Dopo avere minacciato una sua coetanea connazionale ha tentato di violentarla sfondando la porta della sua abitazione. Ma la ragazza è riuscita a mettere in fuga il suo aggressore. Con l'accusa di violenza sessuale la Digos ha arrestato a Caltanissetta un marocchino di 17 anni. La vittima si è confidata con i genitori che l'hanno accompagnata in ospedale. Il giorno dopo la giovane marocchina è andata a scuola per sostenere l'esame di licenza media con ottimi risultati. Il collegio dei docenti ha quindi deciso di premiarla per il suo coraggio regalandole un telefono cellulare da usare, le hanno detto, se dovesse trovarsi ancora in difficoltà. Il giovane connazionale, che peraltro era già sotto sorveglianza da parte della Digos, adesso è nel centro di prima accoglienza per minori. "Questa vicenda è emersa grazie alla nostra costante collaborazione con l'ambiente scolastico - dice il dirigente della Digos, Alessandro Milazzo -, una sinergia che ha dato buoni risultati permettendo di apprendere e ricostruire la vicenda e di arrestare il giovane". "Da questa storia di violenza sessuale emerge la triste realtà - dice il capo della Procura dei minori, Caterina Chinnici - della devianza minorile nel territorio nisseno caratterizzata dalla mancanza di valori, del rispetto della dignità della persona". Il marocchino avrebbe detto alla ragazza che abita di fronte a lui nel minacciarla: "Lo Stato sono io, le leggi non mi fanno paura".
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I giudici della sezione misure di sorveglianza del tribunale di Caltanissetta hanno confiscato beni per un valore complessivo di 265 milioni di euro all'imprenditore Piero Di Vincenzo. Il collegio ha accolto in pieno la richiesta che era stata avanzata dal procuratore Sergio Lari che si era presentato in udienza lo scorso giugno a sostenere l'illecita provenienza dei beni dell'imprenditore. Di Vincenzo era stato assolto dal tribunale di Roma dall'accusa di associazione mafiosa, ma era stato sottoposto a sorveglianza speciale. Nel 2006 i beni erano stati sequestrati e adesso i giudici ne hanno disposto la confisca. Si tratta di uno dei più grossi provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria su confisca di beni. L'accusa lo scorso giugno ha prodotto al tribunale le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, l'analisi economica delle società che facevano capo Di Vincenzo e l'esame svolto sui bilanci da parte della Guardia di Finanza.
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Un ragazzo minorenne extracomunitario è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale, lesioni, porto di coltello minacce aggravate e continuate. Secondo l'accusa avrebbe cercato di abusare sessualmente di una ragazza connazionale, minorenne, studentessa, abitante a Caltanissetta nello stesso quartiere della Provvidenza.
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Il presidente Umberto Chieffo e l'associazione culturale Arteuropa non vanno in vacanza. Dopo le tappe di Bisaccia e Sant'Angelo dei Lombardi il circolo irpino raggiunge il comune di Greci dove partira' il prossimo 18 agosto la rassegna '' Greci in arte'' a cura di Iolanda Taurasi e Generoso Vella. L'inaugurazione è fissata per lunedi' alle ore 19.30 e sede dell'evento sarà la Palestra comunale. All'apertura interverranno il sindaco Bartolomeo Nicola Zoccano e alcune autorita' locali. La rassegna s'inserisce nell'ambito dei festeggiamenti patronali di San Bartolomeo apostolo. Un'iniziativa questa che riporta nel comune irpino un evento già collaudato in passato e che il primo cittadino ha fortemente voluto dopo il suo insediamento avvenuto lo scorso aprile. Un progetto destinato non solo agli abitanti di Greci e delle zone limitrofe ma che si preoccupa di avvicinare anche gli irpini residenti all'estero. Due le sezioni volute dagli organizzatori per distinguere l'operato degli espositori. Una intitolata '' Impressioni del territorio, i paesaggi dell'anima'' dedicata al paesaggio di Greci, ai profili storici e artistici del paese e una seconda dove ogni artista ha riportato sulla tela la propria arte e la propria personalità. Una manifestazione questa che ospita trenta artisti e le loro opere e che intende aprire un confronto fra i diversi interpreti dell'arte contemporanea. Fra gli artisti espositori si citano i pugliesi Michele Loconsole di BAri, Antonia Acri di Brindisi, Maria Teresa Di Nardo di Taranto, Gennaro Solferino di Brindisi, Lucia Basile di Taranto, gli irpini Enzo Angiuoni di Avellino, Iolanda Taurasi di Frigento ( Av), Augusto Ambrosone di Avellino, Nicola Guarino di Teora (Av),Liberato Norcia di Greci (Av) Giuseppe Amoroso De Respinis di S.Angelo dei L. ( Av) e dal resto d'Italia Gianni Mastrantonio di Latina, Roberto Di Giampaolo di Teramo, Guido Mariani di Ravenna, Michele Pelosi di Milano, Franco Spena di Caltanissetta, Lillo Giuliano di Caltanissetta, Giancarlo Caneva di Udine, Maria Teresa Cavallero di Albissola S. (Sv). La mostra è visitabile fino al 25 agosto. Ennesimo traguardo per l'associazione Arteuropa che quest'estate non ha smesso di lavorare e di puntare a rilanciare l'arte irpinia e la cultura contemporanea. Un associazione questa mese dopo mese si propone di non trascurare la propria storia e il lavoro fatto finora in provincia e fuori regione: quello di educare il pubblico all'arte e di creare sedi di dibattito fra artisti e pubblico.
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Sotto la collina di Sant'Anna, a Caltanissetta, si è aperto un altro fronte del fenomeno dei vulcanelli: una notevole fuoriuscita di gas che ha prodotto l'innalzamento del terreno. Altre nove famiglie, in tutto 34 persone, sono state sfollate da una palazzina di via Colonnello Eber. Alcuni sono stati mandati in albergo, altri hanno trovato ospitalità dai parenti. Nei giorni scorsi l'evento si era manifestato nella zona di Santa Barbara, quando erano state sfollate 24 famiglie (tra le quali 20 ieri hanno potuto fare ritorno a casa).
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Salteranno l'udienza preliminare e saranno processati con il rito abbreviato il prossimo 28 ottobre dal Tribunale per i minorenni di Catania i tre ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 17 anni accusati dell'omicidio di Lorena Cultraro, la studentessa di 14 anni, scomparsa da casa il 30 aprile scorso, il cui cadavere fu ritrovato il 13 maggio in un cisterna nelle campagne di Contrada Giummarra di Niscemi. I tre, D. D., G. G. ed A. A., che hanno ammesso il delitto, devono rispondere di omicidio premeditato ed occultamento di cadavere. Lorena fu picchiata e poi strangolata con il cavo di un'antenna della tv. Nella confessione i tre raccontarono di avere portato la vittima in un casolare vicino alla cisterna, di avere avuto rapporti sessuali con lei e di averla assassinata per paura che riferisse d'essere incinta. Lorena li aveva informati di aspettare un bimbo da uno di loro ed aveva minacciato di dirlo in giro. Una perizia ha però accertato che Lorena non era incinta.
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