Per contrastare questa tendenza il governo regionale sta perseguendo la strada del federalismo fiscale con un disegno di legge che introduce il credito di imposta per le imprese. Secondo uno studio preparatorio, con soli 280 milioni di interventi di agevolazione in questa direzione da qui al 2013, si otterrebbe un effetto moltiplicatore che porterebbe a 1.400 milioni l'incremento di investimenti fissi lordi. Ma note negative arrivano anche dal mercato del lavoro. Il tasso di occupazione e' al 44,6%, tra i piu' bassi del Paese e la lettura dei dati rivela come sia ripresa massiccia l'emigrazione dei siciliani: tra il 1999 e il 2007 si sono infatti registrati 224 mila disoccupati in meno ma gli occupati sono aumentati di 106.000 unita'. Se ne deduce che i 118.000 disoccupati mancanti all'appello sono finiti nei flussi migratori. Va un po' meglio sul fronte della spesa dei fondi europei. Nell'ultimazione di Agenda 2000 la Sicilia e' riuscita in un solo anno, nel 2007, a registrare pagamenti pari al 24,48% che sono la sommatoria di quanto si e' riusciti ad erogare dal 2000 al 2004. Ma l'erogato complessivo ammonta ancora al 76,21% pressocche' in linea con la media del Sud (76,21%) e lontano dall'85,91% del Molise. Bene nel primo trimestre 2008 anche l'export della Sicilia, aumentato del 16,9% con record nella province di Palermo (+102,5%) e di Enna (+115%). Sul versante del credito da segnalare che l'ISola e' la regione meridionale con i tassi di interesse piu' vantaggiosi: 8,71% a fronte del 9,85% del Sud. Continuano a cresce gli impieghi. In particolare a Catania (+10,2%) a Enna 8+10,5%) e Ragusa (+9,5%). "Una situazione complessivamente difficile -dice il presidente della Fondazione, Pietro Busetta- che richiede interventi strutturali molto consistenti. Il federalismo fiscale che vuole la Lega potrebbe acuire lo scontro e forse portare ad una rivisitazione di tutta la politica per il Sud".
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Una partita di calcetto nella casa-famiglia Arcobaleno di Assoro, nell'Ennese, è finita in rissa, con undici ospiti minorenni, tutti extracomunitari, denunciati dai carabinieri e un diciottenne somalo arrestato. I ragazzi (palestinesi, somali, tunisini e iracheni) erano ospitati da poco nella struttura, che ha aperto una decina di giorni fa ed ha una ventina di posti letto. Nella rissa, scoppiata per futili motivi, sono stati distrutti alcuni infissi dell'edificio.
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Il Piano di gestione della riserva speciale di Pergusa, così come quelli relativi alla diga Ogliastro ed al monte Chiappero, nei pressi di Agira, sono stati oggetto di discussione nel corso di una riunione, coordinata dall’assessore al Territorio ed Ambiente, Antonio Alessi, collaborato dai capi settori ingegnere Giuseppe Coalajanni e architetto Giuseppe Vitale, presenti i rappresentanti della Forestale e dell’Ente Autodromo, mentre assente il comune capoluogo, nonostante espressamente invitati. Per l’occasione erano presenti i titolari di società che si sono aggiudicata la realizzazione di questi piani, che hanno importanza perché rappresentano una tappa importante per la gestione di aree del territorio provinciale, che hanno rilevanza ambientale. L’assenza del comune capoluogo è stata penalizzante perché poteva essere l’occasione per parlare del piano di utilizzo delle aree attorno alla riserva speciale di Pergusa. Sono assenze queste ingiustificabili dato che si parla del territorio ennese. Per quanto riguarda il piano di gestione della riserva di Pergusa la società che si è aggiudicato il bando è un’associazione temporanea di imprese con sede in Roma. Il finanziamento per la realizzazione di questo piano di gestione arriverà dalla Comunità europea e quello che è importante è il fatto che non ci sono segnali ostativi per la funzionalità di circuito automobilistico e neanche per la realizzazione della via di fuga, che da quattro anni a questa parte è di ostacolo alla organizzazione di manifestazioni automobilistiche nazionali ed internazionali. Un piano di gestione della riserva che potrà sicuramente migliorare lo status della riserva speciale, dello stesso circuito automobilistico dove potrebbero realizzarsi anche delle barriere antirumore nel caso delle gare automobilistiche. Del Consorzio Autodromo di Pergusa erano presenti il direttore Antonio Cammarata ed il responsabile dell’ufficio tecnico Marco Crisafulli, i quali si sono resi conto che si può operare perché il circuito automobilistico possa avere degli interventi migliorativi e cercare di dare quegli imput che sono necessari a rendere il circuito automobilistico operativo non solo per le gare automobilistiche, ma anche per quelle di kart, di ciclismo, di atletica, rendendo così il circuito attivo. Continuare nel silenzio più completo significa andare a penalizzare quello che viene considerato il più grande impianto sportivo della Sicilia, ma che potrebbe essere superato da altri circuiti, visto che Palermo e Siracusa vanno avanti nel cercare di concretizzare i loro progetti. Non bisogna dimenticare che il circuito automobilistico è un fattore di sviluppo non solo per Pergusa, ma per tutto il territorio provinciale ed anche per l’intera regione. I piani di gestione del lago Ogliastro e quello di Monte Chiappero saranno elaborati da un’associazione temporanea di imprese che fa capo a Criteria di Cagliari.
