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(ANSA) - ROMA, 21 NOV - 'Sono sereno, dormo bene e preferisco mantenere un profilo basso e il silenzio': cosi' il presidente della Vigilanza Rai, Villari. Dopo gli appelli a rassegnare le dimissioni dai presidenti delle Camere, dal premier e da vari leader politici, a chi gli chiede se si aspettava le loro dichiarazioni risponde:'non commento e vado avanti, ho parlato con loro e conosco il loro giudizio'. E a proposito di Marco Pannella: 'lo vedro' per dirgli da medico di interrompere lo sciopero della fame'.
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ROMA - Disco verde del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, alla vendita della parte buona di Alitalia a Cai per 1,052 miliardi. Il ministro ha autorizzato il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, ad accettare l'offerta migliorata, consegnata da Compagnia aerea italiana (che inizialmente era di un miliardo), e consentire la firma del contratto di compravendita. Entro l'1 dicembre sarà perfezionato l'acquisto da parte di Cai, ha assicurato Scajola, aggiungendo che la cessione materiale degli asset potrebbe anche avvenire dopo. E oltre il primo dicembre il commissario non vuole proprio andare vista la situazione in cui versa la compagnia. Quindi, se il decollo della Nuova Alitalia slittasse, Alitalia e AirOne dovrebbero continuare la rispettiva attività in attesa dell'integrazione. "Non ci sarà interruzione sul volo italiano - ha spiegato il ministro - anche se stiamo soffrendo la riduzione dovuta alle difficoltà che la vecchia Alitalia ha, finanziarie e di carattere sindacale interno". Non sottovaluta "i problemi aperti che attendono ancora una soluzione" il presidente di Cai, Roberto Colaninno, nell' esprimere a nome di tutti gli azionisti grande soddisfazione per i risultati raggiunti nella trattativa con Fantozzi. Colaninno guarda con fiducia alla partenza della nuova compagnia e rileva che, dopo l'accordo sindacale e il giudizio positivo dell' Europa, questa intesa è la conferma del grande lavoro di squadra realizzato in questi mesi con i vertici di Intesa San Paolo, l'amministratore delegato di Cai e gli uomini di Immsi. Soddisfazione anche dall'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, che, definendo tutta l'operazione "complessa e delicata", ha sottolineato "il grande interesse riscontrato in tutti i potenziali partner stranieri: siamo sulla strada giusta". Ha poi voluto rilevare che "la nuova compagnia aerea che nascerà, mettendo insieme Alitalia e AirOne, sarà un'azienda italiana che dovrà dimostrare ovunque una rinnovata capacità di competere". E uno dei problemi ancora aperti è l'alleanza con il partner straniero. Anche se la scelta sembra ormai certa per Air France-Klm, non è altrettanto certo che l'ingresso nella compagine azionaria avvenga prima della partenza della Nuova Alitalia. Che, invece, potrebbe essere all'insegna del tricolore per dare successivamente spazio al colosso franco-olandese. No comment da Parigi sull'esame del dossier Alitalia nel cda sulla semestrale. Mentre slitterà di qualche giorno il cda di Cai, previsto per lunedì prossimo anche sull'alleanza. Cai sceglierà chi "ci assicura la partnership strategica di più lungo periodo", ha detto Gaetano Micciché, responsabile corporate di Intesa Sanpaolo, uno dei soci di Cai. "Non vogliamo un socio finanziario né uno solo industriale, ma un partner con cui crescere insieme - ha precisato - e poi vediamo cosa potrebbe nascere". Non è l'eventuale penale per l'uscita di Alitalia dall'alleanza SkyTeam (in cui è anche Air France-Klm) a orientare la scelta di Cai, ma "qualcosa di più importante e strategico nel lungo tempo". Con i pretendenti "ci saranno ancora incontri", ha aggiunto Micciché. Gli asset di Alitalia, per i quali Cai aveva inizialmente offerto un miliardo di euro, sono stati