Video Regione Sicilia

Ultimo aggiornamento: 15/12/2009 alle ore 16:06
CONTRADA, I LEGALI CHIEDONO UN NUOVO PROCESSO
Active ImageNessuna prova a carico dell'imputato, inattendibilità dei collaboratori di giustizia che parlano di fatti di "cui non sono a direttamente a conoscenza, ma soltanto per sentito dire" e una evidente analogia con altri due processi che si sono conclusi con altrettante assoluzioni: i casi del senatore Giulio Andreotti e del giudice Corrado Carnevale. Sono le linee guida della memoria difensiva depositata nella cancelleria della Corte d'appello di Catania dall' avvocato di Bruno Contrada che chiede la revisione della sentenza di condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa. Un'analoga richiesta è stata già rigettata, con decisione convalidata dalla Cassazione. L'avvocato Giuseppe Lipera ha presento il ricorso a Catania sostenendo che a Caltanissetta, dove la richiesta è stata già rigettata nel febbraio del 2008 con sentenza poi condivisa dalla Cassazione nell'ottobre dello stesso anno, è presidente della Corte d'appello il giudice Francesco Ingargiola, che ha presieduto il Tribunale di Palermo che condannò Contrada.
 
FURTI IN CENTRO COMMERCIALE, TRE ARRESTI E UN DENUNCIATO
Active ImageQuattro persone - tra cui tre ragazzi di 15, 16 e 17 anni - sono state arrestate e una denunciata dai carabinieri della compagnia di Paternò con l'accusa di aver sottratto merce dall'ipermercato Carrefour ospitato nel Centro commerciale 'Etnapolis' di Belpasso. Sono un artigiano di 40 anni di Santa Domenica Vittoria che, in compagnia della moglie e del figlio di tre anni, si sarebbe appropriato, nascondendola tra i vestiti, di merce per 220 euro. All'uomo sono stati concessi gli arresti domiciliari e la moglie é stata denunciata. I militari hanno anche arrestato tre studenti minorenni di Adrano, che si sarebbero appropriati di articoli di profumeria, vestiti e generi alimentari. I tre, accusati di furto aggravato in concorso, sono stati accompagnati in un centro di prima accoglienza.(ANSA).
 
ETNA: POLIZIA SOCCORRE SCIATRICE A QUOTA 2.300
Agenti di Polizia della Sezione del Soccorso Alpino in servizio nella stazione di Etna sud hanno soccorso sul vulcano a quota 2.300 mt., una sciatrice dilettante che, a causa della neve ghiacciata e del forte vento, si era infortunata. Scattato l'allarme, gli agenti sono riusciti, nonostante fitti banchi di nebbia, a raggiungere il luogo dell'incidente e a trasportare la ferita, immobilizzata in un toboga, al capolinea della funivia, dove la attendeva una ambulanza del 118.        (ANSA).
 
MAFIA SULLA FESTA DI SANT'AGATA, IL COMUNE PARTE CIVILE
Active ImageIl Comune di Catania si è costituito parte civile nel processo a sette presunti appartenenti alla famiglia Santapaola accusati di associazione mafiosa finalizzata a ottenere i giusti vantaggi nell'ambito di una indagine sulla gestione dei festeggiamenti in onore di Sant'Agata, patrona del capoluogo etneo. Imputati sono Nino Santapaola 47 anni, nipote del boss Benedetto; il figlio minore di quest'ultimo, Francesco, di 36 anni; Salvatore Copia di 38; quattro esponenti della famiglia Mangion, Enzo di 49 anni, Alfio di 36, Vincenzo di 32 e Agatino di 36. Di concorso esterno è accusato l'ex presidente del circolo S. Agata alla Collegiata, Pietro Diolosà. Il controllo della festa, secondo l'accusa, avveniva attraverso il Circolo, che gestisce le uscite e le fermate del busto reliquiario della Santa Patrona e delle Candelore, ceri di legno portati a spalla che vengono fatti 'annacarè (ballare) durante la processione. La Procura ritiene che la gestione della festa per fosse più importante sul fronte dell'affermazione del potere del clan che per il profitto generato dalle fermate davanti a certe bancarelle piuttosto che altre.
 
CONSULENTI PROVINCIA,INCHIESTA SU INCARICHI DATI DA LOMBARDO
Active ImageLa magistratura ha aperto un' inchiesta sugli incarichi assegnati dall'ex presidente della Provincia di Catania, Raffaele Lombardo, oggi governatore della Sicilia. Gli agenti della Guardia di finanza hanno acquisito tutti gli atti relativi alla raffica di nomine di dirigenti a contratto, di consulenti, di collaboratori, disposte da Lombardo nel periodo in cui ha guidato l'ente etneo, dal giugno del 2003 sino a febbraio del 2008, prima di dimettersi per candidarsi alla Regione. Ottantadue gli incarichi attribuiti in quel periodo, per un totale di due milioni 269 mila euro. Le indagini, affidate al pm Alessandra Chiavegatti, sono coordinate dal procuratore capo Vincenzo D'Agata. Si tratta, per il momento, racconta il quotidiano "Repubblica", dell'apertura di un fascicolo di "atti relativi" e non è stato emesso alcun avviso di garanzia. "E' un'indagine avviata dopo un esposto - dice oggi il procuratore - il sequestro degli atti è un atto dovuto". I magistrati stanno verificando se i membri dello staff o gli esperti prescelti fossero in possesso dei titoli richiesti e se la loro assunzione fosse motivata da esigenze d'organico. L'attività istruttoria, dicono in Procura a Catania con la pubblicazione sul sito web Il dito.it di un elenco di una lista di 220 atti.    (ANSA).
 
RACITI: CONSULENTE DIFESA, MORTO PER ASFISSIA E NON EMORRAGIA
Active ImageCausa della morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti non fu una emorragia determinata dalle lesioni al fegato ma una asfissia causata da un trauma toracico addominale, come quello che si verifica nel caso di un incidente stradale. A sostenerlo stamani, davanti ai giudici del tribunale per i minorenni di Catania, nell'aula bunker di Bicocca dove si celebra il processo per l'omicidio dell'agente di polizia, è stato il professor Carlo Torre, docente di medicina legale all'università di Torino, consulente della difesa di Antonino Speziale, accusato della morte del poliziotto, avvenuta il 2 febbraio 2007 durante il derby Catania-Palermo. Torre, che in passato si è anche occupato del delitto di Cogne, oggi in aula ha commentato le immagini dell'autopsia sul cadavere dell'agente di polizia effettuata da Giuseppe Ragazzi, medico legale e consulente tecnico di parte del pm, sostenendo come c'é stata "qualche leggerezza" nella sua esecuzione e definendo la "forzata" la ricostruzione. Torre ha anche sostenuto l'impossibilità che a provocare le lesioni riscontrate sul corpo di Raciti possa essere stato il sottolavello, come sostiene l'accusa. Anche Torre, come lunedì scorso aveva fatto Giuseppe Caruso, altro consulente della difesa, ha affermato che non è prospettabile che una persona con quelle lesioni alle costole abbia potuto resistere per un'ora e mezzo prima di accasciarsi al suolo. La prossima udienza è fissata per il 2 marzo. (ANSA).
 
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