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Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
MONDIALE PER CLUB: MANCHESTER UTD IN FINALE

Active Image TOKYO, 18 dicembre 2008 - Il Manchester Unitedcome da pronostico rifila 5 gol al Gamba Osaka (subendone 3) e vola alla finale del Mondiale per Club che disputerà domenica contro gli ecuadoriani della Liga di Quito. Tutto previsto, sì ma non nel senso che è stato sostanzialmente un massacro. Previsto, invece, perché si ribadisce la crescita tattica, definitiva, del calcio extra europeo (i giapponesi hanno giocato un'ottima partita e tenuto benissimo il campo), e soprattutto la reale differenza tra “noi e loro”: la qualità negli ultimi sedici metri. Lo United, senza Berbatov e con Rooney all'inizio in panchina, schiera Carlitos Tevez, Cristiano Ronaldo e Nani davanti, con Anderson e Ryan Giggs in appoggio: gente che non necessita di movimenti fissi o lineari, ma incredibili interpreti nella lettura degli spazi che la difesa concede, e favolosi giocatori per uno contro uno o assist al bacio.

GOL - Vero, i gol che smuovono il tabellino arrivano entrambi da calcio da angolo (primo gol di Vidic, secondo di un Cristiano Ronaldo che già reclama tutti i flash dello stadio, zeppo di gente partecipante), ma le azioni che hanno prodotto i tiri dalla bandierina sono l'applicazione pratica di quanto esposto: mezze transizioni in cui i giapponesi possono anche raddoppiare con ordine e metodo per sollecitare l'errore avversario ma finiscono per soccombere sempre, anche ottenendo l'obiettivo di rimanere in superiorità numerica nelle zone della palla. In sostanza, la qualità dello United può produrre occasioni da gol in qualunque situazione. Si aggiunga anche la disabitudine del Gamba, e in generale di tutte le squadre della periferia calcistica del Mondo (a cui evidentemente non appartiene l'élite del Sudamerica), ad affrontare squadre di questa qualità offensiva, una disabitudine che si paga anche mentalmente, con la paura di far brutta figura in ogni uno contro uno e di prendere il gol a ogni attacco convinto.

RIPARTENZA - Il tecnico della squadra giapponese, Akira Nishino, prepara bene la ripartenza: la gioca soprattutto sulla sinistra, dove schiera il brasiliano Lucas, tecnicamente tra i miglior della squadra, e la sovrapposizione del giovane Michihiro Yasuda, ma il Gamba vuole controllare il ritmo, giocare la palla, cercare di farla girare, attaccando in maniera ordinata così da ottenere una squadra sempre corta e una transizione difensiva equilibrata. A orchestrare i giapponesi il piede destro e la bella testa calcistica di Yasuhito Endō, da cui passano sostanzialmente tutti i palloni della manovra della squadra di Osaka e che impegna severamente più volte Van der Sar con un paio di sberle da fuori area, prima di segnare il rigore a partita non più in bilico.

RIPRESA - Il secondo tempo regala venti minuti con la medesima sceneggiatura del primo e una serie di fuochi d'artificio a cavallo del 75', accorcia strameritatamente le distanze il Gamba con Masato Yamazaki, ma nell'azione successiva lo United riallunga sul 3-1 col neo entrato Rooney. Qui i giapponesi crollano mentalmente, le tossine fisiche accompagnano la caduta, e viene fuori tutta la distanza qualitativa tra le due squadre: diventa un tiro al bersaglio e in pochi minuti i gol dello United diventano cinque (Fletcher e ancora Rooney i marcatori). Finisce con l'ultimo scatto orgoglio del Gamba che accorcia sul 3-5, col penalty di Endō e un bel destro di Hashimoto ben pescato da un assist di Lucas. Tanti gol, emozioni: meritati applausi finali per tutti. (gasport)

 
CALCIO INTERNAZIONALE: SCOLARI VERSO L'ADDIO AL CHELSEA.PRONTA LA PANCHINA DEL BRASILE

Active Image L'allenatore verdeoro è in rotta con l'ambiente londinese: dallo scarso feeling col patron Abramovich, ai risultati deludenti, a uno spogliatoio in ebollizione. Intanto il Brasile è in crisi e la Federazione pensa a un avvicendamento in panchina, con Felipao in pole position.

