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Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
VENDUTO UN MILIONE DI IPHONE

Active ImageIn soli tre giorni Apple ha venduto in tutto il mondo un milione di iPhone, il doppio delle attese degli analisti. Il dato ha spinto verso l’alto il titolo della società di Cupertino, cresciuto dell’1,24 per cento a 174,72 dollari. L’amministratore delegato di Apple, Steve Jobs, non nasconde la propria soddisfazione: «iPhone 3G ha avuto un week-end di lancio sensazionale. C’erano voluti 74 giorni per vendere il primo milione di iPhone di prima generazione». Nonostante i problemi registrati negli Usa venerdì scorso nell’attivazione, con iTunes che non funzionava a dovere rallentando le operazioni di registrazione, si stima che la nuova versione del supercellulare abbia già portato nelle casse di Apple circa 500 milioni di dollari. Successo anche per il negozio virtuale della Apple, App Store, lanciato insieme all’iPhone lo scorso venerdì: in tre giorni le applicazioni scaricate sono state più di 10 milioni.

 

LA STAMPA

 
YAHOO! RESPINGE MICROSOFT
Active Image"Prendere o lasciare" ha detto Microsoft. E Yahoo! ha lasciato, per la seconda volta. Il colosso di Redmond "ha rinnovato una precedente offerta" per la divisione di ricerca su internet di Yahoo. Ma la proposta è stata respinta, forse complice il fatto che per la decisione erano state concesse solo 24 ore. Troppo poche per valutare con attenzione una proposta vincolata al rinnovo del consiglio di amministrazione e che avrebbe dato a Microsoft il motore di ricerca, ma avrebbe messo la parte restante direttamente nella mani di Carl Icahn, affidandola al controllo di un gruppo di consiglieri di amministrazione guidati dall'investitore miliardario. Messa con le spalle al muro e obbligata a rispondere in tutta fretta, Yahoo ha preferito scegliere modi aggressivi piuttosto che la via della conciliazione, gettando benzina sul fuoco dei rapporti già tesi fra le due società. "E' assurdo e ridicolo pensare che il nostro consiglio di amministrazione avrebbe potuto accettare un'offerta di questo genere", ha detto in una nota il presidente di Yahoo Roy Bostock. "Comportamenti così imprevedibili sono quello che ci si può aspettare da Microsoft, ma non va confuso con gli interessi dei nostri azionisti". Yahoo aveva inizialmente provato a tenere aperta la trattativa, dicendosi disposta a valutare la vendita totale della società per 47,5 miliardi di dollari, o 33 dollari per azione, ovvero la cifra che Microsoft aveva inizialmente offerto, salvo poi ritirare la proposta quando l'amministratore delegato di Yahoo Jerry Yang ha chiesto di alzare la posta ad almeno 37 dollari per azione. Microsoft si sarebbe invece rifiutata di riprendere in considerazione questa possibilità, irrigidendosi sulla nuova proposta, scatenando l'ira di Bostock. "E' del tutto assurdo e insensato che si siano rifiutati di portare avanti la trattativa con l'attuale consiglio di amministrazione", ha detto il presidente di Yahoo. (Ap)
 
CHIRURGIA ITALIANA IN MADAGASCAR
Quattro pazienti affetti da cardiopatia congenita ed acquisita sono stati trattati con chirurgia a cuore aperto per la prima volta in Madagascar. Gli interventi sono stati compiuti da un equipe di medici italiani nel "Policlinique et maternité d'Ilafy" di Antanarivo. L'equipe italiana, diretta dal cardiochirurgo Salvatore Agati e dal cardiologo Giuseppe Cinnirella, dell'ospedale San Vincenzo di Taormina e che si è avvalsa della collaborazione di medici mauriziani, ha eseguito per la prima volta nella storia della medicina malgascia quattro interventi di cardiochirurgia e di angioplastica coronarica. Dopo anni di attiva collaborazione tra i medici italiani e mauriziani e la possibilità di formare l'equipe malgascia nel Cardiac center della Repubblica di Mauritius è stato possibile raggiungere quello che Agati e Cinnirella definiscono "un traguardo importante ed ad oggi unico per la sanità malgascia". Tutti i pazienti sono stati dimessi a casa in ottime condizioni e verranno seguiti ancora dall'equipe mista di cardiologi. Il Madagascar ha più di 18 milioni di abitanti e una richiesta potenziale di oltre 10 mila operazioni l'anno. (ANSA)
 
