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CHAMPIONS, IL CHELSEA PIEGA LA JUVE |
La Juventus esce dal temutissimo Stamford Bridge con un solo gol al passivo e puo' tentare al ritorno una impresa non facile, ma nemmeno cosi' impossibile. E' stato il redivivo Drogba a condannare i bianconeri con una fulminea giravolta dopo soli dodici minuti. A quel punto, la Juve fragile in tutti i reparti e sovrastata anche nel ritmo e nella fisicita' dell'avversario, aveva fatto temere il peggio. Invece si e' ripresa, ha di nuovo barcollato, ha rischiato di subire il raddoppio su un rigore di Chellini su Drogba non concesso dall'arbitro, ma ha anche creato gioco ed occasioni e ha fatto ancora tremare i blues nel finale. Puo' ringraziare che nemmeno gli uomini di Hiddink erano al meglio, con Lampard sottotono e il solito Ballack impalpabile, Anelka a corrente alternata. Ma Kalou sulla destra e' stato imprendibile ed e' lui la chiave della vittoria, cosi' come quella della sconfitta bianconera sta nella troppo debole opposizione di Tiago e Camoranesi ai centrocampisti avversari, che ha costretto la difesa a qualche affanno di troppo. Amauri e' stato la delusione della serata, anche se si e' battuto, come Nedved e Del Piero, ben poco ispirati. L'inizio e' da incubo per la squadra di Ranieri, perche' il Chelsea parte subito a ritmo alto e dopo otto minuti e' gia' brivido per Buffon, che vede spuntare davanti a lui in tuffo Drogba: per sua fortuna la palla e' fuori. Ma dopo quattro minuti l'ivoriano pescato da Cole che infila il corridoio giusto batte Buffon, con la complicita' di Legrottaglie in ritardo e Tiago poco reattivo. La Juve e' in difficolta' ma rialza la testa con una fiammata di orgoglio: Tiago scarica su Del Piero al 21', tiro pronto e Cech si salva in angolo con una grande parata. Sul tiro dalla bandierina, Legrottaglie corregge e Chiellini non arriva in scivolata a un metro dalla linea bianca. Un po' di Juve nel finale di tempo, ma c'e' tanta approssimazione e il ritmo e' sempre da slow rispetto a quello avversario. Trema ancora la Juve alla mezzora, con Drogba servito da Bosingwa che martella di testa fuori di un soffio. Nella ripresa il Chelsea reclama un rigore piuttosto evidente di Chiellini su Drogba (spesso incontenibile l'ivoriano) e la stessa cosa fa Amauri due minuti dopo, ma non c'era nulla nell'uscita di Cech. Nel finale la Juve sbaglia qualche appoggio di troppo e rischia di dare spazio al contropiede inglese. Ma finisce cosi', con un passivo che alla vigilia ben pochi avrebbero buttato via. Anche stasera non e' mancato l'infortunio di giornata: Camoranesi e' uscito a inizio ripresa per una botta a un ginocchio.A Torino servira' un'altra Juve, non quella dei ritmi bassi di Tiago, per superare il turno. Un Chelsea cosi' convalescente non concedera' una seconda replica e Ranieri lo sa bene. Su tutti, Sissoko e Mellberg, un po' poco per reggere l'urto degli uomini di Hiddink. Tra i blues, Drogba fa reparto da solo e la difesa e' insuperabile di testa, anche se non sempre ha dato l'impressione di solidita'. Ancora sbavature a centrocampo, ma con una forma migliore alcuni uomini chiave potrebbero diventare determinanti cosi' come lo e' stato questa sera Kalou.Una buona prestazione che non consola Claudio Ranieri per la sconfitta contro il Chelsea: ritorno amaro allo Stamford Bridge per il tecnico bianconero, che ringrazia il popolo dei Blues per l'accoglienza ricevuta. ''Avrei preferito giocare meno bene ma fare almeno un gol - le parole di Ranieri -. Nello spogliatoio i ragazzi erano contentI, ho parlato con Buffon e mi diceva che in tanti anni non avevano mai giocato cosi' bene in Inghilterra. Ma io non sono alrettanto soddisfatto''. Ranieri ha proposto una Juventus di lotta e di governo. Che ha subito senza soccombere nel primo tempo, limitandosi al contenimento, per poi uscire nella ripresa, comandando per lunghi tratti la partita. Unico limite, aver concluso troppo poco verso la porta di Petr Cech. ''Non capisco il black-out iniziale, ne avevamo parlato anche prima della partita - ha aggiunto il tecnico bianconero -. Sappiamo che il Chelsea gioca meglio in trasferta e proprio per questo avevamo impostato una partita per segnare almeno un gol. Purtroppo non ci siamo riusciti''. Terza vittoria quindi per Guus Hiddink, che sembra aver dato un brusco scossone alla stagione del Chelsea. Prima il successo (con sorpasso in classifica) ai danni dell'Aston Villa in Premiership, e conseguente avvicinamento al secondo posto del Liverpool (-3 punti). Ora c'e' la vittoria - di misura ma ugualmente pesante in vista del ritorno tra due settimane a Torino - sulla Juventus. Nuove prospettive per John Terry e compagni che sembrano rigenerati. ''Resta una sfida aperta - ha assicurato il tecnico olandese dei 'Blues' -. Noi abbiamo un piccolo vantaggio, ma a Torino non andremo per difenderci. La Juventus e' una squadra molto equilibrata ma noi dobbiamo giocare la nostra partita e cercare di segnare almeno un gol''. Pur senza entusiasmare, e subendo la manovra bianconera per tutta la ripresa, il Chelsea ha concesso pochissimo in difesa. Giusto un diagonale di Alessandro Del Piero nel primo tempo, e una conclusione dalla distanza di Pavel Nedved nei minuti di recupero. Episodi sporadici che evidenziano la ritrovata solidita' difensiva dei Blues.Onesta l'analisi dell'olandese al triplice fischio finale. ''Sono soddisfatto ma non pienamente - le prime parole di Hiddink -. E' una vittoria di misura importante ma la prestazione non mi ha convinto del tutto. Siamo partiti molto bene, ma dopo il gol ci siamo seduti eccessivamente. Loro sono bravi a giocare tra le linee e noi glielo abbiamo permesso. Nel secondo tempo abbiamo avuto solo qualche occasione, la Juventus ha dominato anche se non ha mai creato vere e proprie occasioni da rete''.
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