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Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
AUSTRIA, MORTO LEADER DI DESTRA JOERG HAIDER
Joerg Haider, uno dei politici più controversi, ma anche più brillanti dell'Austria, è morto stamani presto vicino a Klagenfurt in un incidente sulla sua auto. Se ne è andato all'apice della sua carriera dopo che, dopo tanti alti e bassi, era di nuovo tornato sulla cresta del successo conquistando un record di consensi alle elezioni del 28 settembre per la sua Bzoe di estrema destra, triplicando quasi i voti: il 10,7% rispetto al 4,1% ottenuto nel 2006. Haider è di fatto morto sul colpo e secondo i medici dell'ospedale del capoluogo della Carinzia dove è stato ricoverato subito dopo l' incidente non avrebbe avuto chance di sopravvivere a causa delle gravissime ferite alla testa e al torace riportate. Secondo la ricostruzione non definitiva dell'incidente, pare che l'auto di Haider, subito dopo una manovra di sorpasso, ha sbandata: si è capovolta diverse volte ed è uscita di strada sulla destra dove è andata a sbattere contro una siepe di alberi di thuia dietro la quale c'era un pilone di cemento armato. E' stato proprio l'urto violento con questo pilastro a risultare fatale per Haider. L'auto di cui era al voltante è andata completamente distrutta nella collisione. E' stata la stessa donna alla guida dell'auto sorpassata da Haider ad avvertire alle 01:18 la gendarmeria dell'incidente. Quando i soccorsi, pochi minuti dopo, sono giunti sul posto Haider era già morto. I medici dell'ospedale regionale di Klagenfurt dove è stato comunque subito ricoverato hanno solo potuto accertare l'avvenuto decesso. Al momento la donna, che il solo testimone dell'incidente, viene interrogata dalla polizia. Aveva 58 anni ed era, nel bene e nel male, l'eterno enfant prodige della politica austriaca. Lascia la moglie e due figlie, una delle quali ha sposato un italiano e vive in Italia. Il governatore della Carinzia era solo alla guida di una vettura di servizio e stava tornando a casa nella sua proprietà nella valle del Baerental, comune di Feistritz a Rosental. La famiglia voleva festeggiare questo fine settimana il 90.mo compleanno della madre di Haider, giunta apposta in Carinzia dall'Alta Austria. L'incidente è avvenuto sulla strada federale del Loiblpass presso la località di Lambichl a circa 10 km da Klagenfurt. Shock e commozione in Austria: tutti i politici, compreso il presidente Heinz Fischer e il cancelliere Alfred Gusenbauer (entrambi socialdemcoratici, Spoe) hanno reagito manifestando il loro cordoglio per la tragica scomparsa del governatore della Carinzia e leader dell'estrema destra (prima della Fpoe e da ultimo della Bzoe). Nuovo governatore del Land diventa ora, quanto meno per l'interim, il suo vice Gerhard Doerfler. Chi subentrerà alla guida della Bzoe, se il segretario generale Stefan Petzner o l'ex ministro della difesa Herbert Scheibner, non è ancora chiaro. Petzner, un intimo di Haider, è scoppiato in lacrime alla tv: "non era solo il mio capo, era un amico, una grande umanita", "per noi è come il tramonto del mondo".
 
PAKISTAN: AUTOBOMBA DAVANTI A QG POLIZIA
Active ImageL'esplosione avvenuta stamattina nella capitale pachistana, Islamabad, nei pressi di una stazione di polizia, avrebbe ferito otto persone. Lo riporta la televisione pachistana Geo Tv, riportando fonti di polizia locale. In un primo tempo si era invece parlato di otto morti. Secondo le prime informazioni, un kamikaze alla guida di un' autobomba si e' lanciato contro l'edificio della Anti Terrorist Force (Atf), facendosi esplodere e provocando il crollo parziale dell'edificio. ''Secondo le prime informazioni di cui disponiamo, un'autobomba e' esplosa nel complesso della polizia e otto persone sono morte'', ha detto un sottufficiale. Obiettivo dell'attentato il quartier generale della polizia a Islamabad, che comprende un centro di addestramento ed alloggi per le famiglie degli ufficiali. Il Pakistan e' stato colpito da un'ondata di attacchi terroristici compiuti da integralisti vicini ad al Qaida, che ha provocato nel paese la morte di circa 1.300 persone in poco piu' di un anno.
 