LONDRA, 17 dicembre 2008 - Luiz Felipe Scolari avrebbe già in tasca un biglietto di ritorno per il Brasile e la prenotazione sarebbe a firma della Federazione verdeoro, prossima al siluramento di Carlos Dunga (il provvedimento è atteso con il nuovo anno) e più che mai intenzionata a richiamare sulla panchina il tecnico campione del mondo nel 2002. A scriverlo oggi sono Daily Mirror e Daily Express, che riportano una serie di indiscrezioni dal Brasile, secondo le quali la cacciata dell’ex “cucciolo” di Fiorentina memoria sarebbe inevitabile, stante i non brillantissimi risultati raccolti dal Brasile durante le gare di qualificazione ai Mondiali del 2010. “Dunga è considerato un “dead man walking” – ha raccontato una fonte interna della FA brasiliana – e il suo licenziamento è ormai solo una questione di tempo. E’ diventato molto impopolare non solo fra i tifosi, ma anche all’interno della stessa Federazione e questa volta il presidente Ricardo Teixeira sarà costretto a fare la scelta giusta. E la scelta giusta è indubbiamente Scolari, che resta il favorito. DISAGIO SCOLARI - Tutti sanno che Felipao non sta bene al Chelsea e credo che perlomeno ascolterà la proposta”. Già, il Chelsea. Malgrado il brasiliano continui a ripetere che vuole restare a Stamford Bridge, rimandando il suo possibile ritorno a casa al termine del contratto, e un non meglio precisato amico confermi l’intenzione, spiegando che “non c’è alcuna possibilità che Scolari lasci prima, nemmeno di fronte ad una chiamata del Brasile”, la sensazione è che fra lui e Roman Abramovich il feeling si sia rotto da un bel pezzo (se mai c’è davvero stato) e le promesse di un calcio-samba del primo, che tanto avevano elettrizzato il secondo, sono crollate a colpi di numeri, in questo caso più impietosi di tanti titoli di giornali, mai troppo teneri ultimamente con l’allenatore chiamato a sostituire Josè Mourinho. Numeri che dicono che il Chelsea in casa propria è diventato terreno di conquista per quasi tutti (ha regalato 14 punti su 13 gare) e il -1 dalla capolista Liverpool è frutto solo della striscia positiva di 8 successi esterni. NUMERI IN NEGATIVO - Non bastasse, Scolari sta facendo peggio non solo di Mourinho e Ranieri, ma persino di Avram Grant, che in casa Blues non è che abbia poi riscosso grandi simpatie. Non bastasse ancora, c’è anche la questione del calciomercato. Ovvero, i mancati acquisti non solo estivi, ma pure di gennaio, perché a Scolari è già stato più volte ribadito che le casse sono chiuse e non ci saranno ulteriori arrivi. E per chi non fosse ancora convinto del periodo non esattamente felice che sta vivendo Scolari alla corte del Chelsea, ci pensa ilTimes a fugare gli ultimi dubbi, raccontando di un vero e proprio “ammutinamento” dello spogliatoio Blues, con i senatori sul piede di guerra e intenzionati a chiedere spiegazioni al tecnico su alcune recenti scelte tattiche, come le sostituzioni decise nella sfida contro West Ham di domenica scorsa (finita 1 a 1) e, in particolare, il cambio di Michael Ballack all’intervallo invece dell’evanescente Deco (che è rimasto in campo per 90 minuti). SPOGLIATOIO IN SUBBUGLIO - Come ricorda il quotidiano londinese, non è certo la prima volta che il brasiliano viene messo sotto processo dai suoi stessi giocatori per le sostituzioni (successe anche il mese scorso dopo la sconfitta con l’Arsenal) e queste nuove critiche non fanno altro che minare il già precario equilibrio di una squadra che sembra faticare non poco a trovare la giusta armonia. Fra l’altro, ai senatori del Chelsea non andrebbe giù nemmeno la disparità di trattamento che Scolari avrebbe con alcuni elementi della rosa (uno su tutti, Deco, accusato, nemmeno troppo velatamente, di essere il suo “coccolino”). A completare il tutto, le ultime dichiarazioni del tecnico, ancora una volta di lamentela per i mancati acquisti estivi. “Il fatto di non aver preso un bravo playmaker ha compromesso le nostre ambizioni di vittoria – si legge sulDaily Mail– perchè ci manca un organizzatore del gioco, uno che possa impostare l’azione e dare supporto agli attaccanti. Abbiamo degli ottimi giocatori che possono fare gol, come Deco, Lampard o Ballack, ma ci manca quello che salta l’avversario e, soprattutto quando giochiamo in casa e le squadre si chiudono, questa assenza diventa pesante”. (gasport)