valutati 1.051 milioni da Banca Leonardo, advisor del ministero dello Sviluppo economico, e 931 milioni da Rothschild, advisor finanziario del commissario, utilizzando "una metodologia di valutazione sostanzialmente analoga". Il Comitato di sorveglianza sulla procedura, guidato da Andrea Monorchio, ha dato parere positivo all'offerta aggiornata di Cai per 1,052 miliardi, superiore di un milione alla valutazione di Banca Leonardo. Raggiunto anche questo risultato, "ora la nuova Alitalia deve dimostrare di saper competere e crescere con una precondizione da soddisfare - ha avvertito il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari - Occorre ricostruire un rapporto positivo con i clienti e con i lavoratori". Mentre il 'fronte del no' - Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl - boccia tutta l'operazione Cai e assicura che rafforzerà la ferma opposizione in atto. ( ANSA)
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"Ho consegnato stamattina l'offerta perfezionata in ogni suo aspetto al professor Fantozzi dopo la lunga e intensa giornata di lavoro di ieri". Così l'amministratore delegato di Compagnia aerea italiana, Rocco Sabelli, aggiungendo di "attendere fiduciosi l'esito delle sue valutazioni. Siamo confidenti - ha sottolineato - sull'arrivo di una sua risposta positiva". Ieri, Sabelli e Fantozzi, si erano incontrati, alla presenza dei rispettivi legali, per mettere a punto l'offerta di Cai da un miliardo di euro per la parte buona di Alitalia anche alla luce della valutazione della advisor del commissario, Rotschild. Per oggi è atteso il via libera del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola all'offerta di Cai dopo aver ricevuto il parere del comitato di Sorveglianza che ha esaminato l'offerta di Cai e la valutazione dell'advisor del ministero, Banca Leonardo. Dopo l'incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel a Trieste, Berlusconi intanto ha detto di veder bene una collaborazione con Lufthansa che "ha molti punti di convenienza rispetto a Malpensa", sottolineando però che la scelta del partner spetta a Cai. A Fiumicino cancellati anche ieri decine di voli. IL PREMIER VEDE MERKEL E LANCIA LUFTHANSA dell'inviato Federico Garimberti TRIESTE - Silvio Berlusconi torna a tifare per Lufthansa. Dopo aver affossato la vendita di Alitalia ad Air France-Klm pretendendo che la compagnia restasse in mani italiane, il premier auspica che Cai scelga il vettore di Francoforte come partner internazionale. Una presa di posizione che il Cavaliere decide di rendere nota proprio davanti ad Angela Merkel, ospite del presidente del Consiglio a Trieste per l'annuale vertice bilaterale. "Con il Cancelliere abbiamo parlato del dossier Alitalia e ci siamo trovati d'accordo: entrambi vediamo con molto favore una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa", scandisce, accanto al Cancelliere, nel corso della conferenza stampa conclusiva. Parole che, a margine, Berlusconi motiva con la necessità di salvaguardare lo scalo di Malpensa. Certo, sottolinea il premier, sulle alleanze internazionale "bisogna chiedere a Cai", ma Lufthansa ha "molti punti di convenienza" rispetto allo scalo milanese. Il matrimonio fra il vettore tedesco e la futura compagnia italiana è fortemente voluto dalla Lega Nord, scesa apertamente in campo in difesa dell'hub lombardo. E proprio ieri sera, ad Arcore, Berlusconi ha incontrato Umberto Bossi. Possibile dunque che il Senatur sia tornato sul tema cercando di convincere il Cavaliere della bontà dell'opzione Lufthansa. E le parole sembrano indicare che il leader del Carroccio un qualche risultato lo abbia ottenuto. Anche se, per la verità, la posizione del presidente del Consiglio negli ultimi mesi è stata piuttosto altalenante su questo punto. Prima di tornare a palazzo Chigi, fu proprio la sua opposizione a far naufragare il piano di vendita