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"E' sempre più urgente avviare una riflessione sulla tenuta della vigente disciplina di settore per individuare lacune e prospettare ipotesi di adeguamento". Così il presidente della Camera Gianfranco Fini interviene a proposito della riforma della regolamentazione degli scioperi nei servizi pubblici. Parlando in occasione della presentazione della relazione annuale del garante degli scioperi Fini ha detto che: "non si tratta ovviamente di soffocare il diritto di sciopero ma di armonizzarlo con l'esercizio degli altri diritti di tutti i cittadini in un opera di bilanciamento che deve tenere conto dell'evoluzione sociale".
STRETTA NEI TRASPORTI, VERSO LO 'SCIOPERO VIRTUALE' Nuove regole in arrivo per gli scioperi nei trasporti: indire una giornata di protesta capace di bloccare bus, treni e aerei sarà più difficile e, soprattutto, in alcuni settori sarà addirittura richiesta un'adesione individuale preventiva da parte del singolo lavoratore che intende incrociare le braccia. Il governo è infatti al lavoro su un progetto di riforma della regolamentazione del diritto di sciopero nei servizi di trasporto che dovrebbe arrivare venerdì in consiglio dei ministri. E, se la bozza dello schema del ddl delega di riforma verrà confermata, sono molte le novità che arriveranno per regolamentare nel settore il diritto di sciopero, a partire dall' obbligarietà del cosiddetto sciopero virtuale. Tra le novità in arrivo è prevista anche una stretta sulla rappresentatatività dei sindacati che possono proclamare un'astensione dal lavoro, con la previsione di un referendum consultivo prima degli scioperi indetti dalle organizzazioni più piccole. Ma, soprattutto, è previsto che in alcuni servizi vi sia un'adesione preventiva del singolo lavoratore che intende scioperare. Un obbligo che non piace per niente ai sindacati, i quali promuovono invece lo sciopero virtuale, a patto che preveda penalità anche per le aziende. "C'é una cosa che non ci sembra molto utile, quella del preavviso individuale dell'adesione allo sciopero, mentre c'é una cosa che potrebbe essere molto interessante, che noi sosteniamo da molti anni, cioé quella dello sciopero virtuale" dice il segretario della Uil, Luigi Angeletti. Il leader della Cisl, Raffaele Bonanni conferma la disponibilità alla riforma del diritto di sciopero, ma solo nel sistema dei trasporti e invita il governo "a non andare oltre". Anche l'Ugl approva: "Se è solo per il trasporto va bene e credo che tutte le organizzazioni sindacali daranno serenamente il loro contributo" dice il segretario Renata Polverini. Più politica, invece, la preoccupazione della Cgil: "Mi auguro che a guidare l'iniziativa del governo non sia, dopo aver favorito la rottura del sindacato, il tentativo di impedire che il dissenso possa manifestarsi" afferma il segretario confederale, Fabrizio Solari, ricordando che "legge attualmente in vigore è la più severa d'Europa". "Barricate" sono invece promesse dal segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, secondo il quale le nuove regole portano "a compimento l'attacco al lavoro e alla democrazia". Anche Italia dei Valori attacca: "In altri tempi la proposta dello sciopero virtuale sarebbe stata ritenuta semplicemente ridicola, oggi è un'altra dimostrazione della deriva autoritaria di questa maggioranza" dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi. L'ex ministro del lavoro, Cesare Damiano, considera "inaccettabile" la dichiarazione preventiva di adesione. In attesa di leggere il testo definitivo che potrebbe uscire dal cdm di venerdì, intanto, è sullo sciopero virtuale che si concentra di più l'attenzione anche se la bozza è ancora generica. Al momento prevede che l'istituto dello sciopero virtuale, possa essere "reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delle specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale". La Uil, che si dice favorevole, pensa che per attuarlo sia necessario prevedere per le aziende una penale dieci volte superiore alla perdita del salario. Novità sono infine in arrivo per arginare le conseguenze del cosiddetto effetto-annuncio in caso di scioperi proclamati e poi revocati; altre norme prevedono di regolare procedure di sciopero anche in settori di servizi "non essenziali", per evitare forme di protesta che in ogni caso influiscano sulla circolazione delle persone, altre ancora regolano gli scioperi degli autotrasportatori.
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La procura della Repubblica di Roma, ha chiesto l'archiviazione per il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e per l'ex direttore di Rai Fiction Agostino Saccà, in relazione alla vicenda legata alla raccomandazione di cinque attrici per la produzione di fiction tv, in cambio di un sostegno finanziario allo stesso Saccà. La procura della Repubblica di Roma ha chiesto al gip la distruzione di tutte le intercettazioni che riguardano l'inchiesta sulla presunta corruzione che ha coinvolto Silvio Berlusconi e l'ex direttore di Rai fiction Agostino Saccà. La richiesta riguarda le conversazioni tra Saccà e Berlusconi e conversazioni private fatte dagli indagati con terze persone tra cui attrici e politici non coinvolte nell'indagine.
