletti, sopra di lui, urlava in continuazione per tener lontani gli uomini delle forze dell'ordine. Poco dopo le 18.30, con la scusa di portare una sedia per il portinaio, carabinieri e poliziotti sono riusciti a distrarre Poletti e si sono avventati su di lui per immobilizzarlo. Nella colluttazione lo squilibrato è riuscito a ferire un agente alla spalla e altri due, più lievemente, alle braccia. Poi è stato bloccato a terra e trascinato fino a un'ambulanza. Su altri mezzi del 118 sono stati medicati i poliziotti feriti e i medici hanno portato le prime cure al portinaio, visibilmente provato, e alla moglie di Poletti che per la tensione è svenuta. Non si conoscono le cause che hanno scatenato la furia del sequestratore: lo stesso portinaio, sebbene molto scosso, è riuscito a dire di non aver capito il motivo per cui l'uomo se l'è presa con lui.
 
AGGREDISCONO DISABILE GAY, TRE DENUNCIATI A PORDENONE
Active ImageUn uomo di 30 anni, omosessuale, seguito dai servizi sociali del Comune per una lieve disabilità psichica e mentale, è stato aggredito, a calci e pugni, a Pordenone, da tre persone che sono poi fuggite. Secondo gli accertamenti della Polizia, i tre hanno agito organizzando con precisione l'aggressione. "Volevamo dare una lezione ai froci", hanno detto i tre ai poliziotti nel corso degli interrogatori. Durante il pestaggio, hanno anche ripetutamente apostrofato la vittima con frasi ingiuriose. Hanno aggredito il disabile gay perché non sapevano cosa fare il venerdì sera: è la ricostruzione che la Squadra Mobile della Questura di Pordenone ha fatto dell'episodio avvenuto il 23 gennaio scorso nella città friulana. La Polizia ha identificato gli aggressori, che sono un uomo di 43 anni e due giovani di 21 e 22 anni, e li ha denunciati alla magistratura in stato di libertà per concorso in violenza privata aggravata. Gli investigatori, coordinati dal sostituto Procuratore della Repubblica di Pordenone Giorgio Cozzarini, escludono motivazioni politiche alla base dell'aggressione. I tre denunciati hanno detto alla Polizia - secondo quanto riferito dagli investigatori - che non sapevano come trascorrere il venerdì sera e hanno così deciso di dare una lezione agli omosessuali che frequantano la zona del Bronx di Pordenone. Per tentare di giustificarsi, hanno aggiunto che avevano sentito dire in giro che la zona era frequentata da un pedofilo che molestava i bambini. Il disabile era gia' stato pestato in maniera molto violenta nel 2002. All'epoca era militare in ferma breve volontaria e ad aggredirlo fu il compagno che, dopo averlo selvaggiamente picchiato, lo abbandono', moribondo, nelle campagne alla periferia di Pordenone. Le conseguenze di quell'episodio furono gravissime e permanenti: la vittima resto' in coma per alcune settimane, riporto' danni cerebrali importanti e la semicecita'. Proprio in seguito a quell'episodio venne dichiarato invalido civile al 100% ed e' stato costretto a sottoporsi a lunghe terapie riabilitative. Per quell'aggressione il compagno - un fiorentino di 45 anni - fu condannato per tentativo di omicidio.
 
SEQUESTRO TERMOVALORIZZATORE COLLEFERRO, 13 FERMI
Active ImageIl Nucleo operativo ecologico (Noe) dei Carabinieri di Roma, diretti dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno effettuato questa notte il sequestro dei due termovalorizzatori dell' impianto di Colleferro e proceduto all'arresto di 13 persone con l'accusa di associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo stato. A finire in manette la dirigenza del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma e alcuni responsabili dell'Ama per i ciclo dei rifiuti. Secondo quanto si apprende da fonti investigative a Colleferro veniva smaltito ogni tipo di rifiuto violando "tutte le norme previste". Parte del materiale, hanno verificato gli uomini dell'Arma, arriva "di nascosto" dalla Campania e comprendeva anche rifiuti pericolosi. Nell'inchiesta sono coinvolti amministratori di società di rifiuti e combustibile derivato da rifiuti (Cdr) nel Lazio, in Campania e in Puglia: indagate 25 persone. Le indagini, hanno riguardato la verifica della qualità e consistenza del cdr immesso quotidianamente nei cicli gestionali degli impianti di termovalorizzazione di Colleferro, in provincia di Roma, dove venivano conferiti i rifiuti provenienti principalmente dalle regioni Lazio e Campania. Le articolate indagini del Noe di Roma, diretto dal capitano Pietro Rajola Pescarini, hanno permesso di raccogliere elementi di responsabilià a carico dei soggetti che conseguivano ingiusti profitti, rappresentati dai maggiori ricavi e dalle minori spese di gestione dei rifiuti che venivano prodotti e commercializzati come cdr pur non avendone le caratteristiche, qualificabili, in gran parte invece, come rifiuti speciali anche pericolosi e quindi non utilizzabili nei forni dei termovalorizzatori per il recupero energetico. OPERAI E DIPENDENTI VESSATI PER NON DENUNCIARE - Tra gli episodi contestati ai 25 indagati nel traffico illecito di rifiuti speciali c'é anche la combustione di pneumatici di veicoli all'interno del termodistruttore, "nonostante le rimostrante e i dubbi posti da alcuni operai verso i responsabili dell'impianto; la combustione di altro materiale non idoneo, annotato dagli operai sulla documentazione e registri di accettazione con diverse diciture quali "Munezza", "Pezzatura grossa" o "Scadente". Nel mirino della magistratura, che ha fatto scattare il blitz del Noe 'Black Hole', anche "il condizionamento nei confronti di dipendenti ed operai, anche attraverso pretestuose contestazioni disciplinari e sospensioni lavorative, al fine di evitare la collaborazione degli stessi con l'autorità giudiziaria". Ma anche l'organizzazione del conferimento di rifiuti urbani non differenziati ai termovalorizzatori, classificati come Cdr; falsificazione e predisposizione di certificati di analisi sulla natura dei rifiuti; l'ottenimento di incentivi statali in campo energetico. Inoltre sono stati distrutti o occultati certificati ed analisi e alterati i dati dei valori fuori limite.
 