di Alitalia ai francesi. Tuttavia, una volta al governo, la sua ostilità sembrava essere venuta meno. "Air France potrebbe essere un'ottima soluzione", aveva detto in giugno al termine di un incontro con il presidente francese Nicolas Sarkozy. E qualche mese dopo, proprio da Parigi, smentendo alcune indiscrezioni che lo volevano contrario alla soluzione transalpina, confermò di non avere "nessuna preclusione" per Air France. Ora, però, proprio mentre i bookmakers danno in pole position la compagnia di Jean-Cyril Spinetta, il premier torna a propendere per Lufthansa. Anche se, come precisa Paolo Bonaiuti, le sue parole non devono condurre a conclusioni affrettate: "Il Presidente Berlusconi ha ribadito che ogni decisione per eventuali accordi spetta alla Cai", sottolinea una nota del portavoce del premier, che ricorda come la società di Roberto Colaninno stia "valutando le offerte sia di Air France, sia di Lufthansa". Una cautela confermata dallo stesso Berlusconi al suo rientro a Roma: "Ho espresso da parte nostra una apertura verso Lufthansa, ma non ho preso nessuna posizione; la scelta spetta esclusivamente alla nuova compagnia e noi non vogliamo intrometterci in alcun modo, anche se per noi Lufthansa va bene", dice senza tuttavia smentire di preferire Francoforte a Parigi. Interrogati in proposito autorevoli esponenti del governo confermano una predilezione del premier per la compagnia tedesca. Un po' per accontentare le richieste della Lega Nord un po' perché convinto che questa sia la soluzione migliore. In attesa che il nodo del partner di Alitalia si sciolga, Berlusconi da Trieste conferma il suo 'no' ad aiuti al settore automobilistico. O almeno non per ora. "Non sono previsti interventi", dice il capo del governo che aggiunge: "Non li escludiamo neppure, vediamo come si comporterà il mercato, ma non sono previsti per il momento interventi".
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"La mia battaglia per migliorare la pubblica amministrazione ha turbato i sonni di chi vive di rendita, dei poteri forti e dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra". Sono parole pronunciate da Renato Brunetta, intervenuto all'assemblea dei Circoli del buongoverno. Il ministro della Funzione pubblica si é detto dispiaciuto per questo: "Io sono di sinistra, sono socialista". Brunetta ha poi polemizzato con la Cgil, ricordando che si è opposta alle iniziative per la riforma e per il miglior funzionamento della pubblica amministrazione: "Quelli del sindacato - ha detto con una battuta - si sentono 'fichi'. Pensavano che tutto ruotasse intorno a loro. Non hanno firmato il contratto del pubblico impiego. E' stato un errore, perché dal 1 gennaio tutti i pubblici dipendenti avranno il contratto rinnovato". Il ministro ha anche sottolineato come solo il 7%-14% degli iscritti alla Cgil abbiano aderito allo sciopero per il contratto del pubblico impiego: "Sono ben lontani dal 51% e quindi io vado senz'altro avanti". "E' stato une errore per la Cgil tirarsi fuori. Dovrebbero avere - ha concluso Brunetta - un atteggiamento più responsabile e costruttivo in un momento difficile di crisi". NON SOLO FANNULLONI, C'E' CHI FA I MIRACOLI Renato Brunetta conferma che una parte dei dipendenti pubblici sono "fannulloni". Ma spiega che la maggior parte di essi sono in grado di "fare miracoli nel loro lavoro". E' accaduto all'assemblea dei Circoli del buongoverno, dove il ministro della Funzione pubblica ha tenuto una lezione di economia ai ragazzi presenti che hanno applaudito a lungo. Brunetta ha descritto lo stato della nostra pubblica amministrazione e ha spiegato come, attraverso i decenni, si sia arrivati a questa situazione: "Nei servizi pubblici lo Stato è stato quasi sempre distratto, mentre i dirigenti guardavano dall'altra parte. E' un miracolo che la maggior parte dei dipendenti abbia continuato a fare comunque