Video Regione Sicilia

Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
LA TERRA TREMA NEL NORD ITALIA, SOLO TANTA PAURA
Active ImageUna forte scossa di terremoto è stata avvertita in buona parte del centro-nord Italia, da Firenze a Trieste. L'epicentro del terremoto, secondo le prime informazioni, sarebbe tra Parma e Reggio Emilia, con una magnitudo di 5.2. La scossa è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 16,25. I comuni prossimi all'epicentro sono sono Vetto e Neviano degli Arduini, in provincia di Parma, e Canossa in provincia di Reggio Emilia. Sono in corso le verifiche di eventuali danni a persone o cose da parte del Dipartimento della protezione civile. La forte e prolungata scossa di terremoto è stata avvertita anche a Milano, Genova, Bologna, Venezia, Trieste e Firenze. Numerose le chiamate al 118 di Milano subito dopo la scossa di terremoto avvertita in Lombardia. Gli operatori della centrale operativa riferiscono di essere stati tempestati di telefonate da parte di persone più che altro preoccupate. Per ora, secondo le primissime informazioni, non vi sarebbero feriti. Diverse le chiamate anche ai Vigili del fuoco. Non si conosce ancora l'esatta forza della scossa che , comunque, è stata avvertita in un'area vastissima della Lombardia. "Stiamo compiendo tutti gli accertamenti necessari e ci siamo mossi per avere ogni informazione utile. Per ora non abbiamo avuto segnalazioni relative a richieste di intervento, ma per esperienza occorre essere cauti in questo momento". Lo ha detto il responsabile della Protezione civile dell'Emilia-Romagna, ingegner Demetrio Egidi, commentando la scossa avvertita alle 16.25. "La scossa (di magnitudo 5.2, quindi forte) è stata superficiale, a circa 6 km di profondità, e questo spiega il fatto che sia stata avvertita distintamente anche nelle province limitrofe", ha spiegato Egidi. ALLARME NEL LECCHESE, GENTE FUORI DALLE CASE Allarme in diverse località del Lecchese per la scossa di terremoto che questo pomeriggio ha scosso anche la città capoluogo. Al momento non si registrano danni. A Lecco, diverse persone sono uscite dagli uffici e dalle fabbriche, soprattutto nella zona del lungolago, dove lampadari e scrivanie hanno dato la chiara percezione della scossa. Sono in corso accertamenti da parte delle forze dell'ordine su eventuali danni. PAURA A PARMA, TELEFONI ISOLATI IN ALCUNE ZONE La scossa è stata avvertita in maniera fortissima a Parma, la città più vicina all'epicentro. In tutti gli edifici si sono sentite due distinte forti scosse. Non si registrano particolari danni in città. I vigili del fuoco, per il momento, non segnalano crolli, anche se alcune zone della provincia sono rimaste isolate a causa del guasto delle linee telefoniche e dei ripetitori dei cellulari. Durante il terremoto, fra Langhirano e Pastorello, nel parmense, è scoppiata una tubatura di metano sotto il manto stradale.
 
NATALE: POLSTRADA VIGILA SU ESODO, 1.200 ETILOMETRI
Active ImageAl via l'esodo natalizio, sotto gli occhi di centinaia di pattuglie della Polizia stradale, che intensificheranno i controlli. Occhio, in particolare, agli ubriachi alla guida: gli etilometri in dotazione agli agenti toccheranno a breve quota 1.200. "Proprio l'abuso di alcol e droga al volante - sottolinea Roberto Sgalla direttore del servizio di Polizia stradale - causa circa il 30-40% degli incidenti". In attesa della stretta annunciata dal Parlamento (l'abbassamento da 0,5 a 0,2 grammi per litro del limite di tasso alcolico consentito nel sangue per i guidatori), la Polstrada già da tempo ha accresciuto i controlli: alla fine dell'anno saranno circa un milione e mezzo le persone controllate con etilometri nel 2008, il doppio rispetto al 2007. Dal 27 maggio, giorno in cui è entrata in vigore la norma che introduce il sequestro dell'auto per chi viene trovato al volante con un tasso alcolico pari o superiore a 1,5 grammi per litro, sono stati 3.297 i veicoli bloccati. A preoccupare, segnala il direttore del servizio, "é il fatto che per oltre il 60% dei casi delle persone sanzionate il tasso era pari o superiore a 1,5 g/l, il triplo della soglia consentita; significa che queste persone guidavano praticamente ubriache". Particolare attenzione - nel periodo delle festività natalizie - verrà posta alla prevenzione delle cosidette stragi del sabato sera, con la campagna 'Brindo con prudenza' promossa insieme all'Ania. L'iniziativa prevede che nei weekend compresi tra il 19 dicembre ed 3 gennaio, in dieci discoteche delle province di Ferrara, Imperia, Napoli, Rimini e Varese, ci sarà un punto informativo, dove verrà distribuito materiale ed i ragazzi verranno invitati ad indicare il 'guidatore designato', che dovrà mantenere l'impegno di non bere. Saranno inoltre intensificati i controlli e se i giovani risulteranno negativi all'etilometro, riceveranno direttamente dagli agenti un ingresso gratuito in discoteca per il fine settimana successivo. Ma l'aumento dei controlli, secondo Sgalla, "non basta ad evitare gli incidenti: occorre un comportamento più responsabile da parte degli automobilisti. L'invito è quindi quello di godersi le vacanze guidando con prudenza e rispettando le regole, specialmente in momenti difficili per il maltempo come quelli attuali". E, per sensibilizzare sui pericoli della guida, la Polizia stradale ha preparato una serie di immagini tridimensionali con le quali sono stati ricostruiti incidenti stradali effettivamente verificatisi, alternate alle immagini reali degli incidenti. I filmati sono stati presentati al Motorshow di Bologna ed oggi sono visibili sul sito internet Ansa.it. "L'obiettivo - spiega Sgalla - non è fare 'terrorismo', ma far vedere ai ragazzi cosa può succedere guidando imprudentemente".
 