 
CALCIO: ADRIANO, CHE NE SARA' DI TE?

Active Image Ieri Mourinho aveva detto: "E' giusto che prenda in esame l'ipotesi di andar via". Il presidente sottoscrive: "Noi vorremmo tenerlo, ma ci rendiamo conto che ha un peso notevole sulla schiena". L'attaccante ha rinviato il suo previsto rientro in Brasile. E tra le ipotesi per il futuro spunta l'idea di uno scambio con Drogba. Ma intanto il Flamengo intende provarci...

MILANO, 15 dicembre 2008 - "Adriano? Sta a lui decidere". Parola di Massimo Moratti, il presidente dell'Inter, che torna sulla situazione del brasiliano in attesa di tornare in patria per le vacanze.

CON MOU - "Ho trovate molto intelligenti e giuste le parole di Mourinho, umanamente valide, di grande stima per la persona oltre che per il giocatore - dice Moratti -. Mi sembra che il tecnico l'abbia spiegato bene: la nostra intenzione è certamente quella di tenerlo perchè ha grandi potenzialità ma allo stesso tempo ci rendiamo conto che lui ha un peso notevole sulla schiena. Qualsiasi cosa faccia o non faccia finisce sempre sui giornali. Dipenderà da lui: se riuscirà a superare tutta questa situazione, allora anche noi pensiamo di poterla gestire", ha concluso Moratti

DIETROFRONT - Adriano ieri sera non è partito per il Brasile: lo farà probabilmente fra oggi e domani, e comunque prima dello "sciogliete le righe" di sabato. A questo punto, però, non è affatto escluso che parta: dall’Inter per altra destinazione. Ieri, più o meno contemporaneamente, sono successe due cose importanti. La prima: modificando in extremis il suo programma (doveva decollare alle 20: anche Moratti, nel primo pomeriggio, aveva dato per scontata la sua partenza), Adriano non si è imbarcato sul Milano-San Paolo. Stava raggiungendo Malpensa in auto quando è stato raggiunto da una telefonata che lo ha avvisato della presenza di molti giornalisti in aeroporto. Dietrofront e rientro in Brasile rinviato: meglio una partenza più "in incognita" e così, nelle prossime ore, il giocatore magari avrà modo di parlare anche di persona della sua situazione.

ADRIANO, PENSACI - Già, perché qualcosa si sta muovendo e la seconda cosa successa ieri, una chiarissima uscita allo scoperto di Mourinho, è un segnale importante in questa direzione: "Come allenatore spero che Adriano resti all’Inter e lo aspetto il 2 gennaio, perché c’è anche del suo nei 39 punti conquistati finora. Però è vero che oggi, qui, lui ha un’immagine difficile da ripulire: fossi in lui, valuterei se è il caso di rimanere o cambiare aria. Umanamente, non mi opporrei se mi chiedesse di andare via e se a gennaio si prospetterà una soluzione buona per lui e anche per noi, la valuteremo. Ma se dovesse andarsene, mi aspetterei qualcuno al suo posto".