il proprio mestiere. Se qualcosa ha funzionato in Italia è per merito dei dipendenti pubblici, che hanno fatto il loro lavoro". Nel suo intervento il ministro ha anche replicato a Franco Bassanini, che in un'intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera sostiene che Brunetta eccede con i tagli. Il titolare della Funzione pubblica ha respinto l'accusa: "I pubblici dipendenti nel nostro Paese sono circa tre milioni 650 mila. Costano molto, ma non in modo eccessivo. Hanno titoli mediamente superiori a quelli dei lavoratori omologhi nel settore privato. Costano circa 300 miliardi di euro l'anno e rappresentano un potenziale di qualità che va valorizzato". BRUNETTA,IN PIANO SGRAVI FISCO E PAGAMENTI VELOCI P.A Il piano per il rilancio dell'Economia italiana, che prevede l'impiego di 80 miliardi, "lo approveremo entro la fine del mese" e prevede sgravi per le fasce meno abbienti, interventi per rilanciare le infrastrutture, attraverso l'utilizzo del Fas (il Fondo per le aree sottosviluppate) ma anche pagamenti più celeri da parte della Pubblica Amministrazione alle imprese. E' quanto ha affermato il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta ai microfoni di Rtl. "Sono interventi di tipo infrastrutturale, di investimenti - ha detto Brunetta - Stiamo riallocando il Fas: tanti fondi soprattutto legati all'Unione Europea destinati in mille rivoli, li stiamo compattando e orientando in pochi grandi interventi. Stiamo raddoppiando le risorse per i consorzi fidi. Le imprese avranno più risorse per garanzie per le loro investimenti ed esportazioni. Sto personalmente elaborando un programma per accelerare e rendere certi i pagamenti della pubblica amministrazione a ifornitori, perché spesso la Pa è una cattiva pagatrice e, se lo è, anche i creditori non pagati non pagheranno creando una catena interminabile di inefficienza". Brunetta ha poi spiegato che "ci saranno sgravi fiscali per le famiglie meno abbienti e vedrà luce la social card per gli acquisti delle fasce più basse". "L'insieme di tutto questo sarà - ha spiegato - una manovra volta al rilancio economico ma soprattutto a migliorare l'efficienza e il sistema. Non basta mettere paglia nel fuoco per fare calore, ma bisogna produrre di più e meglio, fare più produttività, aumentando la torta. Solo con una torta più grande ci sarà poi la possibilità di distribuirla meglio". ATTACCHI DA CGIL E SINISTRA ESTREMA, NON DA PD Gli attacchi alla politica attuata da Brunetta "non arrivano dalla sinistra politica, dal Pd, lo devo dire con onesta". L'indice è invece puntato verso la Cgil e la sinistra estrema. Ad affermarlo è lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta rispondendo durante la trasmissione Rtl. "Ieri Panebianco con un articolo sul Corriere diceva perché io e la Gelmini siamo sotto attacco da parte della Sinistra. Non è la Sinistrà ma un pezzo di Sinistra sindacale, la Cgil, è certamente la Sinistra estrema ma non è la Sinistra politica, vale a dire il Pd, che ragiona e vota anche se a volte usa parole dure". Brunetta, che ha polemizzato nuovamente con l'Espresso che gli ha dedicato alcune inchieste, ha anche risposto ad una domanda sull'imitazione che gli viene fatta dal comico Crozza. "L'ho visto poco - ha affermato - Se la mia imitazione serve per produrre reddito e successo per Crozza sono felice". EPIFANI, BRUNETTA LO PROVI I fannulloni sono di sinistra? ''Brunetta ci dia una prova di quello che afferma, perche' se non ha prove di quello che afferma e' un bugiardo''. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani rispondendo ad una domanda su quanto affermato da Brunetta. ''Purtroppo questi toni o queste modalita' - ha detto Epifani - non sono quelle che sono necessarie per un Paese che sta attraversando crisi molto inquietante e molto grave. Piu' serieta' e cose che si dicono e soprattutto misurarsi sulle proposte''.
