Video Regione Sicilia

Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
Aborto: la pillola Ru486 passa la prima fase
Active Image Si è conclusa una prima fase della registrazione della pillola Ru486 da parte del comitato scientifico dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha valutato positivamente, come altri paesi hanno già fatto, il rapporto efficacia e tollerabilità del medicinale. Ma serve ancora un parere del comitato tecnico scientifico e la ratifica del consiglio di amministrazione dell'Aifa. "Sono soddisfatto, con la valutazione positiva dell'Aifa si chiudono 7 anni di battaglie. Anche se giungiamo con 20 anni di ritardo rispetto alla Francia e 9 rispetto all'Europa", commenta Silvio Viale, il medico che ha coordinato la prima sperimentazione italiana della RU486.
 
Nel sangua le spie dell'umore
Active Image Isolate nel sangue le molecole “spia” dei disturbi dell’umore. Potrebbero rappresentare, in futuro, una “finestra” per guardare nel nostro cervello a caccia di eventuali malattie, ma anche dell’effetto delle cure. Un team di ricercatori dell’Indiana University School of Medicine (Usa) ha isolato, infatti, alcuni particolari biomarker nel sangue: le “impronte digitali” dei disordini bipolari. Una scoperta pubblicata su “Molecular Psychiatry”, che potrebbe rivoluzionare diagnosi e trattamento di questa sindrome. Il gruppo di molecole spia è presente in diverse quantità nelle persone che soffrono di stati di euforia o depressione. E la concentrazione nel sangue varia anche in base alla gravità di “up” o “down” sperimentati dai pazienti. «Questa scoperta è un grosso passo avanti per portare la psichiatria alla pari con altre specialità mediche, che hanno a disposizione sistemi diagnostici per misurare gli stati patologici e l’efficacia del trattamento», spiega Alexander Niculescu III, primo autore dello studio e docente di psichiatria all’IU School of Medicine Institute of Psychiatric Research. «Benchè gli psichiatri sapessero che disordini bipolari e altre patologie psichiatriche producessero modificazioni molecolari nel cervello, non c’era modo di misurarle se il paziente era ancora vivo», ricorda Niculescu. «Ora il sangue può essere usato come un tessuto surrogato per diagnosticare queste malattie e rilevarne la gravità». I ricercatori hanno scoperto, infatti, che le modificazioni molecolari che si verificano nel cervello si riflettono nella produzione nel sangue di questi particolari biomarker. E i livelli sono correlati alla gravità dei sintomi. Il team ha isolato le “spie” dell’umore nel sangue di 96 pazienti coinvolti in una ricerca iniziale, sostenuta fra l’altro dai National Institutes of Health americani e da Eli Lilly. Ma il team dell’Indiana University non si ferma qui: ha pianificato un più vasto studio per monitorare il comportamento di questi marker dell’umore in risposta ai trattamenti. Inoltre, i ricercatori useranno la loro metodologia per scovare i biomarker di altre patologie psichiatriche.
 
Primo "bio" volo
Active ImageAnche le noci della foresta amazzonica hanno contribuito alla realizzazione oggi del primo volo commerciale al mondo parzialmente alimentato da energia rinnovabile. Un jumbo della Virgin Atlantic ha volato da Londra ad Amsterdam con uno dei suoi serbatoi dotato di benzina bio, realizzata anche con olio di babassu e di cocco. Un comunicato di Virgin Atlantic spiega che il biofuel ha rappresentato circa il 25% del carburante usato per il volo test. Il nuovo carburante è un mix che contiene il 20% di biofuel e l'80% di benzina convenzionale e il fondatore della Virgin Richard Branson ha detto che i test dimostrano che è possibile volare arrivando al 40% di bio. "Questa giornata è una breccia vitale per l'intera industria", ha detto Branson ai giornalisti in un hangar all'aeroporto di Heathrow prima della partenza del volo. Il gruppo ambientalista Friends of the Earth sostiene invece che il biofuel sia una distrazione, e che il risparmio nelle emissioni di Co2 sarebbe annullato dall'aumento dei voli aerei. Il bioiofuel è visto dai suoi sostenitori come un modo per tagliare i gas responsabili dell'effetto serra e per ridurre la dipendenza dal carburante fossile. Branson, il cui Virgin Group si espande anche a treni, bevande, alberghi e divertimenti, si è impegnato a spendere tutti i profitti delle sue linee aeree e ferroviarie per combattere il riscaldamento globale tagliando le emissioni di anidride carbonica. Lo scorso anno, Virgin ha iniziato ad alimentare alcuni dei suoi treni usando carburante con il 20% di biodiesel.
 
