Sarebbe stato arrestato e sarebbe nelle mani della polizia slovena il marocchino ricercato per l'omicidio della compagna e della loro figlioletta a Castagnole di Paese. Secondo quanto si è appreso, sarebbe stato arrestato vicino al confine ma in territorio sloveno e sarebbero in corso i controlli per accertarne l'identità. La notizia del fermo del marocchino è stata confermata dalla Questura di Trieste. L'uomo - da quanto si è saputo - è stato bloccato nella zona di Cosina, nei pressi del confine italo-sloveno di Pesek, sull'altopiano carsico, a pochi chilometri da Trieste. Sul posto stanno giungendo i funzionari e gli investigatori della Questura di Trieste che sono stati in contatto sia con la Polizia slovena, sia con gli investigatori veneti.
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E' morta la sorella di Silvio Berlusconi. La signora Maria Antonietta aveva 65 anni. Il decesso di Maria Antonietta Berlusconi si è appreso dal 118 di Milano, "allertato questa notte alle ore 1,19 per un evento medico acuto in via San Gimigniano 12 a Milano. Sono state inviate ambulanza e automedica - si legge in una nota -, ma purtroppo non c'era più nulla da fare per la paziente, una donna di anni 65, che è risultata essere la sorella del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi". L'ultima apparizione pubblica Maria Antonietta Berlusconi, meglio conosciuta come Etta, l'aveva fatta, il 20 gennaio scorso, in occasione dell'inaugurazione di un reparto al Pio Albergo Trivulzio intitolato alla mamma Rosa, alla quale era intervenuto anche il premier. Discreta e riservata, la si notava soprattutto in occasione delle elezioni quando accompagnava al seggio la madre, di solito pochi minuti prima che arrivasse il fratello Silvio. Sposata Beretta, madre di tre figli (una femmina e due maschi), per tutta la vita ha avuto una grande passione: la danza e a Milano aveva fondato anche una scuola. Ogni anno al Teatro Manzoni il saggio della sua scuola diventava un evento e lo scorso 7 giugno era intervenuto anche Silvio Berlusconi, nonostante il malore che lo aveva colpito a Santa Margherita Ligure. "Sono contenta che Silvio sia qui - aveva detto Etta -. E' una bella serata ma siamo tristi perché quest'anno non c'é la nostra mamma". La scuola di danza Principessa è nata nove anni fa per iniziativa di Etta Berlusconi, che ha trasmesso la sua passione anche alla figlia Sabrina. L'amore per la danza Etta Berlusconi lo aveva lo ha spiegato nella brochure di presentazione di quella serata: "Mai - aveva scritto - avrei pensato quando ancora ragazzina studiavo ballo sotto l'amorevole guida della mia insegnante Luciana Bianchi Cottini, che la mia passione per la danza un giorno si sarebbe trasformata in questo meraviglioso sogno che si chiama Principessa". Da pochi mesi era morta mamma Rosa e Etta Berlusconi aveva aggiunto: "L'amore che provo per la mia creatura è immenso, così immenso da avermi aiutata a superare un anno difficile come quello che ho appena vissuto per motivi familiari".