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Il Senato approva, in via definitiva con 154 voti a favore, un solo voto contrario il ddl Brunetta sulla ottimizzazione e razionalizzazione della pubblica amministrazione. L'opposizione non vota. Il provvedimento, meglio conosciuto come 'ddl antifannulloni', é legge. Il ddl di delega al governo, approvato dal Senato il 13 novembre 2008 e modificato dalla Camera il 12 febbraio, passa senza modifiche, in terza lettura, con i voti favorevoli della maggioranza. "Questa è la prima riforma istituzionale del governo Berlusconi". Lo sottolinea il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta che non nasconde la sua soddisfazione per il via libera definitivo del Senato al ddl anti-fannulloni per l'efficienza della Pubblica amministrazione e afferma che "per la prima volta c'é una riforma che mette al centro 60 milioni di cittadini italiani, 60 milioni di clienti, considerati fino ad oggi sudditi e non utenti. Clienti - spiega Brunetta - che da oggi potranno giudicare, arrabbiarsi e la cui voce sarà ascoltata e che avranno diritto a servizi di qualità". "E' una rivoluzione" ribadisce Brunetta che già aveva usato questo termine in Aula per definire gli effetti della sua legge e assicura che "nell'arco di pochi mesi si avranno già le prime valutazioni" sulla legge delega e "i decreti attuativi saranno approvati prima dell'estate. Dall'autunno sarà tutto in piena efficienza e in piena incrementazione. Poi giudicheranno i cittadini italiani se la loro vita sarà cambiata o no", conclude Brunetta prima di lasciare il Senato.
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Il governo accelera sul nucleare e stringe un patto con la Francia per il rientro dell'Italia nell'atomo. Silvio Berlusconi sta ricevendo a Villa Madama il presidente francese Nicolas Sarkozy e alla fine dell'incontro è attesa la firma di un importante protocollo che, tra l'altro, aprirà la strada alla tecnologia francese nei 4 reattori con cui l' Italia dovrebbe tornare al nucleare dopo 21 anni dal referendum del 1987, come previsto da uno dei punti del programma del governo Berlusconi. Una cooperazione che vedrà l'Enel rafforzare i suoi rapporti con il suo omologo d'oltralpe, Edf, sia attraverso una joint-venture in Italia, sia nella partecipazione al secondo reattore di nuova generazione Epr (europeaan Pressurized Reactor) di Penly in Normandia. Ma il vertice, accompagnato da incontri bilaterali tra molti dei ministri dei due governi e da quelli tra delegazioni di industriali, dovrebbe essere l'occasione per affrontare anche tutta un'altra serie di temi di attualità internazionale. A cominciare dalla crisi finanziaria: due giorni dopo il G4 di Berlino ed in vista del G20 di Londra e del prossimo G8 de La Maddalena a presidenza italiana, Berlusconi e Sarkozy potrebbero scambiarsi anche qualche idea sulla situazione delle banche. Anche alla luce della attesa presa di posizione dell'Ue che - secondo le prime indiscrezioni - aprirebbe la strada all'ipotesi di nazionalizzazione degli istituti di credito quale strumento anti-asset tossici. Ma in agenda tra i due governi c'é anche la collaborazione in materia di Difesa e il dossier trasporti con il progetto Tav Torino-Lione che - ha ricordato ieri il premier italiano - "si farà ". Sul tavolo anche il tema del conflitto israelo-palestinese, la stabilizzazione in Afghanistan e Libano, l' Iran, il dialogo tra Europa e Federazione Russa nonché il vertice Nato dei primi di aprile - anche alla luce dell'annunciata intenzione di rientro a pieno titolo della Francia - con la nuova presidenza americana.
