Video Regione Sicilia

Ultimo aggiornamento: 15/06/2010 alle ore 11:37
CdA SICILIAMBIENTE, UN ALTRO RINVIO
Active ImageCom’era prevedibile la riunione dei sindaci per la designazione del consiglio di amministrazione di SiciliaAmbiente, la società che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani, dopo le dimissioni del professor Agozzino (presidente) e di Cortese e Di Leonforte (componenti), ieri mattina non si è fatta per la mancanza del numero legale. Con ritardo si sono presentati alcuni sindaci (Buscemi, Matarazzo, Ferrigno, Capizzi, Prinzi), presenti i commissari liquidatori dell’Ato Rifiuti con il presidente della Provincia, Pippo Monaco, mentre nella segreteria del deputato regionale, Elio Galvagno, si sono riuniti i sindaci di appartenenza al centro sinistra per discutere sulle strategie da utilizzare questa mattina nella designazione dei tre componenti del consiglio di amministrazione, secondo indiscrezioni pare che tutti sono decisi a nominare tre dirigenti non tecnici e dagli incontri che si sono avuti tra il segretario provinciale del PD, Giuseppe Arena, e il coordinatore del PdL, Dante Ferrari, ci sono due proposte che andranno ad essere valutate: la prima vedrebbe la nomina del presidente da parte del centrosinistra e due consiglieri da parte del centrodestra, oppure il contrario. Non bisogna dimenticare che si vota per azioni e non per singola rappresentanza per cui un accordo tra le parti è importante se si vuole proseguire con una certa tranquillità. Sulle due ipotesi fatte il centrodestra non ha dato alcuna risposta per cui questa mattina (inizio probabile ore 10) ci saranno i soliti lavori di corridoio prima di iniziare la seduta e trovare una soluzione al problema. I sindaci, ancora una volta, debbono capire che i ritardi accumulati per la elaborazione dei piani economici e l’approvazione da parte dei consigli comunali stanno penalizzando la situazione della raccolta dei rifiuti, significando che i passi importanti da fare sono due: approvare le tariffe, qualunque esse siano, e poi spingere gli utenti a pagare le relative bollette, senza ulteriori ritardi, perché proprio dal pagamento delle bollette possono arrivare i soldi che permetteranno di pagare tutti i dipendenti, amministrativi, sorveglianti di cantieri e lavoratori di igiene ambientale ed evitare che l’emergenza rifiuti possa diventare pericolosa a livello di situazione igienico-sanitaria a meno che i sindaci non decidano di pagare i costi del servizio con soldi prelevati dalle casse comunali. Qualcosa diversa da queste due soluzioni non è altro che un contenitore vuoto, significa continuare a non voler risolvere il problema, che è importante. Significa continuare ad allontanarlo ancora come è avvenuto in questi mesi.
 

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