TERRORE NEI CIELI AUSTRALIANI
Active ImageTerrore nei cieli australiani. Una cinquantina di persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio, sono rimaste ferite, una ventina in modo grave, sul volo QF72 della compagnia Qantas che, dopo una brusca e improvvisa perdita di quota, è stato costretto ad un atterraggio d’emergenza. La polizia ha riferito che i feriti più gravi hanno riportato fratture. L’airbus A-330, partito da Singapore con 313 persone a bordo, 303 passeggeri e 13 membri dell’equipaggio, era diretto a Perth. Il velivolo ha lanciato un Sos alle 13.30 ora locale (le 7.00 in Italia) e cinque minuti dopo ha effettuato l’atterraggio di emergenza nella base militare di Learmonth, a 40 chilometri da Exmouth, nell’Australia nord-occidentale. Un passeggero ha riferito ai media locali che la perdita di quota ha colto talmente di sorpresa i passeggeri che molti hanno battuto la testa contro il tetto della cabina. La compagnia aerea ha diffuso una nota in cui ha dichiarato che non sono ancora note le cause che hanno costretto il pilota alla manovra inattesa, ma la polizia ha riferito che alla base dell’incidente ci sarebbe un guasto meccanico. La Qantas è considerata una delle compagnie aeree più sicure al mondo ma negli ultimi mesi la sua flotta ha subito diversi incidenti e guasti tecnici. Una settimana fa una trentina di persone rimasero ferite in seguito a una turbolenza su un volo che viaggiava tra Hong Kong a Bangkok. Il 25 luglio un volo tra Hong Kong e Melbourne fu costretto ad un atterraggio d’emergenza a Manila, nelle Filippine, dopo che una bombola esplosa nella stiva aveva squarciato la fusoliera. Quattro giorni dopo un volo domestico tornò all’aeroporto di Adelaide dopo il decollo per la mancata chiusura del portellone del carrello
 
BROWN TENTA RIMONTA CON MINI-RIMPASTO
Active ImageIl primo ministro britannico Gordon Brown gioca la carta del rimpasto nel tentativo di rilanciare il suo governo e ridargli un minimo di popolarità e lo fa richiamando a Londra da Bruxelles uno dei fedelissimi del suo predecessore Tony Blair: Peter Mandelson. A quanto è trapelato, Mandelson lascerà la poltrona di commissario europeo al commercio per assumere quella di ministro di Sua Maestà per le attività produttive, una poltrona cruciale in una congiuntura di crisi economica crescente. Il ritorno del controverso Mandelson - eminenza grigia del governo Blair per molti anni - dovrebbe segnalare che è pace o almeno armistizio tra le due principali fazioni del New Labour: i 'Brownites' e i 'Blairites'. Secondo indiscrezioni della Bbc e di altri media del Regno Unito, Brown - al potere dal giugno del 2007 quando riuscì a fare le scarpe a Blair dopo annose manovre - ha deciso di spostare John Hutton dal ministero delle attività produttive a quello della Difesa. Goeff Hoon diventerà invece ministro dei Trasporti al posto di Ruth Kelly che ha deciso di dimettersi per occuparsi più da vicino dei suoi quattro figli. L'attuale ministro della Difesa des Browne sarà semplicemente estromesso dal governo. Proprio le dimissioni di Kelly hanno offerto a Brown il pretesto di procedere ad un mini-rimpasto in vista dell'imminente ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Dopo mesi di sondaggi sempre più disastrosi per lui e per il Labour, il primo ministro britannico ha riacquistato negli ultimi dieci giorni un po' di popolarità grazie al fatto che è considerato dalla gente in grado di affrontare la dirompente crisi finanziaria in corso. In caso di elezioni politiche per il rinnovo dei Comuni i sondaggi continuano però a dare per vincenti i conservatori capeggiati dal giovane e dinamico David Cameron. MANDELSON NON SI E' ANCORA DIMESSO, MA OGGI A LONDRA - La Commissione europea non ha confermato le indiscrezioni sulle dimissioni di Peter Mandelson da commissario al commercio estero, ma ha riferito che oggi Mandelson si trova a Londra. "Non commentiamo le indiscrezioni sui rimpasti dei governi degli Stati membri", ha detto la portavoce Amelia Torres. "Aspettiamo che il rimpasto sia annunciato". Ad una domanda se Mandelson abbia già presentato le proprie dimissioni al presidente della Commissione José Manuel Durao Barroso, la portavoce ha risposto: "No, a mia conoscenza". Ad una successiva domanda se Mandelson oggi si trovi a Londra per colloqui, Torres ha replicato: "Sì, credo sia a Londra". Secondo le regole comunitarie, "un commissario può dimettersi e rientrare nel proprio paese solo dopo la nomina del suo successore", ha spiegato la Torres.
 