L'INTER ORMAI HA DECISO - Parola più parola meno, lo stesso discorso che Mourinho ha fatto di recente allo stesso Adriano: perché l’allenatore finora non ha investito parole ed energie sul brasiliano a casaccio, ma allo stesso tempo non si nasconde la realtà. E la realtà dice che la società Inter (con Moratti rassegnato più che determinato all’ipotesi: "Adriano ritornerà: si cerca sempre di farlo tornare quello che era", ha detto ancora ieri) a questo punto considera più funzionale la cessione del brasiliano. L’attaccante non la ostacolerà, se gli sarà ancora fatto capire che ormai è davvero di troppo, ma a quel punto farà di tutto per scegliere la soluzione a lui più gradita.

CONTATTO SCOLARI, OCCHIO AL PSG - Potrebbe essere il Chelsea di Scolari (un tecnico che ha sempre stimato Adriano), se è vero che il club inglese negli ultimi tempi ha fatto arrivare segnali precisi e decisi all’entourage del giocatore. Ieri Mourinho ha bluffato sull’argomento ("se fossi l’allenatore del Chelsea non cercherei Adriano, perché con Drogba, Kalou, Anelka non ne avrei bisogno"), ma in quel caso, la "soluzione buona per lui e per noi" di cui ha parlato il tecnico potrebbe essere Drogba, attaccante non utilizzabile in Champions ma molto caro e gradito al portoghese (ipotesi ripresa anche dai tabloid inglesi). Ma non va trascurata l’ipotesi prestito in Brasile (al Flamengo) e pure una pista francese: Cavenaghi è in rotta con il Bordeaux, ma occhio anche a Guillaume Hoarau (già 10 gol) del Psg: club che aveva già inseguito Ronaldo, ha soldi da spendere e dopo anni sente profumo di scudetto.

IPOTESI FLAMENGO - In attesa dell'arrivo di Adriano in Brasile, la stampa sportiva del paese pentacampione del mondo si sbizzarrisce sulle possibili nuove destinazioni dell'Imperatore, dando per scontato un addio, o perlomeno un 'arrivederci', all'Inter. Intervistato dall quotidiano sportivo Lance, il vice-presidente del Flamengo Kleber Leite, responsabile delle operazioni di mercato del club, ammette l'interesse per l'Imperatore. Le sue dichiarazioni sono riportate anche sulla versione online del quotidiano: "È chiaro che tenteremo di farlo venire da noi - ha detto Leite -. Visto l'evolversi delle cose, il Flamengo discuterà con chi di dovere. Sarà una trattativa difficile, aspetteremo per cominciarla, ma ci proveremo". Adriano ha già giocato nel Flamengo, sua squadra del cuore, prima di trasferirsi in Italia, acquistato proprio dall'Inter. In un altro articolo, lo stesso giornale titola "l'agente di Adriano ammette i contatti con il Flamengo". Nel pezzo il procuratore Gilmar Rinaldi spiega che "Adriano attualmente è infortunato, quindi nell'Inter non potrebbe giocare comunque. Io credo che per ora non ci siano chances che possa tornare in Brasile, però parlerò con Kleber Leite, un dirigente che ammiro. Io faccio il tifo per il Flamengo, e Adriano anche, quindi se c'è una sola possibilità d'intavolare una trattativa la prenderemo in considerazione, anche se è difficile".(gasport)

 
CALCIO 16^ GIORNATA: JUVE E INTER A VALANGA

Active Image Quarantuno gol, alcuni dei quali molto belli, in un turno di Serie A che lancia in modo ancora più autorevole l'Inter, che in un modo o nell'altro vince sempre, spedisce la Juventus a fare inseguimento, e sei punti di fronte a una Juve così non sembrano neppure troppi, e rilancia in modo definitivo la Roma (settima vittoria di fila tra Champions League e Campionato). Un Torino ai limiti della disperazione e un Milan bruttissimo sono le note negative di un sedicesimo turno del quale sintetizziamo i protagonisti...

Top Marchisio - Molti hanno visto in Chiellini o in Amauri il migliore assoluto in campo nella partita contro il Milan. Diciamo che la partita di Chiellini è stata straordinaria e quella di Amauri è stata all'altezza delle partite che l'hanno preceduta, così come splendida è stata la prova di Sissoko. Ma la mia nomination va a questo ragazzo, spesso sottovalutato, che ha mostrato un lavoro straordinario in termini di quantità e anche di qualità.