CONFINDUSTRIA:MALORE MARCEGAGLIA, INDAGANO I NAS
Active Image ROMA - Emma Marcegaglia ha avuto un malore questa mattina ed è stata ricoverata al Policlinico Gemelli di Roma per accertamenti. Il presidente di Confindustria si è sentita male dopo aver bevuto acqua da una caraffa alla Farnesina, dove partecipava ad una tavola rotonda in occasione della sesta conferenza degli ambasciatori di Italia. Le sue condizioni sono migliorate ed è stata dimessa. Nel pomeriggio, però, tornerà in ospedale per "una rivalutazione delle condizioni cliniche a scopo precauzionale". Con lei al Gemelli è stata ricoverata anche un'altra persona con gli stessi sintomi; intanto al ministero degli Esteri sono arrivati i carabinieri del Nas, che stanno verificando se c'è una relazione tra il malore che ha colpito Marcegaglia e il liquido ingerito. Anche il vicesegretario della Farnesina Carlo Maria Oliva si è sentito male, ma le sue condizioni non sembrano collegate a quelle del presidente degli industriali, quanto più probabilmente ad una reazione ad un vaccino effettuato per un prossimo viaggio in India. La conferenza degli ambasciatori è stata sospesa per un breve periodo per consentire al Nas di effettuare tutti gli accertamenti. (repubblica)
 
MAFIA: IL BOSS SI IMPICCA DOPO L'ARRESTO
Active Image PALERMO È stato trovato impiccato nella sua cella, uno dei boss fermati dai carabinieri a Palermo nell’ambito dell’operazione Perseo che ha stroncato un tentativo di riorganizzazione di Cosa Nostra. L’uomo, Gaetano Lo Presti, 52 anni, ritenuto il capo mandamento di Porta Nuova, era rinchiuso nel carcere di Pagliarelli, dove il personale di custodia ha trovato il cadavere impiccato in cella. La morte di Gaetano Lo Presti ricorda quella di un altro boss, Francesco Pastoia, un fedelissimo di Bernardo Provenzano, che si suicidò in carcere il 28 gennaio del 2005, tre giorni dopo essere stato arrestato nell’operazione Grande Mandamento. Secondo gli inquirenti, Lo Presti, che in passato aveva scontato una ventina d’anni per mafia, era stato imposto al vertice di Porta Nuova da Salvatore Lo Piccolo, dopo l’omicidio del reggente, Nicolò Ingarao, nell’estate del 2007. Lo Presti, era considerato tra i personaggi più importanti dell’indagine sulle manovre per ricostituire la struttura di Cosa Nostra insediando di nuovo una «commssione» a Palermo. La Procura della Repubblica di Palermo ha disposto l’autopsia sul corpo del boss. L’uomo, che già in passato era stato condannato a vent'anni di carcere per mafia, è stato intercettato a lungo. Nel corso delle sue telefonate Lo Presti ha raccontato molti retroscena sulla creazione della nuova commissione di Cosa Nostra e, inconsapevolmente, ha rivelato agli investigatori i nomi degli altri boss coinvolti e le strategie che stavano portando avanti.(lastampa)
 