USA: PERSI 159.000 POSTI, PEGGIO DEL PREVISTO
Gli Stati Uniti a settembre hanno perso 159.000 posti di lavoro, contro previsioni per 105.000 occupati in meno. Il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 6,1% come nelle previsioni. L'emorragia di posti di lavoro - scrive la Bloomberg - è la peggiore degli ultimi cinque anni, e si accompagna ad un incremento dei salari medi (+0,3% su mese) inferiore al previsto che fa presagire un impatto negativo sui consumi. Ad agosto gli occupati erano diminuiti di 73.000 unità, sempre secondo il dipartimento del Lavoro. Dopo il dato di oggi gli Usa, dall'inizio dell'anno, hanno perso 760.000 occupati. Nel 2007 erano stati creati 1,1 milioni di posti di lavoro in più. Il calo degli occupati ha toccato le fabbriche, che hanno perso 51.000 posti dopo i 56.000 di agosto, e il settore delle costruzioni (-35.000 posti dopo i -13.000 di agosto), ma anche la finanza (-17.000) e i servizi (incluse banche, assicurazioni, ristoranti e vendite al dettaglio), con -82.000 posti.
 
GEORGIA, OSSERVATORI UE ENTRANO IN ZONA CUSCINETTO
Active ImageE' iniziata oggi senza problemi la missione di peacekeeping dell'Unione Europea nell'Ossezia del Sud, e gli osservatori hanno dato il via alle operazioni di monitoraggio entrando per la prima volta nella zona cuscinetto controllata dalla Russia. A decidere lo schieramento dei più di 200 osservatori è stato l'accordo per il cessate-il-fuoco mediato dalla Francia, in virtù del quale entro 10 giorni la Russia dovrebbe ritirare i soldati da due zone cuscinetto in Georgia, occupate dopo la guerra lampo di agosto. In precedenza l'esercito russo e i funzionari europei avevano detto che non c'era ancora un pieno accordo sull'accesso alle zone. Oggi, però, almeno due pattuglie europee sono entrate nella zona cuscinetto da due diversi punti attraversando checkpoint russi. Un giornalista Reuters che viaggiava con una delle due pattuglie, guidata da osservatori civili francesi, è penetrato nella zona dal villaggio di Nabakhtevi, vicino a Gori. "Siamo nella zona cuscinetto", ha confermato uno degli osservatori. Dopo alcune discussioni con i soldati russi, una seconda pattuglia vi è entrata dal villaggio di Karaleti, una regione considerata la "prova del fuoco" per testare la disponibilità della Russia a permettere l'ingresso degli osservatori. La missione Ue spera di coordinare il ritiro russo "step-by-step" e il simultaneo ritorno della polizia georgiana nelle aree per evitare un vuoto di sicurezza di cui potrebbero approfittare milizie organizzate. La Russia ha avvisato che agli osservatori non sarà permesso entrare nell'Ossezia del Sud e in Abkhazia, regioni secessioniste riconosciute da Mosca e dal Nicaragua come stati indipendenti. Secondo il Cremlino, non c'è necessità che gli osservatori europei operino nelle due regioni, perché ci sono già le truppe russe a garantire la sicurezza. Mosca ha intenzione di schierare più di 7.000 soldati nelle regioni ribelli.
 
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