I misteri del cosmo
Active ImageÈ un’enorme ragnatela invisibile che si estende per circa 270 milioni di anni luce e che, se potesse essere vista a occhio nudo, occuperebbe una parte di cielo grande quanto la Luna piena: è la più grande struttura fatta di materia oscura mai scoperta, descritta sulla rivista «Astronomy and Astrophysics» da un gruppo di ricerca canadese e francese coordinato dall’Istituto di astrofisica di Parigi. «Il risultato è senza precedenti, una pietra miliare per l’astronomia», osserva uno degli autori dello studio, Ludovic Van Waerbeke, dell’università della British Columbia. Si tratta infatti di una realtà cruciale per comprendere la storia e il destino dell’Universo, misurare tutte le sue componenti, sia la materia oscura, che occupa il 20% del cosmo, sia quella visibile, che occupa il 5%. Grazie alla fotocamera digitale più grande del mondo, di cui è dotato il telescopio Canada-France-Hawaii Telescope sul monte Mauna Kea nelle Hawaii, i ricercatori hanno analizzato migliaia di immagini per individuare gli effetti gravitazionali della materia oscura sulla materia visibile, chiamati effetti della «lente gravitazionale debole».
 
Dall'India in Calabria per essere operato
Active ImageSi chiama George Manof ed è un indiano di 31 anni affetto da una patologia del cuore molto pericolosa, la sindrome di Brugada o morte improvvisa. L'uomo, più volte colpito da arresto cardiaco, è guarito grazie all'impegno umanitario del Sovrano ordine dei Cavalieri di Malta e alla competenza del S. Anna Hospital di Catanzaro. George, che viveva in India, grazie ad una sorella che lavora in Italia, è potuto venire a Catanzaro per subire un intervento chirurgico di installazione di un defibrillatore cardiaco offerto gratuitamente da una società che intende rimanere anonima. A interessarsi del caso di George è stato Giuseppe Madia, priore di Sicilia del Sovrano Ordine di San Giovanni di Gerusalemme "Cavalieri di Malta", a cui la donna si era rivolta. Dopo 24 ore dall'intervento chirurgico effettuato nel S.Anna Hospital e perfettamente riuscito, il trentunenne ha potuto riabbracciare la sorella. "La sindrome di Brugada - spiega il dottor Saverio Iacopino, direttore del servizio di Aritmologia e del Laboratorio di Elettrofisiologia del S.Anna Hospital - è più frequente nei maschi e la prevalenza nella popolazione dell'elettrocardiogramma tipico è circa dello 0,016%".
 
Gli italiani e la scienza
Active ImageAgli italiani la scienza piace e interessa, soprattutto se presentata in tv o nei quotidiani, poichè ne riconoscono i benefici e il ruolo centrale nello sviluppo economico. È la fotografia che emerge da "Gli italiani e la scienza. Primo rapporto su scienza, tecnologia e opinione pubblica in Italia", realizzato da Observa - Science in Society, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e presentato a Torino, che propone i dati raccolti sugli atteggiamenti e le percezioni dei cittadini verso scienza e tecnologia raccolti nel 2007 dall’Osservatorio scienza e società. L’indagine evidenzia che la ricerca scientifica è una priorità in materia di investimenti pubblici per un italiano su sei, dopo assistenza sanitaria, istruzione e lotta alla criminalità, ma nettamente davanti a trasporti e viabilità. I settori di ricerca considerati da privilegiare sono soprattutto quelli legati all’ambiente: la ricerca sulle energie rinnovabili catalizza da sola il 45% delle risposte, seguita dagli studi sui mutamenti climatici che si attesta al 16,4%. Tuttavia, non mancano le critiche. Un numero non trascurabile di italiani, infatti, ha da ridire sia sulla permeabilità della ricerca nei confronti degli interessi economici, sia sulla poca trasparenza delle procedure di reclutamento: per il 64% «nel mondo della ricerca fa carriera solo chi è raccomandato». Ancor più diffusa è la sensazione che la ricerca italiana sia penalizzata da un eccessivo condizionamento della politica. In sintesi, quattro sono gli atteggiamenti degli italiani di fronte alla scienza: l’antiscientista disinformato, 26,8% del campione, poco attento e in generale scettico, una tipologia diffusa soprattutto tra i meno istruiti e i più anziani, lo scientista informato, 13,6%, che è il più interessato e fiducioso, è prevalente giovane, maschio e molto istruito), poi c’è il pragmatico informato (15,8%) che ha una visione utilitaristica della scienza, che apprezza soprattutto per le sue implicazioni pratiche e, infine, il critico ottimista (43,8%), è ottimista sulle implicazioni della scienza, ma perplesso soprattutto sulle attuali logiche organizzative della ricerca.
 
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