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Il successore di Berlusconi lo decideranno gli italiani con il voto: Silvio Berlusconi, in una intervista al quotidiano francese 'Le Figaro' che ne ha anticipato il testo, risponde così all'interlocutore che gli chiede chi sarà. Aggiungendo comunque di non prevedere di presiedere un altro G8. "Io - dice il presidente del Consiglio - ho interpretato e interpreto il mio impegno politico come un servizio al mio Paese. Ero il più invidiato imprenditore italiano. Ho deciso di impegnare tutto me stesso per preservare il mio Paese da un'ipotesi comunista e da un futuro incerto e confuso. Ho messo a disposizione degli italiani le mie capacità e le mie esperienze. Sto presiedendo il mio terzo G8, come lei ha ricordato. Non credo che ne presiederò un quarto, ma l'Italia é una democrazia, non una monarchia, quindi le date dei passaggi di potere non le decido io. Sono gli italiani a deciderle, ogni cinque anni, con il voto". Berlusconi alla richiesta di indicare i momenti più felici dei suoi 14 anni di politica risponde: "Credo di aver dato contributi importanti in politica estera, per esempio con l'associazione della Federazione Russa alla Nato che si è celebrata a Pratica di Mare nel 2002, sancendo la fine della guerra fredda. In politica interna, credo di aver contribuito a far rialzare l'Italia all'indomani della stagione di Mani Pulite, quando i partiti che avevano governato per decenni erano stati spazzati via dalla rivoluzione giudiziaria di stampo comunista. Il pericolo era che il Paese finisse in mano alla sinistra comunista. successo nel 1994. Sono tornato a Palazzo Chigi nel 2001, sono fiero di aver guidato il governo più longevo nella storia della Repubblica fino al 2006, quando la sinistra è tornata al potere in modo rocambolesco. Me ne dispiace ancora, perché in quel momento l'Italia ha perso l'occasione di profittare della congiuntura economica favorevole". G8: ITALIA LO VUOLE PIU' FORTE E CONCRETO "L'Italia non vuole la fine del G8, non vuole il suo scioglimento. Al contrario, vuole un G8 più forte e più concreto". Lo ha detto il presidente del Consiglio. "L'Italia vuole che il G8 sia sempre più rappresentativo ed efficace" e per esserlo "deve essere inclusivo, deve aprirsi alle economie emergenti e dialogare con la parte di pianeta più povera. Noi proponiamo una più stabile e strutturata associazione al G8 dei Paesi del G5 (Cina, India, Brasile, Messico e Sud Africa) oltre all'Egitto, in rappresentanza del mondo arabo, musulmano e africano", ha ricordato il premier. "E' cruciale il confronto su temi specifici con singoli gruppi di Paesi, per esempio quelli africani, secondo il principio delle 'geometrie variabili'. Non è questione di nomi o formule vuote, ma di governance internazionale, di democrazia - ha concluso Berlusconi -. Non sarà facile organizzare un G8 con queste ambizioni, ma sono sicuro che ci riusciremo".
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Dario Franceschini e' stato eletto segretario del Pd dall'Assemblea nazionale del partito. Franceschini e' stato eletto con 1047 voti. Ad Arturo Parisi sono andati 92 voti. I votanti sono stati 1258. L'Assemblea nazionale ha chiuso i battenti con la 'Canzone popolare', che caratterizzo' la stagione dell'Ulivo e di Romano Prodi, una novita' musicale rispetto all'assemblea che, sotto la segreteria di Walter Veltroni, aveva preferito altri inni, fra i quali 'Mi fido di te' di Jovanotti. ''Siamo entrati con uno stato d'animo e ne usciamo con uno diverso. E' tornato l'ottimismo, la fiducia, la voglia di combattere'' ha detto Franceschini. L'andamento dell'assemblea nazionale del Pd di oggi attraverso la quale ''e' tornato l'ottimismo, fiducia la voglia di combattere'' ed ''e' la prova che l'unico che aveva capito era Veltroni, la dimostrazione che la sua scelta e' stata un atto d'amore per il partito". "Ho gia visto dalle agenzie il dibattito che si e' aperto dopo le mie parole di oggi: c'e' chi ha detto che e' stato un discorso troppo di sinistra, troppo moderato. Non mi interessa. Io ho detto cose democratiche''. ''Adesso - ha concluso Franceschini - possiamo guardare al futuro'' e ha citato le parole di un giornale clandestino degli allora partigiani Arrigo Boldrini e Benigno Zaccagnini nel quale in romagnolo c'era scritto 'se e' notte si fara' giorno'. ''Oggi abbiamo dimostrato - ha concluso - che stiamo lavorando per un giorno nuovo''. FINOCCHIARO: SONO FELICE, SARA' DURA MA CE LA FAREMO ''Sono molto soddisfatta, sono felice e' duro ma ce la faremo'': cosi' il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro commenta l'elezione a segretario dei Democratici di Dario Franceschini. ''E' un partito - dice - che si fa nel farsi. Alcuni valori sono intrinseci a ciascuno di noi ed e' tanto il cammino che abbiamo gia' fatto''. VELTRONI: DARIO E' LA PERSONA GIUSTA PER GUIDARE PARTITO ''Dario e' la persona giusta per guidare il Pd''. E' di Walter Veltroni il primo commento, dopo l'elezione di Dario Franceschini a segretario del Pd. ''La prima persona alla quale parlai delle mie dimissioni e' stato lui - afferma il segretario uscente, che , come previsto, non ha partecipato all'assemblea dei democratici - Gli dissi in quell'occasione che avrei voluto fosse lui a guidare il Partito democratico verso le elezioni e il congresso. Come ho detto nel mio discorso di saluto, Dario e' un uomo politico leale, forte e che crede in quel progetto del partito democratico come un soggetto nuovo che sia perno del riformismo italiano. Questa era l'ispirazione del Pd nell'atto di nascita del partito al Lingotto, nelle primarie e anche nella campagna elettorale''. ''Le parole di Dario di oggi - sottolinea Veltroni - sono per me la conferma di questo giudizio. Dario e' la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfide che penso potranno vedere per il Pd quei successi che merita. A lui voglio dare un abbraccio e rivolgere il piu' caloroso e affettuoso augurio di buon lavoro''.
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