SPAM, SE LI CONOSCI LI EVITI...
Lo spam si perfeziona, diventa sempre più aggressivo e mirato e sa come eludere anche i più attenti cybernauti. L'e-mail spazzatura non è più, quindi, soltanto un fastidio e un aggravio per la congestione della Rete, ma è diventata ormai una vera e propria industria del crimine con l'obiettivo di frodare in tutti i modi possibili chi naviga su Internet. McAfee, una delle principali aziende che si occupano di sicurezza informatica, ha presentato i risultati del suo S. P. A. M (Spammed Persistently All Month) Experiment, un vero e proprio esperimento durante il quale 50 persone di tutto il mondo hanno navigato sul web senza protezione per 30 giorni. I partecipanti che hanno aderito sono stati autorizzati a navigare dove la maggior parte degli utenti di Internet non oserebbe, in modo da scoprire quanto spam avrebbero "attirato" e le conseguenze correlate. Dopo aver studiato i blog quotidiani e analizzato lo spam, i ricercatori di McAfee confermano che gli spammer sono più attivi che mai e utilizzano sempre più trucchetti psicologici per ingannare gli utenti Internet con l'obiettivo di spingerli a fornire i loro dati personali, informazioni sulla loro identità e anche denaro. L'esperimento dimostra chiaramente che lo spam continua a evolvere, utilizzando sempre più lingue straniere e sfumature culturali, e che sta diventando sempre più mirato, per evitare di essere individuato. In questo esperimento, il primo nel suo genere, i partecipanti di 10 nazioni hanno ricevuto oltre 104.000 messaggi spam, vale a dire una media di 2.096 messaggi a testa, l'equivalente di 70 messaggi al giorno. Uno degli obiettivi di McAfee era quello di evidenziare che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, lo spam non è solo un semplice fastidio, ma rappresenta una vera e propria minaccia e non mostra alcun segno di rallentamento. Molti dei messaggi spam ricevuti erano email di phishing, email che si presentano come fonti attendibili per acquisire illegalmente informazioni riservate come nome utente, password e dettagli del conto corrente. Altre email includevano virus e molte altre spingevano a installare di nascosto malware sui computer, convincendo i partecipanti a navigare su siti web pericolosi. Alcuni partecipanti hanno notato una diminuzione nella velocità di elaborazione del computer, oltre a un maggior numero di pop-up che si aprivano senza alcuna possibilità di controllo da parte dell'utente. "Molti partecipanti hanno notato un rallentamento dei propri computer, a significare che mentre navigavano, a loro insaputa, i siti web stavano installando malware", ha affermato Jeff Green, senior vice president di McAfee Avert Labs. "In soli 30 giorni si è verificato un notevole cambiamento nelle prestazioni dei loro computer. A dimostrazione di quanto malware veniva installato senza che ne fossero a conoscenza. Lo spam è molto più di un semplice fastidio; è una minaccia reale". I risultati hanno inoltre evidenziato l'abbandono delle email spam di massa a favore di campagne più mirate. Spam in lingue straniere e social engineering sono due aree per le quali i partecipanti hanno ricevuto un numero di email superiore a quanto previsto. Francia e Germania sono le nazioni che hanno ricevuto il maggior numero di email in