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Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
INTER: A BREVE IL SI DI BENITEZ
Active ImageMancano poche ore per l'ufficialita' di Benitez come sostituto di Mourinho all'Inter: la firma dell'accordo e' attesa gia' in giornata. ''E' un grande allenatore - commenta Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli - credo non cambiera' molto la struttura del gioco, ma proseguira' nel segno della continuita' con un'Inter gia' forte.
 
SIENA E' PADRONA DEL BASKET ITALIANO, TERZO SCUDETTO DI FILA
Active ImageLa Montepaschi Siena ha vinto il campionato italiano di basket per il terzo anno consecutivo (il quarto titolo della sua storia). Il punto decisivo i toscani l'hanno ottenuto nella gara-4 delle finali scudetto, travolgendo e dominando l'Armani Jeans Milano al Mediolanum Forum di Milano per 82-47 : la serie finale si chiude così sul 4-0 e la stagione senese con l'incredibile record di una sola sconfitta in stagione (peraltro con la retrocessa Fortitudo Bologna). I parziali per Siena: 32-9, 50-20, 68-35. È finita coni senesi a fare festa sul parquet milanese, a suggello di un «cappotto» senza appello. Lo scarto di +35 con cui i toscani hanno sbaragliato la AJ nell'ultimo atto del campionato è il più alto mai registrato in una finale del campionato italiano. A trascinare la Montepaschi è stato ancora McIntyre (11 punti e 6 assist), eletto miglior giocatore della finale. Ma questa volta il suo premio andrebbe diviso almeno con Kaukenas (12 punti) e Lavronovic (15 e 8 rimbalzi), che coach Pianigiani continua a usare come panchinari, ma sono stati letali in tutti i playoff e in questa serie in particolare. «Fieri di voi per una stagione da eroi», scrivono i tifosi dell'AJ alla propria squadra. Ma l'ultimo atto è stato molto al di sotto della decenza. Evidentemente è nefasto il 16 giugno per l'Olimpia. Nel 2005, sempre qui al Forum, perse lo scudetto contro la Fortitudo, subendo una tripla all'ultimo secondo. Questa volta, però, la sconfitta è ben più amara. Dopo 5', grazie a due triple di fila di Domercant, Siena è già avanti di 7 (13-6) e Milano inizia a chinare la testa. Ed è un errore madornale, perché sotto si spegne la luce e sotto i piedi dei milanesi si apre il baratro. Gli uomini di Pianigiani ne approfittano senza pietà: McIntyre crea e i compagni completano l'opera. L'equilibrio di gara 3 è solo un lontano ricordo. Domercant, Eze, Sato bombardano il canestro avversario e scavano un solco impressionante al primo riposo (32-9), che diventa incolmabile dopo 15', quando una tripla di Lavrinovic, lancia i toscani a +32 (45-13). Il parziale all'intervallo (50-20) è imbarazzante, e anche l'energia dei diecimila tifosi milanesi è surclassata dalla voglia di festeggiare dei circa trecento giunti da Siena. Per gli uomini di Bucchi gli ultimi venti minuti sono un supplizio infinito, e solo Hawkins (13 punti) lotta fino alla fine, quasi solo contro tutti.
