YouTube ha annunciato il lancio di un concorso per aspiranti reporter, mettendo in palio una borsa di studio di 7000 euro da utilizzare per la realizzazione di un servizio giornalistico all'estero con il supporto del Pulitzer Center. Il concorso "Project:Report" -- realizzato dalla video community controllata da Google YouTube.com in collaborazione con il Pulitzer Center on Crisis Reporting e con il supporto di Sony e Intel -- chiama i partecipanti a creare brevi videoservizi di qualità su storie in genere poco trattate dai media tradizionali. "Grazie alla portata mondiale e alla popolarità di YouTube, abbiamo un'opportunità unica per incoraggiare gli aspiranti giornalisti a raccontare queste storie in modo brillante e inedito", ha affermato Jon Sawyer, direttore esecutivo del Pulitzer Center, in una nota. . Project:Report -- si legge in una nota di Google Italia -- si articola in tre fasi: la prima prevede la realizzazione di un video della durata massima di tre minuti che racconti la storia di un membro di spicco di una comunità locale, da inviarsi entro il prossimo 6 ottobre. Tra i video pervenuti, ne saranno selezionati dieci da una commissione di esperti presieduta dal Pulitzer Center, i cui autori verranno premiati con un invito a una conferenza sul giornalismo tenuta dal Pulitzer Center e con attrezzatura professionale Sony da usare a supporto dei successivi reportage per il concorso. I dieci semifinalisti selezionati per la seconda fase dovranno poi realizzare un video di massimo quattro minuti che racconti una storia locale con rilevanza globale, e sarà ora la comunità di YouTube a selezionare i cinque finalisti, che riceveranno da Sony ulteriore attrezzatura video per la fase conclusiva del concorso e il supporto individuale degli esperti del Pulitzer Center per il lavoro finale. Per la terza e ultima fase, i cinque finalisti dovranno creare un videoservizio sulla storia significativa di una comunità poco nota, attraverso il supporto di due membri della comunità oggetto della storia, che verranno dotati delle due ulteriori videocamere assegnate da Sony ai finalisti. Il girato, montato in un videoservizio della durata massima di cinque minuti, parteciperà all'assegnazione del premio di 7000 euro da utilizzare per la realizzazione di un servizio all'estero. "L'idea di Project: Report nasce dalle migliaia di persone in tutto il mondo che sempre più usano YouTube per proporre notizie poco note, trattandole in modi inediti", ha detto Steve Grove, presidente della sezione News and Politics di YouTube. "Dai video su disastri ambientali ai reportage sui candidati politici, YouTube è diventato un sito da consultare per scovare notizie inedite e interessanti di tutti gli angoli del mondo. Project: Report intende supportare e stimolare questo tipo di contenuti, incoraggiando gli aspiranti giornalisti a continuare a informare il mondo attraverso YouTube". Sul canale YouTube dedicato al concorso -- it.youtube.com/projectreport -- sono disponibili esempi di video offerti dal Pulitzer Center e consigli sulle tecniche di narrazione, oltre a suggerimenti sull'uso della tecnologia a cura di Sony e Intel.Altre informazioni sono disponibili sul sito web del Pulitzer Center.
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La guarigione del diabete potrebbe essere contenuta in una 'scatolina' di materiale biocompatibile contenente cellule che producono insulina. La scatolina (diametro 4 cm e spessore 2 mm, unita a un sistema di rilascio localizzato di farmaci immunosoppressori, viene impiantata nel pancreas e sostituisce le cellule produttrici di insulina distrutte dalla malattia. Lo ha detto l'italiano Camillo Ricordi parlando di un progetto sperimentale che entro tre anni potrebbe essere testato su pazienti.
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L’Università di Genova ha "salvato" Google da malintenzionati che avrebbero potuto cercare di violare la privacy degli utenti o sottrarre segreti industriali. Un gruppo di ricerca del Laboratorio di Intelligenza Artificiale del Dipartimento di Informatica, Sistemistica e Telematica (Dist), coordinato dal professor Alessandro Armando, ha infatti individuato una seria vulnerabilità del diffuso servizio di autenticazione per il Single Sign-On consentendo al colosso informatico di rimediare. La scoperta è stata realizzata nell’ambito del Progetto "Avantssar" (Automated Validation of Trust and Security of Service-oriented Architectures), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del tema ICT del 7° Programma Quadro per la sezione "Infrastrutture informatiche sicure e affidabili". Il servizio di Single Sign-On di Google, che consente alle aziende di rendere immediatamente disponibile ai propri dipendenti ed utenti una serie di servizi - Gmail, Calendar e molti altri - annovera tra i propri clienti anche multinazionali cone Procter & Gamble e General Electrics. «La vulnerabilità del protocollo impiegato da Google - ha spiegato Armando - è stata individuata da un programma per l’analisi automatica dei protocolli di sicurezza messo a punto dal nostro gruppo di ricerca. Grazie all’utilizzo delle più avanzate tecniche di Intelligenza Artificiale, il programma è capace di analizzare tutti i possibili comportamenti del protocollo in presenza di un agente ostile che cerca di attaccarlo. Si pensi che il numero dei comportamenti che è stato necessario analizzare per trovare la vulnerabilità al protocollo di Google è composto da più di 300 cifre. Si tratta di un problema di complessità formidabile che elude le capacità analitiche umane - ha sottolineato lo scienziato -. La verifica del corretto funzionamento degli apparati ad elevata complessità (quale è appunto Internet) è una delle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale e il risultato ottenuto dal nostro team è un passo importante in questa direzione».
