|
Tutti contro tutti a Roma; qualcuno insieme a qualcun’altro a Palermo. Sono gli strani giochi della politica in questo 2008 che, mercoledì prossimo, saprà se il 13 aprile sarà election day, con il voto alle Politiche ed alle Regionali, oppure se, per avere un governo ed un Parlamento a Palermo, bisognerà aspettare un’altra settimana. A Roma, giochi praticamente fatti. Walter Veltroni è già partito con il pullman verde del Partito Democratico; dice di recuperare nei sondaggi e continua a chiedere ai Socialisti di entrare nel partito unico, come farà Di Pietro e l’Italia dei Valori dopo il voto. Sinistra Arcobaleno, invece, se ne sta per i fatti suoi e candida Fausto Bertinotti a premier; nessun accordo con il PD né adesso né dopo. Pieferdinando Casini è un altro che va da solo; ha salutato, ed in modo neppure tanto gentile, Silvio Berlusconi ed ammicca all’Udeur di Mastella ed a quelli della Rosa Bianca, provando a rifondare il grande centro. Silvio Berlusconi guiderà il PdL e chi vorrà accasarsi, senza simbolo proprio ma annesso alla casa madre. Unica eccezione possibile, l’MpA, come Lega Sud, facendo, in pratica, nel Mezzogiorno quello che è già stato concesso a Bossi sino in Toscana. E questo si deciderà domani a Palazzo Grazioli, quando Berlusconi incontrerà Raffaele Lombardo, parlando, naturalmente, anche della questione siciliana. Qui, invece, le fratture del centrodestra sono sul sottile filo della guarigione o della cancrena. Succede, infatti, che Lombardo dica che il centrodestra diviso non vincerebbe, rilancia la sua candidatura e, a questa ipotesi, dicono si udicini; una candidatura, quella di Lombardo, che potrebbe piacere anche ad AN. Gianfranco Miccichè, però, nel suo blog dice che il suo sogno continua e che sta lavorando per questo. "Rimango assolutamente sulle mie posizioni. Non ho ritirato e non ritirerò la mia candidatura a Palazzo d'Orleans", afferma il vice coordinatore nazionale di Forza Italia. "Rimango - aggiunge il presidente dell'Ars - della mia idea, per quanto mi riguarda se ci dovesse essere un accordo con Cuffaro mi candiderò anche da solo". Micciché ribadisce "il bisogno di questa regione di avere una politica libera da ogni forma di pressione clientelare e da qualsiasi condizionamento mafioso. Resterò coerente con la mia idea e andrò avanti per la mia strada sulla base di questi valori". E intanto incassa il sostegno pubblico di Cimino, Fleres, Castiglione, Fallica, Giudice, Ricevuto ed anche i neo adepti del PdL, Filippo Drago e Fabio Mancuso; e, insieme a loro, quasi tutti l’estabilshment siciliano del suo partito. Ma si deciderà tutto a Palazzo Grazioli, domani mattina. Nel centrosinistra, il ticket Finocchiaro/Borsellino sembra funzioni. Anna Finocchiaro ed il suo PD, vogliono anche quelli della sinistra, che sostengono Rita Borsellino. Questa sembra convinta della necessità di stare uniti, cosiccome appare convinto Rosario Crocetta, leader siciliano dei Comunisti Italiani. Anna Finocchiaro, comunque, si avvia a diventare il candidato unico del centrosinistra alla presidenza della Regione Siciliana. Il tema sarà al centro di un tavolo comune tra Partito Democratico e Sinistra Arcobaleno che si terrà a Roma ma che ha avuto un 'prologo' a Catania, dove si sono incontrati il presidente dei senatori del PD e il sindaco di Gela, Crocetta. E' lo stesso Crocetta a dirsi "sicuro del fatto" che Anna Finocchiaro sarà il candidato unico del centrosinistra e a sottolineare che "bisogna andare uniti"; ma spiega che "é giusto che prima parli con chi ha proposto la mia candidatura" a governatore della Sicilia. Poi, tra la Finocchiaro e Lombardo ci sono carezze e, al massimo, colpi di fioretto, con la prima che ringrazia il secondo di alcuni complimenti ma si dice divisa dalle idee autonomiste del leader mpA. Vedremo come andrà a finire. Resta l’UDC; Totò Cuffaro aspetta di conoscere le decisioni di Lombardo e di capire con chi è alleato; poi deciderà; ma la situazione è fluida
|