Attualità
Addio a Pippo Baudo, il saluto dei cittadini
Il vuoto lasciato da Pippo Baudo, scomparso a 89 anni, è marcato soprattutto dal ricordo commosso del pubblico, che conserva l’immagine del conduttore come emblema di eleganza, cultura popolare e intrattenimento raffinato
La morte di Pippo Baudo, avvenuta sabato scorso a 89 anni, ha segnato la fine di un’epoca televisiva: il volto familiare per generazioni, tra i più celebri conduttori del piccolo schermo, si è spento serenamente al Campus Biomedico di Roma . Icona assoluta della Rai e del varietà, ha lasciato un’impronta indelebile nella memoria collettiva. Ha condotto tredici edizioni del Festival di Sanremo, detentore del record, e trasmissioni entrate nella storia come Canzonissima, Domenica In, Fantastico, Settevoci. Con lui non scompare soltanto un conduttore, ma il custode di un patrimonio culturale e televisivo che ha accompagnato la crescita del Paese. Per questo abbiamo chiesto ai cittadini quale sia il loro ricordo più vivo e cosa resti oggi di quell’eredità.
Molti ricordano la sua voce calda e rassicurante, capace di mettere a proprio agio ospiti e pubblico. C’è chi lo rievoca sul palco di Sanremo e chi lo rivede nelle domeniche italiane, quando la sua presenza era un appuntamento fisso, quasi familiare. Per molti, Pippo Baudo non era solo un presentatore, ma una sorta di “garante” della televisione italiana: elegante, serio, rispettoso.
Alla domanda sugli eredi, i cittadini si dividono. Alcuni fanno i nomi di Amadeus o Carlo Conti, eredi “tecnici” nella conduzione di Sanremo. Altri guardano con simpatia alla crescita di Stefano De Martino, giovane conduttore che sta dimostrando talento e misura, raccogliendo l’affetto del pubblico e le sfide del prime time. Ma in tanti sottolineano che nessuno, oggi, possiede lo stesso carisma e la stessa capacità di tenere insieme generazioni diverse. «Era unico. Oggi i conduttori sono tanti, ma non c’è più un Pippo Baudo».
La sua assenza, negli ultimi anni, è stata percepita come la fine di una televisione diversa: più lenta, più curata, meno urlata. E molti concordano: «Oggi la televisione fa rumore, ma non lascia il segno. Pippo, invece, riusciva a farci sognare».
Il ricordo di Pippo Baudo restituisce un ritratto collettivo che va oltre l’uomo e il conduttore: quello di una televisione capace di unire, insegnare, divertire con grazia. Una televisione che oggi non c’è più, ma che resta nella memoria di chi l’ha vissuta. Con la sua scomparsa, l’Italia non saluta solo un grande protagonista dello spettacolo, ma anche un pezzo della propria storia culturale.