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E' caccia in tutta Italia al giovane marocchino compagno di Elisabetta Leder, la donna di 36 anni sgozzata ieri sera insieme alla figlioletta Arianna, di un anno e mezzo, in un appartamento di Castagnole di Paese (Treviso). L'uomo, un clandestino che saltuariamente tornava a Treviso per vedere la donna e la bimba di cui era il padre, potrebbe essere fuggito con la macchina di Elisabetta Leder, che risulta scomparsa. Nei suoi confronti non c'é per ora alcuna accusa specifica. Ma polizia e carabinieri lo stanno cercando per chiarire la sua posizione in merito al duplice omicidio. La mattanza di madre e figlia, trovate in un lago di sangue nella stanza da letto della casa - la piccola, pare, nel fasciatorio - sarebbe stata compiuta con due coltelli da cucina. Le due lame sono state trovate, sporche di sangue, sotto il corpo di Elisabetta Leder. Non è escluso che la donna possa aver usato uno dei due coltelli per tentare di difendersi. Il fatto è stato scoperto ieri sera intorno alle 22.20 dal fratello della donna, Alessandro, 27 anni, allarmato dalla madre, Raffaella, che non aveva visto arrivare la figlia e la nipotina per cena. Entrato nell'appartamento il giovane ha visto i due corpi, nella stanza a soqquadro e con evidenti tracce di sangue, e ha dato l'allarme al 113. Resta oscuro al momento il movente del duplice omicidio, che sembra essere avvenuto nel corso di un raptus. Elisabetta Leder, infermiera in una casa di cura, aveva conosciuto il compagno, più giovane di lei di alcuni anni, in un viaggio in Marocco. L'uomo si recava saltuariamente in Italia, ma non aveva un lavoro. La famiglia di Elisabetta aveva accettato il rapporto della coppia, culminato nell'aprile del 2007 nella nascita della piccola Arianna. I genitori della vittima, Antonio e Raffaella Leder, hanno descritto l'immigrato come un ragazzo gentile, premuroso, legato alla figlia. Il rapporto tra il marocchino ed Elisabetta, pur caratterizzato dalle frequenti assenze del giovane, sembrava tranquillo, senza contrasti. Dopo aver conosciuto Elisabetta, il magrebino era giunto in Italia nei mesi scorsi con il proprio passaporto. Ma non avendo lavoro, e quindi un permesso di soggiorno, era stato espulso. Secondo quanto si è appreso, il giovane era rientrato clandestinamente a Treviso nei giorni scorsi.
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E' stata aggiornata al prossimo 7 marzo l'udienza preliminare per l'omicidio di Chiara Poggi e nella quale è imputato il fidanzato Alberto Stasi. I genitori di Chiara hanno chiesto di costituirsi parte civile. E' stato rinviato al 7 marzo anche il secondo procedimento che, nella stessa udienza preliminare, vede imputato Alberto Stasi: è quello riguardante la detenzione di materiale pedopornografico. Alberto Stasi ha lasciato il tribunale a bordo della stessa Audi con cui era arrivato, guidata dai legali, Stasi ha abbassato gli occhi sulle mani che teneva strette in grembo mentre veniva bersagliato dai flash dei fotografi. Molti i curiosi,alcuni dei quali gli hanno rivolto anche qualche insulto. Una memoria difensiva per contestare le fonti di prova della Procura è stata depositata ieri nella cancelleria del gup. La nuova memoria difensiva contiene la 'Quinta Relazione' del professor Francesco Maria Avato, con la quale, in un centinaio di pagine, oltre a ribadire quanto già sostenuto nella consulenza depositata lo scorso agosto, cerca di smontare la tesi dell'esperto nominato dai Poggi, il professor Marzio Capra. Il professor Avato confuta, in particolare, i punti della recente consulenza di parte civile relativi al Dna di Chiara, ritrovato sul dispenser del sapone in bagno insieme alle impronte di Alberto e alla bicicletta sequestrata a Stasi e ripulita. La memoria difensiva, inoltre, contiene una relazione informatica che mira, a differenza degli accertamenti della Procura, a dimostrare che Alberto la mattina dell'omicidio di Chiara lavorò alla tesi. Infine, le nuove carte depositate confutano, pare sotto il profilo metodologico, lo studio effettuato per conto del pm dal professor Piero Boccardo, docente del Politecnico di Torino, nel quale si ritiene impossibile che Stasi, la mattina in cui ha ritrovato il corpo della fidanzata, non si sia macchiato le scarpe di sangue.
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Si è sfiorata la strage, la scorsa notte, in una discoteca nella quale si stava svolgendo una festa tra cinesi, a Milano. Un giovane orientale è stato ucciso e altri cinque suoi connazionali sono rimasti feriti a colpi di machete. L'episodio è accaduto nella discoteca Parenthesis, un club privato che si trova in via Gargano, nella zona sud della città. Intorno all'una un gruppo di cinesi armato di machete e coltelli è entrato nel locale seminando il panico tra i presenti. I killer hanno puntato verso alcuni ragazzi e lì hanno cominciato ad aggredirli lasciandone a terra sei. A morire sotto i colpi degli aggressori è stato L.H., 22 anni, in regola con il permesso di soggiorno. Il giovane, secondo le prime valutazioni del medico legale, è stato colpito da due colpi di machete alla testa e da due coltellate alla schiena. Le condizioni del ferito più grave, ricoverato al Policlinico, sono migliorate e secondo i medici non è in pericolo di vita. In tutto i feriti sono cinque, trasportati oltre che al Policlinico agli ospedali Humanitas e San Paolo.
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