QUOTE LATTE, AL VIA PROTESTA
Active ImageIl corteo di trattori degli allevatori lombardi, che protestano contro il decreto Zaia, che ha assegnato le quote latte anche agli oltre 600 grandi splafonatori (cioé quelli che avevano prodotto più latte di quello consentito dall'Europa causando all'Italia multe per svariati miliardi e un lunghissimo contenzioso costato agli italiani 2,492 miliardi di euro versati all'Ue fino alla campagna 2007/2008), è arrivato ad Arcore. Gli allevatori, a bordo dei loro trattori, sono partiti soprattutto dalle province di Brescia, Bergamo, Cremona, Mantova, Lodi, Milano, ma si sono aggiunte anche alcune rappresentanze di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. I trattori si sono concentrati in un largo spiazzo di un centro commerciale, ad un paio di chilometri da Villa S.Martino, residenza storica del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
 
ESPLODE VILLETTA IN TOSCANA, MORTI I TRE DISPERSI
Active ImageE' di tre morti e un ferito grave il bilancio dell'esplosione, probabilmente causata di una fuga di gas, avvenuta stamani in una palazzina in via Garibaldi a Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. Le vittime sono una donna albanese e i suoi due figli adolescenti che abitavano in uno dei due appartamenti ospitati nella palazzina. La donna si chiamava Angelina Gonai, 37 anni, i due figli deceduti Dorina, 14 anni, e Dorian, 13. Il marito e padre, Gezim Gonai, era arrivato ieri in Albania, insieme a un fratello. Da quanto raccontato dai parenti l'uomo era tornato in patria perché nelle scorse settimane aveva perso il lavoro di muratore. La moglie Angelina lavorava in un ristorante a Barberino. La famiglia, originaria di Shkoder, cittadina albanese al confine con il Montenegro, viveva da dieci anni a Barberino ed era molto benvoluta dalla gente del posto. Il ferito è un italiano di 38 anni, abitante nell'altro appartamento, che sarebbe stato catapultato fuori al momento dell'esplosione. Il trentottenne, secondo quanto emerso, ha riportato ustioni su buona parte del corpo e ora è ricoverato, in condizioni definite gravi, all'ospedale fiorentino di Careggi, dopo essere stato trasferito da quello di Borgo San Lorenzo.
 
CAMORRA: SVENTATO AGGUATO, PIT-BULL A GUARDIA DI ARMI
Due fucili a canne mozze, una pistola semiautomatica ed una sacca di plastica piena di benzina: era tutto nascosto in un condominio, in un nascondiglio vicino ad una cuccia. E a 'guardia' di tutto c'era un pitbull. E' quanto hanno scoperto i carabinieri a Qualiano (Napoli) dove sono state arrestate cinque persone considerate appartenenti ad un gruppo di fuoco pronto a sparare per la camorra. Un agguato che, secondo i carabinieri, sarebbe stato messo in atto entro pochi minuti. A finire in manette sono state quattro persone ritenute affiliate al clan Pianese, attualmente in lotta con un gruppo di scissionisti, ed un altro personaggio vicino all'organizzazione: sono tutti a vario titolo gravemente indiziati di ricettazione e detenzione illegale di armi da fuoco e munizione, aggravati dall'aver agito per il clan. I carabinieri ritengono che il blitz abbia sventato l'omicidio di un affiliato al gruppo degli scissionisti. Era già stato organizzato tutto: erano state procurate le armi, l'auto per il killer e perfino la benzina per bruciare la macchina degli assassini.
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 11 di 681

Sondaggi

CHE FARE CON I CANI RANDAGI?
 



serverstudio web marketing e design