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Continua la protesta dei netturbini |
Sono scesi dalla Rocca di Cerere i 20 operai di Sicilia Ambiente, società che gestisce per conto dell'Ato la raccolta di rifiuti a Enna. Gli operatori ecologici minacciavano di gettarsi se non fossero state pagate le tre mensilità arretrate. Gli operai, che ieri erano saliti sul tetto del Comune, hanno deciso di interrompere la protesta dopo che il presidente dell'Ato ha assicurato che entro venerdì prossimo, gli stipendi arretrati degli operai in servizio ad Enna, saranno pagati. Non si sa, invece, cosa l'ente voglia fare con gli operai degli altri comuni, anche loro in arretrato di tre mensilità. Ci sono stati momenti di tensione sull'alta Rocca quando gli operai, esasperati hanno tentato di scavalcare l'inferriata. Stamani si è svolto il vertice in prefettura, cui hanno partecipato il prefetto Elda Floreno, i sindaci dei comuni della provincia e i presidenti di Ato e Sicilia Ambiente, si è concluso con l'impegno da parte della Provincia a concedere un prestito per far fronte all"emergenza. L'Ato ha accumulato un debito per oltre 60 milioni di euro e 475 operai alle dipendenze molti dei quali assunti con contratti part time. Su queste assunzioni, fatte per chiamata diretta e senza alcun concorso, la procura ha iscritto nel registro degli indagati, con l'accusa di abuso di ufficio, Serafino Cocuzza, di Leonforte ex presidente dell'Ato Rifiuti e attuale direttore dell'Ato Idrico di Enna e altri 6 componenti dell'ex consiglio di amministrazione. L'ipotesi della Procura a carico di sette ex componenti del Cda dell'Ato rifiuti è di avere creato un sistema clientelare assumendo di fatto, in violazione alle norme che regolano i contratti di lavoro negli enti pubblici, almeno 101 persone. Il procuratore capo Calogero Ferretti, lo scorso mese di marzo, ha depositato l'avviso di conclusione delle indagini sull'inchiesta avviata oltre 3 anni fa. Intanto domani i 64 operatori ecologici torneranno a ripulire le strade del capoluogo invase dalla spazzatura.
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