 
AMAURI, NIENTE SELECAO
Active ImageIl selezionatore della nazionale brasiliana, Carlos Dunga, non ha convocato Amauri per gli incontri delle eliminatorie sudamericane per i Mondiali in Sudafrica contro Peru' e Ecuador. ''Sono molto contento dei centravanti della Selecao, stanno segnando e non ci sarebbe ragione per cambiare'', ha detto il ct brasiliano, che in attacco ha convocato Alexandre Pato, Robinho, Adriano e Luis Fabiano. Oltre a Pato, Dunga ha convocato altri tre giocatori del Milan: Thiago Silva, Kaka' e Ronaldinho. Al posto del giallorosso Juan, che si e' infortunato ieri in Champions, ha chiamato il terzino del San Paolo Miranda. Il viola Felipe Melo e' stato chiamato di nuovo in maglia verdeoro. Ecco la lista completa dei convocati: - portieri: Doni (Roma) e Julio Cesar (Inter) - laterali: Maicon (Inter), Kleber (Internacional) e Marcelo (Real Madrid) - difensori: Lucio (Bayern), Luisao (Benfica), Miranda (San Paolo) e Thiago Silva (Milan) - centrocampisti: Anderson (Manchester United), Felipe Melo (Fiorentina), Gilberto Silva (Panathinaikos), Josue' (Wolfsburg), Elano (Manchester City), Julio Baptista (Roma), Kaka' e Ronaldinho Gaucho (Milan) - attaccanti: Alexandre Pato (Milan), Adriano (Inter), Luis Fabiano (Siviglia) e Robinho (Manchester City).
 
CRISTIANO RONALDO A LEZIONE DI SPRINT DA BOLT
Active ImageCristiano Ronaldo a lezione di sprint di Usain Bolt: la prossima estate il campione olimpico insegnerà al Pallone d'Oro come correre ancora più veloce. E' stato lo stesso manager del giamaicano, Ricky Simms, a confermare l'incontro che si terrà a Manchester a stagione conclusa. Bolt, grandissimo appassionato di calcio, aveva chiesto a Ronaldo una sua maglia firmata. Una richiesta - scrive oggi il Daily Telegraph - che Ronaldo non si è lasciato scappare, chiedendo in cambio all'olimpionico una lezione di sprint. Da qui l'idea di una sessione di allenamento assieme. "A questo punto è sicuro che ci sarà - le parole di Simms -. Organizzeremo l'incontro quando Usain verrà in Europa per gareggiare".
 
SPETTACOLO A SAN SIRO, INTER-ROMA 3-3
Active ImagePoteva agganciare finalmente la zona Champions, poteva interrompere la serie di 110 risultati utili in casa di Jose' Mourinho e poteva soprattutto dare qualche speranza alle inseguitrici dei nerazzurri. Invece la Roma gioca una gran partita ma esce dal Meazza solo con un punto, raggiunta come le e' accaduto anche in passato da un'Inter con poche idee ma con tanta voglia di non mollare mai. Una doppietta di Mario Balotelli (la seconda rete su un rigore molto discusso dalla Roma) e il gol nel finale del redivivo Hernan Crespo tengono la Juventus a sette lunghezze di distanza e Mourinho puo' essere soddisfatto di un punto portato a casa in una serata negativa di tanti suoi giocatori, alcuni ancora con la testa al Manchester United. Mancano due grandi protagonisti come Zlatan Ibrahimovic, in panchina per onor di firma per un problema muscolare, e Francesco Totti che prova fino all'ultimo ma poi si accomoda in tribuna dopo aver ricevuto poche garanzie dal suo ginocchio destro, ma Inter-Roma e' sempre partita divertente e spettacolare e anche questa volta le polemiche arbitrali non mancheranno. E' molto dubbio il rigore che Rizzoli concede ai nerazzurri per un contatto tra Balotelli e De Rossi, difficile da valutare e soprattutto da vedere, anche perche' sembra proprio non esserci, ma la Roma puo' rimpiangere le tante palle gol sprecate anche nel finale, quando l'Inter e' piena di attaccanti e De Rossi ha l'occasione giusta per portare a casa i tre punti. Anche nel primo tempo, quasi un monologo dei giallorossi, la squadra di Spalletti segna due gol ma se ne mangia almeno altrettanti. La prima parata di Julio Cesar arriva dopo neanche due