EDITORIA: ADDIO A CARLO CARACCIOLO
Active Image Di lui Giorgio Bocca diceva: "E' una delle poche persone che abbia conservato il gusto del rischio". E fino all'ultimo ha avuto un pensiero e un'idea per Repubblica e Liberation. Il nostro giornale, il mondo dell'editoria piangono Carlo Caracciolo, fondatore dell'Espresso e poi di Repubblica, editore puro e appassionato, che si è spento in serata a Roma. Caracciolo era nato il 23 ottobre del '25 ed era presidente onorario del Gruppo Espresso, dove ha lavorato per cinquant'anni della sua vita. E' stato giovane partigiano in Val d'Ossola, si è laureato in legge a Roma, si è specializzato ad Harvard. Si è definito un "editore fortunato". Fin da quando fondò nel '51 la Etas Kompass. Poi animatore e promotore nel '55 di un settimanale che fece la storia del giornalismo come l'Espresso, soprattutto da quando Adriano Olivetti gli girò il pacchetto di maggioranza. "Quando, a fine anni Cinquanta, Olivetti decise di ritirarsi e mi offrì le sue quote, rimasi sconcertato" ha raccontato Caracciolo. "Ero senza una lira. Gestendo la pubblicità avevo un qualche accesso ai conti, che non erano straordinari. D'accordo con Arrigo Benedetti, il direttore ed Eugenio Scalfari, direttore amministrativo e editorialista di economia, decidemmo per prima cosa di raddoppiare il prezzo, da cinquanta a cento lire..." Caracciolo non ha mai smesso di rischiare e di divertirsi. Ma anche a considerare questo mestiere un dovere civile, magari scommettendo su pubblicazioni di nicchia, apparentemente senza mercato, ma di sicuro successo. A metà degli anni '70 decise, insieme ad Eugenio Scalfari, di puntare su un quotidiano. L'Espresso era appena uscito da una navigazione incerta: dopo aver chiuso per molti anni in pareggio, stava incominciando a guadagnare. Caracciolo poteva puntare a rendite più sicure - la pubblicità, i periodici, i settimanali di target facile, commerciale - lui invece decise di fare un quotidiano: scritto come un settimanale. Un secondo giornale che diventò molto presto il primo per centinaia di migliaia di cittadini. Così Caracciolo descrisse la nascita di Repubblica. "Da soli, dicevo a Eugenio, non potremo mai farcela. Lui premeva, invogliato dal difficile momento del Corriere, dove Angelo Rizzoli era entrato con l'appoggio esplicito di Cefis, sottraendo a quella istituzione la sua storica olimpicità. Facevamo fra noi un gran parlare del "giardinetto". Alludevamo a un certo numero di industriali che avremmo coinvolto nell'impresa, sotto forma di sottoscrizione di abbonamenti. Oltre a qualche grana, la cosa ci procurò l'incontro, positivo, con Carlo De Benedetti, che per quella via si accostò al nostro Gruppo. Fu Scalfari a pensare a Mondadori. Ci fu poi, nel tardo inverno del '75, una riunione decisiva nella villa di Giorgio Mondadori, a Sommacampagna. Con Mondadori e Formenton, era arrivato Sergio Polillo, uomo di vertice della casa editrice. Minuto, cauto, interloquiva poco. A un tratto, sempre un po' sovrappensiero, emise un giudizio del tipo: "Si può fare". Diedi un calcio a Eugenio: la Sfinge si era pronunziata. Eravamo in porto". Che cosa sia stato un editore puro come lui, lo descrive proprio Giorgio Bocca nel suo "Vita da giornalista". "Carlo Caracciolo, editore di Repubblica, del Tirreno e dell'Espresso - scrive Bocca - è conosciuto dal grande pubblico come il Principe, il cognato di Gianni Agnelli, un grande charmeur che si occupa di giornali e di libri quasi per hobby. Una volta sono andato con lui a fare un giro in Toscana, l'ho visto passare la giornata a discutere con i distributori: quante copie ha preso il Tirreno a Grosseto, quante ne ha perse a Follonica. Poi combinava con un rappresentante di macchine tipografiche un viaggio a una Fiera di Las Vegas, per vedere l'ultimo modello di una rotativa". Grazie a personaggi come Caracciolo, il Gruppo è rimasto sempre in prima fila nell'innovazione. Il formato dell'Espresso e di Repubblica, il colore, i supplementi, gli allegati, le guide prestigiose come quella dei ristoranti e dei vini. Per ventuno anni, dal '76 al '97, Caracciolo è stato presidente e amministratore delegato di