Stankovic - Prosegue nel suo lavoro di recupero e di ricostruzione del giocatore che era, e per il quale l'Inter lo aveva acquistato. Il gol, per altro molto bello, non vale i suoi assist. Splendide alcune sue interazioni con Ibrahimovic, prestazione globale di grande consistenza.

Di Vaio - Quanta intensità e quanta gioia nei suoi gol. Segna una tripletta indimenticabile: è una delle sorprese più belle del campionato. Forse anche per il Bologna. Ma parlare di sorpresa per uno che ha segnato, a occhio e croce, un centinaio di gol con le squadre di Serie A con cui ha giocato ha un senso?

Totti - Scegliete voi: decisivo, trascinatore, simbolo, travolgente. Anche contro il Cagliari è stato tutte queste cose.

Conti - E' riuscito a dare un dispiacere al papà ma anche un bel motivo di interesse a questo turno del campionato. Ha sempre avuto i numeri per diventare un giocatore importante. E il fatto di essere un figlio d'arte ce lo fa sembrare sempre un bambino. In realtà ha 29 anni: e ‘da grande' deve evitare qualche mattana di troppo.

Liverani - Si prende la responsabilità di tenere il ritmo e la guida della squadra. Non sbaglia quasi niente: prestazione di grandissima qualità.

Di Natale - C'erano anche gli operatori di mercato del Manchester City a vedere lui e Zarate. Da quelle parti non mancano i soldi: e al giocatore non mancano i numeri. Se all'Udinese continuano a mancare i risultati potrebbe essere ceduto.

Mutu - O lui o Gilardino: c'è sempre spazio per un po' di viola nelle nostre nomination. Stavolta il romeno è da privilegiarsi perché ha in un paio di colpi ha davvero dimostrato di essere il migliore assoluto. Nota a margine: forse è pretendere troppo, ma con Jovetic-Gila-Mutu abbiamo visto una squadra davvero moooooolto divertente.

Cassano - Voleva fare la differenza (cosa che non gli era riuscita nel derby) e ci riesce ogni volta che prende la palla tra i piedi. Suoi gli assist, sue le invenzioni più belle della giornata.

Floccari - Conferma il suo momento eccellente con un gol strepitoso e una prestazione davvero importante nella quale si trova molto a lungo a tenere la squadra su praticamente da solo. Finisce la gara stremato.

Sculli - Non ha mai segnato così tanto: ma forse è merito anche del suo movimento. Gasperini ha completamente cambiato il suo modo di giocare e di porsi costringendolo a molta fatica e a un gran lavoro di posizionamento.

Lavezzi - Non fa nemmeno più notizia: anzi... era paradossalmente più sorprendente la prestazione non straordinaria della settimana scorsa. Fa la differenza, e non solo quella.

Ledesma - Fa talmente tanto, a ritmi talmente sostenuti, che non si può pretendere che gli riesca tutto. Ma nelle accelerazioni della Lazio in rimonta c'è molto della sua spinta: oltre al bellissimo gol decisivo.

Flop

Jankulovski - Nel Milan che si sgretola contro la Juventus è il peggiore per via di alcuni errori individuali (il rigore ad esempio). Ma la differenza tra la sua valutazione generale e quella di Zambrotta, Kaladze, Emerson, Pirlo e Seedorf è davvero minima. Una serata pessima, per tutti, senza eccezioni.

Frey - Proprio come il Chievo: cerca di giocarsela alla pari contro avversari più forti, e questo gli va riconosciuto. Ma nel momento decisivo c'è poco da fare: il confronto diventa banale e la bilancia pende dalla parte più logica.

Agostini - Qualche incertezza (non solo sua ma anche di Lopez) e un paio di errori che probabilmente alla fine pesano in modo decisivo.

Plasmati - In un Catania meno offensivo del solito spreca in modo abbastanza l'unica vera palla gol del match.

Cirillo - Si trova in affanno sia sull'azione che porta al rigore trasformato da Bellucci che sul raddoppio di Padalino. Ma non è l'unico della Reggina ad avere debiti di coscienza in una partita giocata obiettivamente piuttosto male.