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Tutti i presenti i sindaci dei comuni alla riunione, svoltasi lunedì pomeriggio, a sala Cerere, organizzata dal sindaco di Enna, Rino Agnello per discutere sulla costituzione dei consorzi di comuni per i problemi dei rifiuti. Infatti tutti i consigli comunali, entro il 5 agosto, dovrebbero costituire i consorzi che dovranno sostituire gli Ato Rifiuti in modo da dare direttamente ai comuni la gestione del servizio di raccolta dei rifiuti solidi e della raccolta differenziata. Un soggetto, che, secondo l’intendimento del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dovrebbe poter risolvere tutti i problemi legati ai rifiuti, anche se le difficoltà vanno a scaricarsi sui comuni con tutte le conseguenze del caso, nel senso che tutti rischiano di andare in dissesto finanziario. Lunedì pomeriggio i sindaci, escluso Piero Nocilla, sindaco di Valguarnera che ha dovuto allontanarsi perché impegnato nel consiglio comunale, hanno sottoscritto un documento dove sono evidenziate le tante perplessità che la costituzione del consorzio provinciale comporta e per questo motivo hanno sottolineato che è necessario costituire un tavolo tecnico, con la presenza dei responsabili del settore finanziario dei comuni per affrontare il problema nella sua generalità e complessità. Non convince, in molte parti, lo Statuto che i comuni dovrebbero approvare entro il 5 agosto, non convincono alcuni punti fondamentali nella costituzione del consorzio, per cui si vuole avere un confronto con l’Agenzia regionale dei rifiuti per poter discutere apertamente su questi punti in modo che il Consorzio, qualora dovesse essere costituito, abbia tutti i presupposti per una gestione migliore e più trasparente rispetto a quanto avvenuto in passato. Il problema di fondo, però, rimane ed è quello che gli utenti non pagano le bollette, al di là delle proteste sulla entità delle tariffe. Si possono fare tutti i consorzi che si vuole, ma il problema rimane ed è legato al pagamento del servizio, che è carico degli utenti. Si aspettano i cinque milioni e 300 mila euro che dovrebbero arrivare dalla Regione Sicilia per andare avanti per i prossimi quattro mesi e in questo lasso di tempo risolvere tanti problemi, a cominciare dalla stessa costituzione dei consorzi ed avere della situazione generale una visione più completa. La revoca della sospensiva ha portato all’emissione delle bollette relative al 2006 e 2007 da parte della Serit, mentre dall’emissione delle bollette del 2005, quelle che praticamente sono state approvate dai comuni, ci sono utenti che non hanno pagato per circa 6 milioni di euro. Intanto due sindaci, Pino Capizzi di Assoro e Gaetano Punzi di Regalbuto hanno comunicato che vogliono gestire il servizio loro. Il primo per problemi igienico-sanitari, che ad Assoro non ci sono mai stati, Gaetano Punxi ,invece, vorrebbe requisire i mezzi e gestire tutto come comune. Decisioni, che, in questo momento, lasciano molto perplessi anche perché situazioni che probabilmente non sono regolari. Il tentativo dei sindaci Assoro, Pino Capizzi, e di Regalbuto, Gaetano Punzi, di distaccarsi dall’Ato Rifiuti, perchè il servizio non funziona, e, quindi, che lo gestiscano in proprio, potrebbe sicuramente fallire, così come è fallito, quello del sindaco di San Cataldo, Giuseppe Di Forti, il quale voleva distaccarsi dall’Ato Rfiuti, ma i giudici del tribunale civile non glielo hanno consentito perché nessun sindaco può staccarsi dell’Ato e decidere di gestire il servizio in proprio. Ci vuole una legge regionale o nazionale per farlo. Pino Capizzi ha emesso addirittura un’ordinanza, mentre Gaetano Punzi, ha deciso, in una lettera inviata a tutti i sindaci, al presidente della Provincia, Giuseppe Monaco, al Procuratore della Repubblica, Calogero Ferrotti, alla Procura della Corte dei Conti ed alla deputazione regionale e nazionale della provincia, all’Ato Rifiuti, che “verranno revocati tutti gli atti di