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Una legge per tutti i futuri casi Eluana. A prendere posizione e sollecitare il Parlamento lo stesso Governo: "Il Parlamento è chiamato a riempire questo vuoto normativo", ha affermato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. L'intervento dei giudici, con la sentenza che di fatto ha detto sì allo stop all'alimentazione per la donna in stato vegetativo persistente da quasi 17 anni in seguito a un incidente stradale, ha infatti ridato vigore al dibattito sulla necessità di regole. I fronti però sono ancora aperti. Intanto, dopo la sentenza della Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale di Milano contro il decreto con cui a luglio la Corte d'Appello aveva autorizzato le sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione forzata, ora il nodo è l'applicazione della decisione dei giudici. Carlo Alberto Defanti, il neurologo che da anni segue Eluana e che si é offerto di rimuovere il sondino, ha osservato che "a brevissimo termine non accadrà nulla". Ma chi ogni giorno accudisce Eluana non vuole lasciarla andare: "Se c'é chi la considera morta, lasci che Eluana rimanga con noi che la sentiamo viva": hanno scritto le suore della clinica Beato Luigi Talamoni di Lecco dove la donna è al momento ricoverata. C'é anche chi lotta contro la sentenza: entro martedì prossimo tre organizzazioni, in rappresentanza di 34 associazioni, presenteranno ricorso alla Corte europea di Strasburgo sui diritti dell'uomo. Una vicenda, quella di Eluana, dove, ora, la necessità di definire norme etico-giuridiche certe sembra essere più impellente dei contorni del dolore. Per buona parte della politica, infatti, morire per sentenza non è possibile. "Seguo con grande attenzione il movimento parlamentare attorno a quella legge che potrebbe colmare il vuoto in atto", ha detto il ministro della Giustizia Alfano secondo il quale la discussione post sentenza "é assolutamente comprensibile. E' un momento di grande turbamento. Chi crede nel Signore prega per lei". Dal mondo cattolico il presidente emerito della Pontificia accademia per la vita, Elio Sgreccia, ha espresso "la speranza che qualcuno ci ripensi prima dell'esecuzione di questa morte inflitta. Se ciò non fosse dobbiamo senz'altro favorire una legge, che non abbiamo auspicato, ma favorire una legge perché non siano i tribunali a stabilire quando si deve morire, ma siano i medici e il malato a decidere". Dall'altra parte Umberto Veronesi: "Il testamento biologico sarebbe la soluzione a tutti i futuri casi simili a Eluana Englaro", non è eutanasia, ha sottolineato l'oncologo e senatore Pd, ma anzi è esattamente l'opposto, è "consenso informato che dia diritto a ogni cittadino di accettare o rifiutare anche cure di sostegno, non solo cure terapeutiche". A favore della legge Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd al Senato, che ha giudicato "fuori luogo" termini "come assassinio o eutanasia". Dalla maggioranza, il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ha letto la sentenza come richiamo all'urgenza di una legge "perché la tragedia di questa giovane non segni il destino di tutte le Eluana del nostro paese" e Filippo Berselli, capogruppo del Pdl nella commissione giustizia della Camera, ha sottolineato che la materia "non si può lasciare alla responsabilità dei giudici". Necessità di una legge anche per il vicepresidente del Senato e senatore del Pd Vannino Chiti per il quale "non è giusto lasciare alla magistratura il compito di far fronte a situazioni drammatiche e delicate". Ma la strada non è affatto spianata. Nove i provvedimenti già depositati. E se c'é comunione di intenti per una legge, le posizioni sul come questa legge deve essere sono divergenti: dalla questione del consenso informato alla figura del fiduciario all'obiezione di coscienza dei medici. Ma il vero scoglio riguarda i trattamenti di alimentazione, per alcuni ddl nutrizione e idratazione artificiali non devono far parte del pacchetto sul quale il paziente può esprimere la volontà di sospensione.
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