Repubblica. E Bocca ricorda giustamente l'altra sua grande passione: l'informazione locale. Non solo il Tirreno ma i tutti gli altri giornali che via via hanno fatto crescere il Gruppo Finegil: dal Piccolo di Trieste alla Città di Salerno. Era spesso Caracciolo ad accogliere in una città che fosse Padova o Livorno, il presidente della Repubblica o il premier in visita al giornale locale. Non molto tempo fa ha accompagnato i direttori dei giornali del Gruppo a Palazzo Chigi. E i giornalisti di Repubblica non possono dimenticare il suo comportamento durante la cosiddetta guerra della Mondadori, ai tempi in cui Silvio Berlusconi diventò presidente della casa editrice. All'inizio degli anni '90, Caracciolo si battè per l'autonomia - e in qualche modo la sopravvivenza - di Repubblica, fino alla famosa mediazione che portò alla divisione. Libri da una parte, con un Silvio Berlusconi che non era ancora entrato in politica. Giornali dall'altra con Caracciolo e De Benedetti, diventato azionista di maggioranza. Nel libro a cura di Nello Ajello pubblicato da Laterza, Caracciolo racconta senza metafore il suo scontro con il Cavaliere. "Cominciarono a circolare voci che Berlusconi avesse acquistato le azioni della famiglia Formenton (e quindi il controllo di Mondadori ndr). La cosa non mi colse di sorpresa, era il dicembre dell''89. A un certo punto decisi di rivolgermi al diretto interessato. Ero a Milano e mi diressi a piedi proprio in via Rovani a casa di Silvio Berlusconi. Nei giorni precedenti ero stato invitato a cena proprio per quella sera. Venni introdotto in una stanza a pianterreno, piena di dipinti che a prima vita non mi parvero brillare per autenticità. Dopo qualche minuto apparvero Berlusconi e Fedele Confalonieri. Esauriti in breve i convenevoli, il Cavaliere mi disse: "Carlo, ti devo dare una notizia importante. Proprio oggi pomeriggio abbiamo concluso l'accordo. Abbiamo rilevato la quota dei Formenton". Mi infuriai, fino a mezzora prima i Formenton mi avevano detto il contrario. Investii Berlusconi, dicendogli tutto ciò che mi dettava il cuore. "Tu sei un mascalzone" gli dissi". Fu l'inizio della guerra della Mondadori. Berlusconi da una parte, De Benedetti, Scalfari e Caracciolo dall'altra. In mezzo, un passaggio in tribunale, con un lodo arbitrale e un misterioso pronunciamento della Corte d'Appello di Roma, i cui retroscena vennero fuori solo anni dopo. Nel frattempo, grazie a Giuseppe Ciarrapico, era stata raggiunta un'intesa sulla divisione. Poche, pochissime volte Caracciolo è entrato in redazione. Una delle ultime, per la festa dei trent'anni di Repubblica. Una presenza discreta, accanto a Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro. Ma una costante attenzione alla vita del nostro giornale, una curiosità per i retroscena legati a un'intervista, un'idea editoriale da sviluppare, una piazza da studiare. La sua vita è stata paragonata a un grande romanzo borghese. Fu amico fraterno di Gianni Agnelli: sua sorella Marella sposò l'Avvocato nel '53. "Gianni aveva una vitalità straripante, quasi pericolosa". Ma Carlo Caracciolo non era da meno. E proprio da quella voglia di rischiare, quella curiosità è nata l'ultima avventura. A quasi 82 anni ha acquistato una consistente quota del quotidiano francese "Liberation", il 33% di un giornale storico della gauche, in crisi profonda di finanze e di idee. Facendo spola fra Roma e Parigi, ha rianimato il quotidiano, ha rilanciato il sito web ("perché il futuro passa dalla multimedialità"). E soprattutto, fino all'ultimo, si è divertito.(repubblica)
 
INCIDENTI: PIRATA DELLA STRADA UCCIDE CICLISTA
Active Image LECCE, 15 DIC - Un giovane ciclista di 21 anni di Lecce, Omar Monaco, e' morto travolto da un'automobile il cui conducente e' fuggito senza soccorrerlo. E' accaduto la scorsa notte nei pressi dello stadio di via del Mare, alla periferia del capoluogo, all'altezza dello svincolo per via Pistoia dove il giovane abitava. Indagini per identificare l'automobilista e le circostanze dell'investimento sono state avviate dalla Squadra mobile e dalla polizia municipale.(ansa)
 
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