Pratali - Un disastro: in una squadra che comincia davvero a preoccupare sotto l'aspetto tecnico, tattico e psicologico. Il mercato servirà di sicuro ma occorrerà molta testa per rimettere in linea di galleggiamento una barca che sta facendo davvero troppa acqua. Rivalta -

Farsi espellere così in una partita che si può vincere e che si rischia di perdere in modo assurdo, non è cosa da poco.

I RISULTATI DEL 16° TURNO

Bologna -Torino 5-2 ;Napoli-Lecce 3 - 0 ; Fiorentina-Catania 2 - 0;Genoa-Atalanta 1 - 1 ;Inter-Chievo 4 - 2 ;Palermo-Siena 2 - 0; Reggina-Sampdoria 0 - 2; Roma-Cagliari 3 - 2;Udinese-Lazio  3 - 3; Juventus-Milan 4 - 2.

LA CLASSIFICA

Inter 39 ,Juventus 33 ,Napoli 30 ,Milan 30 ,Fiorentina 29 ,Genoa 26 ,Atalanta ,24 Lazio 24,Palermo 23 Roma 23,Udinese 22,Catania 22,Cagliari 20,Sampdoria 19,Siena 19,Bologna 14,Lecce 13,Torino 12 Reggina12,Chievo 9.  

 
CALCIO INTERNAZIONALE:ASPETTANDO JUVE-MILAN ECCO I MATCH CLOU DEL WEEK END

Active Image Barça-Real Madrid da brividi;Toni e Oddo a Stoccarda.

IL BIG MATCH - Questo weekend, ovviamente, avrà il suo clou nella sfida tra Barcellona e Real Madrid, in programma al Camp Nou alle 22. Il Barça è nettamente favorito: ha segnato 44 gol in 14 incontri di Liga, con una media di 3,1 reti a partita e in casa ha vinto di goleada contro Atletico, Almeria, Valladolid e Valencia, segnando 21 reti all'attivo in tutto. I catalani arrivano all'appuntamento con il morale alto: sono primi in classifica, a +6 sul Villarreal e +9 sul Real, quinto in classifica. Il Real Madrid ha collezionato tre sconfitte nelle ultime quattro giornate e ha la quinta peggior difesa. È decimato dai molti infortuni, col terzo forfeit di De La Red, dopo quelli di Pepe, Heinze, Van Nistelrooy e Diarra e la squalifica di Robben. Ma il tecnico chiamato in corsa, Juande Ramos, è il più convinto di tutti che i suoi uomini possano farcela. Anche Fabio Cannavaro non si tira indietro: "Se c'è una squadra capace di battere il Barça al Nou Camp, è il Real Madrid. A loro le cose stanno andando in maniera eccellente, ma ora è diverso". Sarà dura: da quattro anni il popolo blaugrana non assapora un trionfo sul Real. L'ultima occasione persa fu due anni fa, il pareggio col Real di Fabio Capello che seppe utilizzare il 3-3 come trampolino verso la conquista della Liga. Nell'ultimo duello, i blancos riuscirono a espugnare il Nou Camp per 0-1 per la prima volta nelle ultime 23 stagioni. Da parte sua, il tecnico catalano Guardiola non si fida: "Mi sentirei più tranquillo se il Real venisse con tutti i suoi uomini, piuttosto che decimato - ha detto -. Sono loro i campioni, noi possiamo tentare di vincere, ma nessuno conosce il risultato". E Xavi conferma: "Mi sembra assurdo parlare di goleada, quando ci sono rarissimi esempi nella storia dei derby fra le due squadre". 

 INGHILTERRA Domani: Middlesbrough-Arsenal (ore 13.45), Liverpool-Hull City (16, Dossena), Tottenham-Manchester Utd (18.30). Domenica: Chelsea-West Ham (17, Cudicini e Di Michele). SPAGNA Domani: Valencia-Espanyol (ore 20, Moretti), Barcellona-Real Madrid (22, Cannavaro). Domenica: Siviglia-Villarreal (19, Maresca e Rossi), Atletico Madrid-Betis (22).