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Sembra la scusa perfetta per il marito colto in flagrante: "Scusa, tesoro, ma sono nato così, non è mica colpa mia". Scienziati svedesi hanno infatti scoperto il gene dell'infedeltà: una specie di motorino che alcuni maschi hanno nel proprio Dna e altri no. Non è uno scherzo, e gli studiosi sono i primi ad ammettere che le relazioni extra-coniugali derivano da innumerevoli circostanze: quello genetico può essere soltanto un aspetto della molla che scatena il tradimento. Ma è comunque la prima volta che una ricerca individua un legame simile tra come sono fatti gli uomini e come interagiscono con le donne. Non solo: la scoperta include pure la possibilità di "curare" il gene malandrino, modificandolo in modo da bloccare il suo effetto, teoricamente al fine di salvare, o meglio proteggere, le unioni matrimoniali. La "medicina" che trasforma un seduttore impenitente nel compagno più fedele e monogamo, per adesso provata soltanto su topolini di laboratorio, ha dato risultati immediati: chissà se un giorno verrà somministrata anche ai playboy umani, e in che modo verranno eventualmente convinti a fare la cura. La scoperta è opera di scienziati dell'Istituto Karolinska di Stoccolma, che l'hanno illustrata su un'autorevole rivista scientifica britannica, Proceedings of the National Academy of Sciences. Ieri è finita in prima pagina sul Daily Telegraph e sul Times di Londra col titolo: "Il gene che rende più probabile il divorzio". Il gene in questione agisce sulla vasopressina, un ormone di cruciale importanza nel processo di attaccamento sentimentale e sessuale tra un uomo e una donna. Esaminando un campione di oltre duemila persone, i ricercatori svedesi hanno verificato che gli uomini in possesso del gene restano più spesso scapoli oppure hanno una maggiore probabilità di avere relazioni extraconiugali, problemi matrimoniali e di divorziare, rispetto agli uomini che non ce l'hanno. Le mogli di uomini in possesso del gene, inoltre, sono mediamente meno soddisfatte del proprio matrimonio rispetto alle mogli di uomini che non hanno il gene in questione. Gli uomini con due copie del gene hanno avuto due volte più crisi matrimoniali nell'ultimo anno rispetto agli uomini senza il gene. "Naturalmente ci sono molte ragioni per cui una persona ha una relazione extramatrimoniale", osserva il professor Hasse Walum, autore del rapporto, "ma è la prima volta che una variante genetica viene associata al modo in cui gli uomini si legano a una donna". Studi compiuti due anni fa al St. Thomas Hospital di Londra, d'altronde, suggeriscono che anche l'infedeltà femminile ha una percentuale di base genetica. Gli effetti del gene sono stati sperimentati su due tipi di piccoli roditori della famiglia dei criceti. L'arvicola della prateria è estremamente monogama: quando il maschio incontra una femmina, si accoppiano ininterrottamente per 36 ore, creando un legame che dura per tutta la vita e anche oltre, tant'è che quando uno dei due muore, l'altro sceglie di restare celibe anziché formare una nuova coppia. L'arvicola comune, viceversa, è estremamente promiscua. Gli scienziati hanno scoperto che il cervello dell'arvicola della prateria maschio ha una dose di vasopressina molto più alta dell'arvicola comune. Ebbene, intervenendo sul gene "dell'infedeltà", in modo da aumentare considerevolmente il livello di vasopressina, i ricercatori hanno assistito a uno stupefacente mutamento: il criceto che amava la promiscuità è diventato di colpo uno sposo mite e devoto. Nessuno ha potuto chiedergli, tuttavia, se è più felice di prima; e nemmeno alla moglie se è davvero contenta, ad avere un compagno finalmente fedele, non perché così lui vuole, ma grazie all'equivalente di una pillolina. (LR)