lingua locale con l'11% e il 14% rispettivamente, un trend che McAfee prevede aumenterà sostanzialmente in futuro. "Se avessimo fatto questo esperimento due anni fa, mi sarei aspettato una percentuale molto inferiore di spam scritto in una lingua straniera", ha sottolineato Guy Roberts, direttore di Avert Labs. "Sebbene rappresenti una piccola percentuale dello spam complessivo, prevediamo che aumenterà esponenzialmente nel prossimo futuro" La classifica mondiale dello spam Gli Stati Uniti sono sempre stati il territorio tradizionale degli spammer, perciò i partecipanti statunitensi sono al primo posto nella classifica mondiale dello spam. Nazioni emergenti come il Brasile e il Messico si sono classificate tra le prime cinque, a suggerire che gli spammer stanno sempre più mirando a colpire nuove aree. 1. Stati Uniti 23233 2. Brasile 15856 3. Italia 15610 4. Messico 12229 5. Regno Unito 11965 6. Australia 9214 7. Olanda 6378 8. Spagna 5419 9. Francia 2597 10. Germania 2331 L'oggetto più utilizzato dallo spam è di tipo finanziario, per esempio prestiti pre-approvati o carte di credito, che potrebbero essere un sintomo del fatto che gli spammer sfruttano l'attuale situazione di crisi economica. Le 10 categorie più popolari dello spam 1. Finanza 2. Pubblicità 3. Salute e medicina 4. Contenuti per adulti 5. Offerte gratuite 6. Carte di credito 7. Istruzione 8. Guadagni facili 9. Informatica 10. Truffe 'nigeriane'. Nonostante siano state pubblicizzate in tutti i modi come estremamente pericolose, molti navigatori Internet vengono ancora raggirati da email di spam 'Nigeriane', dove qualcuno, apparentemente dalla Nigeria o da qualche altro Stato africano contatta il cybernauta per informarlo di essere il beneficiario del testamento di un lontano parente, tentando di estorcere denaro. Gli utenti di Internet nel Regno Unito sono quelli che probabilmente più hanno ricevuto o riceveranno questo tipo di email, dal momento che i partecipanti inglesi all'esperimento di McAfee hanno "collezionato" il 23% di questi messaggi. La varietà delle cosiddette email 'social engineering' (email che giocano sulle emozioni delle persone per manipolarle e spingerle a divulgare informazioni riservate) ricevute nel corso dell'esperimento hanno fornito ai ricercatori McAfee informazioni preziose su questo tipo di spam; una tipologia che è cresciuta significativamente negli ultimi cinque anni. Dave DeWalt, chief executive officer e presidente di McAfee ha spiegato: "Il McAfee S. P. A. M. Experiment ci dimostra che anche se le persone pensano di conoscere i pericoli dello spam, non ne comprendono la reale portata. I nostri partecipanti avevano estrazioni sociali differenti, provenivano da tutto il mondo, e dato il loro interesse a partecipare all'esperimento erano tutti ben consci del problema. Nonostante ciò sono tutti rimasti scioccati dall'enorme quantità di spam ricevuto in un breve periodo di tempo e dal limite a cui arrivano gli spammer per ottenere quello che vogliono". "Credo che l'esperimento dimostri che lo spam è innegabilmente legato al crimine informatico - ha concluso DeWalt - E' un problema immenso e non sta per nulla scomparendo. Non si tratta più di 'risolverlo' ma di 'gestirlo'". Informazioni sul sito www.mcafee.com/spamexperiment (repubblica.i) 
 