minuti e la prima grande occasione dei giallorossi e' al 7' quando Brighi al volo non inquadra la porta. Si capisce in fretta che gambe e testa dell'Inter sono rimaste alla gara di martedi' contro il Manchester e, senza Ibrahimovic, manca il punto di riferimento in avanti. De Rossi prende il tempo a Zanetti e di testa porta in vantaggio la Roma al 23' e Riise segna il suo primo gol con la maglia giallorossa al 29' sorprendendo Maicon e poi facendo passare il pallone tra le gambe di Julio Cesar. Mourinho ribalta la squadra nella ripresa come spesso accade quando e' in svantaggio: entrano Vieira e Figo per Maxwell e Burdisso, Cambiasso scala in difesa e l'Inter passa a un 4-2-3-1 identico a quello della Roma nei numeri ma non nella sostanza. L'inizio e' incoraggiante per i nerazzurri visto che Balotelli fa la prima cosa giusta della sua partita e segna di piatto destro al 5'. Ma al 12' Cambiasso sbaglia l'entrata su Julio Baptista che lascia scorrere il pallone verso Brighi e il centrocampista giallorosso conferma di essere in grande forma, entra in area e fa secco Julio Cesar con un preciso diagonale. Piu' che la presenza in campo dei nuovi entrati, e' l'agonismo ritrovato che tiene in vita l'Inter che sfrutta le difficolta' di Motta su Balotelli sulla fascia sinistra. L'attaccante di Mourinho e' ancora protagonista al 18' quando si procura il dubbio rigore che poi trasforma con freddezza, senza evitare come al solito qualche atteggiamento provocatorio che potrebbe sempre risparmiarsi. L'ingresso che cambia la partita e' quello di Crespo per Stankovic: neanche inserito nella lista dei convocati del sabato, Mourinho decide di portarlo in panchina al posto di Muntari, dopo il problema muscolare avvertito in mattinata da Ibrahimovic. E il primo pallone che tocca e' quello del pareggio perche', sul cross di Figo, l'argentino si esibisce in uno stacco come ai tempi belli con un colpo di testa che non lascia scampo a Doni. Raggiunto il pari, l'Inter si ferma e la Roma non ne approfitta: De Rossi al 45' ha la palla buona per segnare ma il suo diagonale finisce fuori. Alla fine, Mourinho puo' tirare un sospiro di sollievo, Spalletti puo' essere felice della bella prestazione della sua squadra che, nonostante le tante assenze, ha dimostrato di essere in piena corsa per la Champions. Alla Juve, invece, rimangono ancora sette punti da recuperare. (Enrico Martinelli) ROMA - La Roma frena l'Inter al Meazza, e la Juve rosicchia due punti alla capolista: ora il distacco e' di sette punti. E' un'Inter che, priva di Ibrahimovic per infortunio, soffre in casa ma rimonta guidata da Balotelli. Doppio vantaggio della Roma, poi Balotelli accorcia e risponde di nuovo al 3-1 di Brighi con un rigore procurato e segnato; ma anche macchiato da un gesto di sfida ai tifosi giallorossi, un 'zitti' col dito sulla bocca accompagnato da una linguaccia. Poi Crespo fissa il 3-3 che evita il capitombolo interno alla capolista. Nel giorno in cui il Manchester vince il primo trofeo della stagione, la Carling Cup, segnali comunque negativi per Mourinho: senza dubbio in Champions servira' un'Inter diversa. La Roma invece, oltre che protestare per il rigore di Balotelli, recrimina per non aver sfruttato l'occasione nel giorno dei pareggi di Fiorentina e Genoa. Il quinto ko esterno certifica invece la crisi del Milan che, battuto dalla Sampdoria, vede la Juve (ed il secondo posto) scappare a cinque punti di distanza. Nella lotta per un posto Champions i rossoneri cadono sotto i colpi di Cassano e Pazzini (quinta rete per l'ex viola) e devono ringraziare le frenate di Fiorentina e Genoa - fermate sul pari in casa di Reggina e Siena - se riescono a conservare, rispettivamente, due e tre punti di vantaggio sulle inseguitrici