GERMANIA Domani: Bayer Leverkusen-Energie Cottbus (ore 15.30), Werder Brema-Wolfsburg (15.30, Barzagli e Zaccardo), Stoccarda-Bayern (15.30, Toni e Oddo). Domenica: Hoffenheim-Schalke 04 (17).

FRANCIA Oggi: Valenciennes-Monaco (ore 19, Roma e Legati), Le Mans-Bordeaux (19), Rennes-Nantes (21). Domenica: Lione-Marsiglia (21, Grosso).

PORTOGALLO Campionato fermo, c'è la Coppa del Portogallo. Il big match è Leixoes-Benfica (domani, ore 21.45).

OLANDA Oggi: Ajax-Nac Breda (ore 20.45). Domani: Feyenoord-Az Alkmaar (20.45, Pellé). Domenica: Vitesse Arnhem-Psv Eindhoven (12.30), Groningen-Twente (14.30). BELGIO Domani: Tubize-Mons (ore 20, Mirri e Migliore).

SCOZIA Domani: Dundee Utd-Rangers (ore 13.30), Celtic-Hearts (16, Donati). Lunedì: Motherwell-Kilmarnock (20.45, Pascali). TURCHIA Domenica: Genclerbirligi-Galatasaray (ore 19, De Sanctis).

SVIZZERA Domani: Aarau-Grasshoppers (17.45, Aquaro). Domenica: Lucerna-Basilea (17.45, Ravasi), Young Boys-Bellinzona (16, Bucchi, Gritti, Miccolis, Raso, La Rocca, Belotti, Conti, Carbone e Ferrazza), Zurigo-Vaduz (16, Guatelli). (gasport)

 
F1: FIA-FOTA TROVATA L'INTESA

Active Image Ufficializzato il pacchetto di misure per tagliare i costi: raddoppiata la vita dei propulsori e collaudi proibiti durante l'anno, ma solo durante i fine settimana di gara. Kers non più obbligatorio, motore unico abbandonato.

MONACO (Montecarlo), 12 dicembre 2008 - Un pacchetto di misure contro la crisi economica per scongiurare l'addio di altri team e lunga vita alla F.1. La Fia ha ufficializzato oggi a Montecarlo (leggi il comunicato) le importanti scelte tecniche che incideranno sulla F.1 già dal 2009. In un comunicato la Federazione internazionale ha poi spiegato in dettaglio come intende ottenere la riduzione di costi per i team che all'unanimità hanno accettato.

RISPARMIO - La durata dei motori passa da due a 4 GP con un massimo di otto motori impiegabili da ciascun pilota per tutta la stagione. L'altra grande novità è la forte diminuzione dei test di sviluppo: dal 2009 niente più collaudi durante la stagione sportiva a eccezione dei fine settimana di ciascun GP quando saranno invece consentiti durante le sessioni di prova. La Fia ha stimato che per i costruttori dovrebbe esserci un risparmio del 30% del budget.

KERS NON OBBLIGATORIO - Il Kers, il sistema di recupero dell'energia cinetica, molto discusso, resta parte del regolamento tecnico 2009 ma non sarà più obbligatorio. Per il 2010 la Fota valuterà proposte per la realizzazione di un sistema standard. L'altro grande successo dei team è l'abbandono del progetto di motore unico che aveva già fatto minacciare diversi team, Ferrari inclusa, di lasciare la

F.1. 2010 - Il progetto ad ampio respiro prevede che nel 2010 si intervenga anche sul weekend di gara. In particolare, verrà messo al bando il rifornimento ai box. La Fia definisce "possibile" la riduzione della lunghezza o della durata dei GP. L'orientamento definitivo, però, terrá conto dei risultati di una ricerca di mercato. Già deciso, invece, lo stop all'uso delle coperte per riscaldare le gomme e l'introduzione di un sistema standard per radio e telemetria. Il programma di Fia e Fota si sviluppa anche a lungo termine. Le parti studieranno per il 2013 la possibilità di adottare un nuovo motore in grado di garantire risparmio energetico. L'obiettivo finale è fornire un contributo reale alla tecnologia da trasferire ai veicoli destinati al trasporto su strada. (gasport)

 
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