Attualità
Addiopizzo contro il racket: “Anche alla Noce si può fare”
Manifesto di speranza nel quartiere Noce a Palermo. L'associazione Addiopizzo esorta a ribellarsi, rinnovando la storica campagna contro le estorsioni
A pochi giorni dall’anniversario dell’uccisione di Libero Grassi, il comitato Addiopizzo ha lanciato una nuova campagna nel quartiere Noce di Palermo, tappezzando le strade con manifesti che recitano: “Anche alla Noce si può fare: denuncia collettiva”. L’iniziativa arriva in un momento di crescente allarme per le estorsioni e le rapine che hanno colpito la zona, con l’obiettivo di infondere coraggio e ribadire che la ribellione contro il racket non solo è possibile, ma necessaria.
Addiopizzo, che da oltre vent’anni combatte il pizzo con la sua campagna “storica”, ha scelto di tornare tra le strade di Noce e Malaspina per sostenere e offrire il proprio aiuto a commercianti e imprenditori che vivono sotto la minaccia delle estorsioni.
“La storia degli ultimi due decenni ci dice che anche in contesti così complessi possono germogliare segnali di riscatto”, ha affermato l’associazione, sottolineando il proprio impegno a fianco di chiunque decida di denunciare come ha fatto Giuseppe Piraino, imprenditore palermitano
L’iniziativa ha ricevuto il pieno sostegno della Cisl di Palermo e Trapani. La segretaria generale Federica Badami ha elogiato il gesto di Addiopizzo, definendolo “fondamentale” per mantenere viva la memoria di chi, come Libero Grassi, ha avuto il coraggio di dire no.
“Palermo ha bisogno oggi più che mai di rinnovare quell’impegno quotidiano contro la mafia anche attraverso la denuncia”, ha dichiarato Badami, sottolineando la necessità di unire le forze tra parti sociali, imprenditori e associazioni per rafforzare l’azione antimafia.
Ha inoltre esortato lo Stato a far sentire maggiormente la propria presenza per contrastare il senso di impotenza e insicurezza che dilaga tra i cittadini, invitando tutti a diffondere la cultura della legalità per “vincere per sempre la battaglia contro il pizzo”.