piu' vicine. Nonostante gli attestati di stima della societa', si fa sempre piu' scomoda la panchina di Carlo Ancelotti, cui non sarebbe perdonato un altro anno senza l'Europa dei grandi incassi. Nella ventiseiesima giornata, oltre al tonfo del Milan, fa rumore la scoppola che il Palermo incassa a domicilio dal Catania. Un 4-0 che lascia il segno nelle ambizioni rosanero e tra gli inviperiti tifosi palermitani, mentre a Catania si festeggia un poker storico e la squadra di Zenga rialza la testa dopo un periodo di scarsi risultati. Da cineteca il terzo gol, che Mascara realizza da centrocampo, ricordando a tanti tifosi analoga prodezza di Maradona ai tempi d'oro del Napoli. In Reggina-Fiorentina da segnalare la prima rete viola di Bonazzoli, a pareggiare nel giro di tre minuti quella messa a segno da Cossu. Contestazioni calabresi all'arbitro Bergonzi: alcune decisioni del direttore di gara non sono piaciute ne' a Orlandi ne' ai suoi uomini, in particolare un fallo di Melo su Cozza al limite dell'area. Ma sono soprattutto i miracoli di Frey a negare la vittoria ai padroni di casa. Per la Reggina un punto che serve a poco, dal basso dell'ultimo posto in classifica. Pari senza gol del Genoa a Siena. Il genoano Milito recrimina per una rete annullata, sostenendo che e' la quinta regolare dall'inizio del torneo. Nella parte bassa della classifica, il Chievo approfitta al meglio del ko di ieri del Bologna contro la Lazio andando a vincere sul terreno dell'Atalanta. Un netto 2-0, maturato nella ripresa, firmato dai centri di Langella e Pellissier (rigore). Un successo che permette ai veneti si scavalcare il Lecce, battuto 2-0 a Udine (D'Agostino-Pasquale). I salentini restano penultimi, inchiodati a quota 22 punti. Buon pareggio (0-0) del Torino a Cagliari. I granata, lenti ma costanti, riescono a galleggiare ai margini della zona minata.
 
"MOURINHO A LIVERPOOL PER IL DOPO BENITEZ"
Active ImageC'é Jose Mourinho nel futuro del Liverpool qualora a fine stagione si consumasse il clamoroso divorzio tra Rafa Benitez e il club di Anfield. E' questa la convinzione della stampa britannica che sottolinea "il crescente disincanto" del portoghese a Milano. Secondo il Daily Mail il tecnico nerazzurro, tramite intermediari, avrebbe già dato la sua "potenziale disponibilità" perché nonostante lo scudetto sempre più vicino il suo desiderio resta di tornare a lavorare in Premier League. Il sogno di Mourinho è la panchina del Manchester United, al posto di Sir Alex Ferguson, dal 2010. Ma di fronte ad una proposta irrinunciabile del Liverpool potrebbe anche cambiare idea. D'altronde il nome del portoghese è riuscito nell'impresa di trovare d'accordo i due proprietari dei Reds Tom Hicks e George Gillett, per il resto divisi su tutto. A cominciare dal futuro di Benitez, con il quale pare impossibile trovare un accordo per il rinnovo del contratto (scadenza attuale 2010) per altri quattro anni e mezzo. "Vuoi essere il capo della Kop, Jose?", questo il titolo scelto dal tabloid Sun, per lanciare "il clamoroso approccio" del Liverpool al tecnico portoghese. "Gli statunitensi avevano letto dell'interesse di Mourinho a tornare in Premier League e vogliono capire le sue intenzioni - le parole di una fonte interna al club -. Non gli hanno offerto formalmente la panchina, il loro obiettivo è di sondare il terreno in attesa della prossima mossa di Benitez". ARBITRI: AYROLDI PER JUVE-NAPOLI, A RIZZOLI INTER-ROMA E' Nicola Ayroldi l'arbitro designato a dirigere Juventus-Napoli, anticipo serale della 26/a giornata (7/a di ritorno) del campionato di calcio di serie A, in programma domani. Inter-Roma (domenica ore 20.30), sarà invece affidata Nicola Rizzoli. A Rocchi Sampdoria-Milan.
 
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