ALIMENTI GUASTI. VIETATO MANGIARLI
Active ImageTonno dello Sri Lanka contaminato con istamina venduto in Veneto, insalata con il topo, vongole italiane con la salmonella, latte francese avariato distribuito in Toscana, e poi granchi e calamari al Cadmio, verdesca al mercurio, scorfani e merluzzi con larve di insetti, ostriche francesi vendute a Genova con il virus dell'Epatite A, salsa tartufata bianca con il botulino. In questa prima meta' di 2008 sono state 1.435 le notifiche di alimenti avariati o contaminati giunte al Ministero della Salute, Direzione generale per la sicurezza degli alimenti e della nutrizione. E' quanto si legge nella relazione sul sistema di allerta comunitario per il trimestre aprile-giugno 2008. Delle 720 notifiche del secondo trimestre 2008, 119 sono state segnalazioni di allerta, 278 informazioni e 323 respingimenti. Sempre nel secondo trimestre, i prodotti nazionali irregolari sono risultati 15, tre dei quali distribuiti all'estero. Irregolarita' sia igienico sanitaria (contaminanti biologici, residui di antiparassitari, metalli pesanti, micotossine, stato di conservazione, additivi e coloranti) sia di natura formale e merceologica (etichettatura non conforme dal punto di vista sanitario, frodi). I nemici numero uno dei cibi sono risultati salmonella (70 segnalazioni), E.coli e Listeria. Mentre i maggiori contaminanti chimici sono le micotossine (223 notifiche), seguite dai metalli pesanti e dai residui di fitofarmaci. Notevole anche il numero di segnalazioni per la presenza di corpi estranei negli alimenti (32). Fanno capolino anche gli allarmi per gli Ogm non autorizzati (9) e per i 'Novel Food' (3). Tra i prodotti italiani a rischio, molti sono stati scoperti dopo la vendita all'estero: in Germania hanno segnalato la ricotta di pecora con la Listeria, in Belgio il mangime per piccoli animali con le enterobatteriacee, in Olanda addirittura l'acqua per ghiaccioli alla fragola con un'infestazione da muffe. Crescono le irregolarita' per dietetici e prodotti alimentari, ma anche quelle per prodotti della pesca, gelati e dolciumi. Ma i rischi maggiori sono nella categoria frutta secca e snack: 209 segnalazioni nel secondo trimestre, in calo rispetto al primo ma comunque saldamente in testa tra i cibi piu' a rischio. Mentre nei prodotti di mare il rischio maggiore e' per la presenza di mercurio e di cadmio. Riscontrati anche arsenico (in filetti di merluzzo cinesi), benzopirene, diossine, e residui di farmaci veterinari in gamberi, anguille, scampi provenienti quasi tutti da oriente. La carne invece e' risultata contaminata in prevalenza, da salmonella, larve di insetti, E.coli e cloramfenicolo. Piu' varie le denunce per frutta e vegetali: si va dai frammenti di vetro trovati in funghi in barattolo dalla Cina al topo morto in confezioni di insalata di campo francesi, e poi feci di roditori, muffe, piombo, larve di insetti. Mentre il rischio maggiore per gelati e dolciumi e' il rischio di soffocamento, segnalato in particolare per le coppette di gelatina di frutta provenienti da Taiwan e Vietnam. Non sono esenti da allarmi anche i materiali da cucina che giungono a contatto con gli alimenti: 45 segnalazioni solo negli ultimi tre mesi, quasi tutti prodotti cinesi. Dal macinapepe che lascia nell'ambiente nichel alle casseruole con migrazione di composti organici volanti, dai piatti e forchette in melamina con rischio di migrazione di formaldeide alle bottiglie di alluminio che "perdono" colore. Il fatto che il 98 per cento delle notifiche di alimenti avariati o contaminati riguardi cibi provenienti dall'estero dimostra la necessita' di estendere al piu' presto l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza degli alimenti in vendita. E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare la relazione sul sistema di allerta comunitario per il trimestre aprile-giugno 2008 durante il quale si contano 720 notifiche (1435 nell'intero semestre) di cui solo 15 attribuibili a prodotti nazionali, tre dei quali distribuiti all'estero. "Il primato di sicurezza e' stato ottenuto dal Made in Italy a tavola grazie all'impegno degli imprenditori agricoli con - sottolinea la Coldiretti - il maggior numero di prodotti a denominazione di origine Dop e Igp nella Ue (171) il record nella capacita' di utilizzo delle risorse comunitarie e la leadership europea conquistata nel biologico con oltre un milione di ettari coltivati. Le frodi e le sofisticazioni - continua la Coldiretti - vanno combattute con la trasparenza nel percorso che va dalla stalla al consumatore e per questo la Coldiretti chiede l'estensione a tutti i prodotti lattiero caseari dell'obbligo di indicare l'origine in etichetta per consentire la piena rintracciabilita' e sventare disegni criminosi che mettono a rischio la salute dei cittadini. L'Italia grazie alla campagna di sensibilizzazione della Coldiretti con la raccolta di un milione di firme a sostegno di una legge di iniziativa popolare e' all'avanguardia in Europa con l'obbligo di indicare l'origine in etichetta per il latte fresco, la passata di pomodoro, la carne di pollo e l'extravergine di oliva che si aggiunge a quello in vigore in Eropa per la carne bovina, il miele, la frutta fresca, le uova. Molto resta tuttavia ancora da fare con piu' della meta' dei soldi spesi dai consumatori italiani per l'acquisto degli alimenti destinati - conclude la Coldiretti - a prodotti per i quali non e' possibile conoscere la provenienza: dai salumi ai formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio, dalle conserve vegetali ai succhi di frutta, ma anche per il latte a lunga conservazione e l'olio di semi". (Agi)
 