trasferimento in comodato d’uso dei beni”. In merito al Comune di San Cataldo il giudice del tribunale civile di Caltanissetta ha riconosciuto che dalla documentazione e dalle dichiarazioni assunte il servizio è stato materialmente gestito dalla società Ato in modo non conforme alle previsioni contrattuali e, per altro verso, che non sono stati osservati i criteri di efficienza ed economicità richiamati in contratto, ma ha sottolineato “l’obbligo di collaborazione imposto alle parti dal contratto e più in generale dal principio di buona fede contrattuale, cioè avete ragione ma dovete ugualmente stare assieme”. Il problema, che riguarda, i sindaci della provincia di Enna, che dalla istituzione dell’Ato Rifiuti, pur facendone parte, hanno assunto sempre un atteggiamento equivoco, poco chiaro, populistico con la conseguenza che la maggior parte degli utenti, tenuto conto della elevazione notevole delle tariffe, provocate anche dalla mancanza di intervento finanziario dei comuni, come avveniva, sin dal 2003, ha preferito protestare e non pagare, con la conseguenza di non avere i soldi per poter dare al servizio di raccolta quella disponibilità finanziaria per far funzionare la raccolta dei rifiuti e soprattutto quella differenziata, che avrebbe potuto consentire sostanzialmente la diminuzione delle tariffe, ed evitare che potessero succedere proteste, critiche, scioperi e mancanza di fondi per proseguire in un servizio efficiente.
VIVI ENNA
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Ieri mattina nel capoluogo ennese l’acqua è stata erogata dai tecnici di EnnaAcqua solo sino alle 10,30 perché dalla diga di Ancipa sono arrivati appena 45 litri di acqua al secondo, quantità questa insufficiente ad alimentare Enna, mentre da pozzi di contrada Bannata, Bannatella e Furma c’è stata la disponibilità di soli 10 litri di acqua al secondo.Quindi appena 55 litri di acqua al secondo, che hanno consentito di erogare acqua soltanto per poco ore in tutti i quartieri della città, e ci sono stati quartieri dove l’acqua non aveva la necessaria pressione per arrivare ai piani alti. Una crisi idrica che si fa sentire non solo ad Enna, ma anche in altri comuni della provincia, a cominciare da Nicosia dove l’acqua arriva ogni tre giorni. Rispetto a qualche giorno, quando dalla diga Ancipa uscivano 660 litri di acqua al secondo, la dotazione generale è diminuita notevolmente perché l’acqua si sta avvicinando a grandi passi alla quota minima di cinque milioni di metri cubi, che è il limite per dire che si entra in piena crisi. Le precipitazioni atmosferiche mancano da almeno due mesi, il consumo giornaliero è di 46 mila metri cubi. La diga Ancipa alimenta non solo i comuni della provincia, ma anche Caltanissetta, Mazzarino e Riesi, Raddusa in provincia di Catania, Capizzi in provincia di Messina, Alimena in provincia di Palermo ed in questo momento di scarse precipitazioni, uscire con 660 litri al secondo sembra essere penalizzante per il futuro, perché ancora c’è da affrontare il mese di agosto dove in consumi sono elevati. Nel corso di questa settimana SiciliaAcqua, che è la società che distribuisce l’acqua della diga Ancipa ha modificato il piano di erogazione, riducendone l’entità ad ogni comune ed in questo contesto ci sono i maggiori comuni della provincia, capoluogo compreso, che hanno subito una riduzione di circa il 30 per cento, quantità ovviamente insufficiente per alimentare idricamente le popolazioni interessate. Ieri mattina erano molte le famiglie ennesi, che lamentavano l’assenza di acqua e soltanto coloro i quali hanno dei serbatoi non si sono accorti dell’assenza di acqua nei quartieri alti della città. Questa mattina i tecnici di AcquaEnna faranno i dovuti controlli delle vasche di raccolta che si trovano sotto il Castello di Lombardi ed in base all’acqua raccolta durante la notte, stabiliranno le ore di erogazione in tutti i quartieri della città.
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