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CONTRADA, I LEGALI CHIEDONO UN NUOVO PROCESSO |
Nessuna prova a carico dell'imputato, inattendibilità dei collaboratori di giustizia che parlano di fatti di "cui non sono a direttamente a conoscenza, ma soltanto per sentito dire" e una evidente analogia con altri due processi che si sono conclusi con altrettante assoluzioni: i casi del senatore Giulio Andreotti e del giudice Corrado Carnevale. Sono le linee guida della memoria difensiva depositata nella cancelleria della Corte d'appello di Catania dall' avvocato di Bruno Contrada che chiede la revisione della sentenza di condanna a 10 anni di reclusione per concorso esterno all'associazione mafiosa. Un'analoga richiesta è stata già rigettata, con decisione convalidata dalla Cassazione. L'avvocato Giuseppe Lipera ha presento il ricorso a Catania sostenendo che a Caltanissetta, dove la richiesta è stata già rigettata nel febbraio del 2008 con sentenza poi condivisa dalla Cassazione nell'ottobre dello stesso anno, è presidente della Corte d'appello il giudice Francesco Ingargiola, che ha presieduto il Tribunale di Palermo che condannò Contrada.
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