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LOS ANGELES - Sharon Stone ha perso la custodia del figlio Roan, 8 anni. Lo ha stabilito il tribunale di San Francisco, che ha affidato il bambino all'ex marito Phil Bronstein, con il quale l'aveva adottato. Il giudice ha deciso che l'attrice potrà continuare a visitare il figlio, che però sarà affidato definitivamente all'ex direttore del giornale San Francisco Examiner. Sharon Stone e Bronstein furono sposati dal 1998 al 2004. SENTENZA - Secondo la sentenza del tribunale, «Bronstein può garantire un'educazione più stabile e continua al bambino». L'attrice, 50 anni, che è fidanzata da qualche mese con Chase Dreyfous, 24, ha anche altri due figli, Laird e Quinn, adottati nel 2005 e nel 2006. (CDS)
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La censura russa dichiara guerra a South Park, giudicando la celebre serie animata «offensiva nei confronti delle religioni e di varie culture». Lo riferisce il sito Contactmusic, secondo il quale Valentina Titova, portavoce del governo russo, ha chiesto di sospendere la trasmissione del programma, che va in onda sul canale 2x2: «Offende i cristiani e i musulmani, oltre ai mormoni, gli ebrei e gli adepti di Scientology. Questo sconcio deve finire». Sotto accusa, in particolare, è finita una puntata trasmessa pochi giorni fa dal titolo «Mr Hankey’s Christmas Classics», giudicata di «estrema volgarità». I dirigenti del canale televisivo stanno valutando se interrompere la programmazione di South Park. La serie creata nel 1997 da Matt Stone e Trey Parker, racconta le avventure di Stan, Kyle, Eric e Kenny, quattro terribili ragazzi che frequentano la scuola elementare di South Park, nel Colorado. Le storie dei quattro adolescenti hanno però ben poco di convenzionale: attraverso la satira, i personaggi si occupano di temi che riguardano la politica e l’attualità, cercando di sfatare i tabù e le demonizzazioni della società attraverso la parodia e la black comedy. Nel corso delle dodici serie finora prodotte, il sarcasmo di South Park ha toccato avri argomenti scottanti: dalla puntata sull’Islam a quella sulla pedofilia, da quella sull’11 settembre a quella su Scientology, fino al dissacrante e grottesco episodio dal titolo "Jesus Vs. Devil", in cui viene organizzato un incontro di pugilato tra Gesù e il Diavolo. Tutte, ovviamente, seguite da inevitabili critiche. In Italia, South Park sulla tv generalista è stato trasmesso da Italia 1 ma sempre in orari "di sicurezza" (dopo le 23:30) e solo in episodi non pericolosi. Senza censure è andato in onda solo sul satellite, prima su Jimmy poi, ancora oggi, su Comedy Central.
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Miss Italia approda da domani in Tv per le quattro serate finali della 69/a edizione del concorso. Saranno condotte per la quinta volta da Carlo Conti in diretta su Raiuno, fino al 13 settembre (con pausa il 10), quando sara' incoronata la reginetta 2008. Tra gli ospiti musicali, alla finalissima e' atteso anche Gianni Morandi, che torna al concorso dove e' stato piu' volte, anche l'anno scorso per presentare in esclusiva il singolo 'Stringimi le mani'.
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Pochi applausi e qualche "buu" poco fa, al termine della prima proiezione, quella per la stampa, del "Seme della discordia" di Pappi Corsicato, ultimo dei quattro italiani a scendere in gara a Venezia 65. Il film è la storia di una coppia: Alessandro Gassman, un rappresentante di fertilizzanti, che scopre di essere sterile e la bella Caterina Murino, che rimane incinta. Il seme della discordia di Pappi Corsicato, oggi in concorso a Venezia 65, stasera stessa nelle sale in 225 copie (Medusa), commedia surreale piena di citazioni cinematografiche, ispirata alla Marchesa von O di Kleist, è l'ultimo dei quattro film italiani a scendere in competizione. Tutto ruota intorno ad una bellissima donna (Caterina Murino) sposata ad un rappresentante di commercio, bello anche lui (Alessandro Gassman): nel giorno in cui lei scopre di essere incinta, lui scopre di essere sterile. "Torno al cinema dopo 7 anni seguiti al flop di Chimera, nessuno mi faceva più fare film, poi ho convinto i produttori - Rodeo Drive con Medusa Film e Sky - con questo film leggero, spiritoso, io stesso volevo divertirmi", ha detto il regista. Essere in concorso alla Mostra "é lusinghiero. Il film è stato girato ad aprile, maggio e certo non pensavo al festival. Spero sia stata una scelta oculata e pensata. Diciamo anche che era difficile dire no al concorso".