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Vi assale lo stress o l’ansia se non potete collegarvi a Internet? Non c’è da preoccuparsi: non siete soli e adesso esiste una parola che definisce questo stato: "discomgoogolation", che letteralmente significa "frustrazione da dipendenza da Google". Un termine, tradotto in italiano con "scongoogolamento", che definisce il malessere di quasi metà dei cittadini britannici, ben il 44%, con un buon 27% che parla apertamente di alti livelli di stress. «La proliferazione della banda larga ha significato per la prima volta nella storia che siamo entrati nella cultura delle risposte istantanee», ha spiegato lo psicologo David Lewis, che ha identificato la sindrome della "discomgoogolation" svolgendo una ricerca basata sulla misurazione dei battiti del cuore e dell’attività cerebrale su chi era impossibilitato a navigare in rete. Il termine deriva dalla fusione del verbo ’discombobulatè, che significa "confuso" o "frustrato", e del nome del più usato motore di ricerca, Google. «Una galassia di informazioni è raggiungibile solo con un clic con il mouse: così noi siamo diventati dipendenti dal web», ha aggiunto Lewis, «e quando non possiamo accedervi, arriva la ’discomgoogolation’». La ricerca ha rilevato anche che il 76% dei britannici non è in grado di vivere senza internet, che oltre la metà usa Internet in media da una a quattro ore al giorno e che il 19% degli intervistati investe più tempo libero online che con la propria famiglia nell’arco della settimana. Ma l’amore-dipendenza per Internet per molti non è un sentimento "incosciente": il 47% crede che nella vita Internet sia più importante della religione e uno su cinque ammette di riservare maggiore attenzione al proprio pc che al partner.
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Oltre 30.000 siti Internet a contenuto pedo-pornografico denunciati da Telefono Arcobaleno nei primi otto mesi del 2008, con un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2007, che già presentava un dato record. In media l’Organizzazione, da dodici anni in prima linea nel contrasto internazionale della pedofilia on line, ha segnalato 3.790 siti al mese, 875 siti alla settimana, 125 siti al giorno. Con punte che hanno sfiorato i 5.000 siti in un mese e superato i 300 in un giorno.
«Solo nel mese di agosto - dichiara il Presidente Giovanni Arena- Telefono Arcobaleno ha presentato 4.125 denunce in tutto il mondo, qualcosa è cambiato nella particolare geografia dei siti pedofili: al di sotto della prima posizione, nella quale si conferma ancora una volta la Germania, si colloca la Cina, vera e propria novità nello scenario della pedofilia on line, segno che la massiccia presenza internazionale in quel Paese, in occasione dello svolgimento dei Giochi Olimpici, ha imposto l’apertura delle maglie della censura della rete Internet».
«Nulla purtroppo è cambiato -sottolinea Giovanni Arena- sul fronte del pedo-business, che pare una macchina inarrestabile e che si conferma come l’unico settore della new economy che non ha minimamente risentito della crisi e anzi procede con tassi di sviluppo da capogiro. Sistematica è la qualificazione e la differenziazione dell’offerta, continua è l’immissione nel mercato di nuovi visi e nuovi corpi, massiva è l’utilizzazione di ogni possibile risorsa di promozione diretta e indiretta realizzando piani di marketing da far invidia alle più blasonate multinazionali. Ormai la promozione pedofila si dissimula in ogni modo possibile e ha contaminato moltissime comunità, gruppi e bacheche nate magari per scopi e con contenuti del tutto estranei alla pedofilia».
Sono questi alcuni dei dati, tutti formalmente documentati, che emergono dal report mensile presentato oggi dall’Osservatorio Internazionale sulla pedofilia on line di Telefono Arcobaleno, dati che invitano ad una riflessione attenta sull’evoluzione continua della pedofilia in Internet e sul ruolo che ciascun soggetto (legislatore, istituzioni, polizie, provider, ong) è chiamato a svolgere per porre sotto controllo questo fenomeno, con particolare attenzione a evitare ritardi, latenze, omissioni, indecisioni, inerzie, i cui costi per le bambine e i bambini coinvolti sono ancora tanto alti da risultare realmente incalcolabili.
Il report di Telefono Arcobaleno riguarda esclusivamente i siti con espliciti contenuti e materiali pedofili e pedo-pornografici che sono segnalati a Interpol e Polizie nazionali, secondo le rispettive competenze, e sono resi immediatamente disponibili all’Autorità giudiziaria italiana e al Nit (Nucleo Investigativo Telematico), che ha accesso al database delle segnalazioni di Telefono Arcobaleno.
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