ECCO L'IPHONE DELLA TIM
Active ImageL'attesa degli appassionati è agli sgoccioli. L'Iphone della Apple in versione 3G sbarca nei negozi di 21 Paesi, Italia compresa: dove però chi sceglierà il servizio Tim potrà bruciare i tempi e accaparrarsi l'avveniristico telefonino già dalla mezzanotte di oggi. La tempistica del lancio è stata rigidamente decisa dalla casa di Cupertino, che al momento della presentazione della nuova versione ha stabilito una data unica per tutti i Paesi in cui ha stretto accordi di licenza: l'11 luglio, appunto. L'interesse da parte del pubblico, nonostante qualche mugugno del popolo della rete sulle tariffe messe a punto e i rilievi mossi da alcuni esperti americani sulle caratteristiche del prodotto, è scontato, tanto che gli operatori italiani si aspettano il tutto esaurito della prima tranche di consegne già nei primi giorni. Le prime avvisaglie sono arrivate con le prenotazioni sui siti Internet di Tim e Vodafone, i due operatori che, per il momento, in Italia hanno stretto l'accordo con la Apple (e su cui ha aperto un fascicolo l'Antitrust per esaminare eventuali problemi di natura concorrenziale): nei primi due giorni in cui é stato possibile riservare l'Iphone online (nelle versioni disponibili a 8 o 16 Gb), Tim ha registrato circa 10mila prenotazioni. Vodafone segnala invece che, finora, le pagine del proprio sito relative all'Iphone hanno contato oltre 700mila visite. Da domani, però, il supercellulare sarà materialmente nelle mani dei consumatori, che potranno recarsi nei punti vendita Tim e Vodafone e in alcuni negozi della Apple: i più impazienti potranno però mettersi in fila già da stasera. Tim ha infatti deciso di tenere aperti i punti vendita delle principali città e di alcune località a vocazione turistica, come Rimini, Sanremo, Sorrento, Viareggio e Ostia. Sugli scaffali troveranno un telefono con cui chiamare, navigare, mandare messaggi, inviare e.mail con un semplice tocco sullo schermo. Molte le tipologie di tariffe messe a punto dai due operatori, che prevedono prezzi diversi per chiamate e sms, nonché quantità diverse di traffico Internet: Tim va da una proposta da 30 euro mensili e 199 euro per l'apparecchio 8Gb o 269 per quello 16Gb, a quella da 200 euro al mese (Iphone 8Gb gratis e a 69 euro quello 16Gb); Vodafone invece propone l'abbonamento base a 9 euro al mese (199 per il telefonino 8Gb e 269 per quello da 16 Gb) e quello 'top' da 180 euro al mese che prevede l'apparecchio gratis in entrambe le versioni.
 
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