Poco ritardo, appena 15 minuti, poche pause, italiano fluido, logica migliorata Adriano Celentano è la star alla Mostra del cinema di Venezia con l'evento Yuppi Du. L'unico appuntamento con la stampa è alle 14:30, poi i fotografi per il photocall più breve del festival (appena una foto), il red carpet con la moglie Claudia Mori e le figlie Rosita e Rosalinda per l'anteprima del film del '75 restaurato da Sky (che lo trasmettera' il 12 settembre alle 21:00 su Sky Cinema Mania e Hd) e da domani per la prima volta in dvd con packaging ecologico. Poi la consegna del Leone d'oro alla carriera a Ermanno Olmi. Comincia con una battuta delle sue prima di affondare il coltello nei temi dell'ecologia e della politica: "quanto dura la conferenza stampa? 30 minuti? State un po' stretti qui con le domande, visto che 25 minuti saranno di pausa". Occhiali scuri, consueta camicia aperta sul petto, mossette, Celentano parla di cinema, futuro, morti bianche, litalia, Expò, Pincio, Venezia, inciuci tra politica e economia, destra e sinistra nella conferenza stampa, stasera trasmessa integrale su Raisat Cinema alle 23:00. L'ad di Sky Italia Tom Mockridge spera che il restauro di Yuppi Du sia "il primo passo di un lungo percorso di Celentano con Sky", ma il Molleggiato ondeggia da par suo: "sì ci sarà un mio ritorno, senz'altro, mi piacerebbe, ma non so come quando dove con chi e se dicessi qualcosa di più direi una bugia". Al cinema però continua a pensare: "ho sempre intenzione di fare qualcosa, poi magari non trovo il tempo ma a me piacerebbe fare ancora film, quando giro mi diverto proprio come se stessi in sala come spettatore. Penso ad un film sulla resurrezione di Gesù, ma è solo un'idea. O a un film come Yuppi Du che è un grido di gioia, di amore ma anche di dolore per l'irresponsabile mancanza di qualche datore di lavoro o negligenza di qualche operaio che non rispetta i sistemi di sicurezza", dice Celentano che dedica la giornata di oggi a Graziano Alonso della troupe del film, morto proprio durante la lavorazione. La storia del barcaiolo Felice (Celentano) che vive con gli amici sottoproletari e un giorno, convinto di essere rimasto vedovo della moglie (la Mori) si risposerà (Charlotte Rampling), "é un film che non invecchia mai, tra 20 anni penso sarebbe sempre attuale, ma questo allora non fu calcolato, è una fortuna". E non importa se il film ne ricorda altri, "perché prima di essere originale io sono uno che copia molto. Da ragazzo ero affascinato dal tip tap di Fred Astaire e dalle movenze di Clark Gable ma c'é sempre qualcuno che arriva prima di te, l'importante è che lo superi". Curioso mettere insieme Olmi e Celentano, "ma non è una strana coppia. Lui difende gli orti, io i navigli. Siamo simili, lui fa film più penetranti sui sentimenti, io sono più aggressivo ma la linea è quella". Poi la politica: Celentano si duole che "l'Alitalia sia ridotta così" e spera che risorga ma "ho il sospetto che la nuova cordata non sia abbastanza pura. E qui sento avvicinarsi un grido come quello del protagonista di Yuppi Du: non vorrei fosse uno scambio imprenditori-politica ossia salviamo l'Alitalia in cambio di migliori condizioni economiche per noi e di un pieno piano di lavoro ad esempio sull'Expò". Per lui, l'esposizione universale a Milano, "sarà una gara a chi riesce a piazzare più cemento. Me la prendo anche con la gente che non protesta contro architetti e comune che sono i veri mandanti di questi scempi". E a proposito di scempi, l'affondo più duro è su Roma, sul parcheggio al Pincio, "segno evidente dello scambio di favori tra imprenditori e politica. L'inventore di questa geniale mostruosità è Chicco Testa che dopo quest'idea è rimasto solo Chicco". Poi ha proseguito collegandosi agli amministratori lombardi, il sindaco di Milano Moratti e il presidente della Regione Formigoni, definiti "figli di un vertice politico degenerato in cui a capo non c'é solo Berlusconi ma anche Veltroni che definì quella del Pincio l'operazione urbanistica più importante degli ultimi anni. E Alemanno, che all'epoca non era sindaco, si oppose con forza, ma oggi che è sindaco di Roma ha cambiato idea". In definitiva per Celentano, "non mi meraviglierei se sinistra e destra fossero d'accordo e già al lavoro per progettare un mega parcheggio sotto la laguna di Venezia".
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