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Guardie mediche: dal 1° settembre organico al completo in tutta la provincia
L'ASP di Ragusa ha annunciato che a partire dal 1° settembre, tutte le sedi delle Guardie Mediche nella provincia di Ragusa avranno organici completi per la prima volta dopo molti anni. La maggior parte dei nuovi assunti sono giovani medici.
Per la prima volta dopo molti anni, tutte le Guardie mediche del territorio dell’ASP di Ragusa disporranno di organici al completo. L’unità Operativa complessa di Assistenza sanitaria e specialistica di base, diretta dalla dott.ssa Carmela La Terra, ha conferito 25 nuovi incarichi di continuità assistenziale a far data dal 1° settembre. Un risultato particolarmente significativo riguarderà il presidio di Vittoria, che potrà contare sull’innesto di tre nuovi dirigenti medici (due con incarico di 24 ore settimanali e uno con 12 ore), per un totale di cinque unità, così da garantire la copertura di tutti i turni.
È l’esito di un percorso avviato nei mesi scorsi: già ad agosto erano stati predisposti interventi mirati per assicurare la continuità assistenziale nelle zone più critiche, come Scoglitti, Pozzallo e Ispica, in attesa del pieno potenziamento raggiunto oggi.
“Dal 1° settembre riusciremo a coprire integralmente il fabbisogno delle Guardie mediche: un traguardo di grande importanza – dichiara il Direttore Generale dell’ASP, Giuseppe Drago -. È il frutto di un lavoro costante e di uno sforzo condiviso che ha visto impegnata l’intera struttura aziendale. Garantire la continuità assistenziale, soprattutto in un momento storico caratterizzato dalla carenza di professionisti in tutta Italia, era una delle nostre priorità, anche per ridurre l’intasamento dei Pronto soccorso”.
“Desidero sottolineare – conclude Drago – che la maggior parte dei nuovi ingressi riguarderà giovani medici, dotati di entusiasmo e spirito di abnegazione: un segnale incoraggiante che rafforzerà la prospettiva di una sanità sempre più vicina ai cittadini e che troverà ulteriore consolidamento con l’attivazione delle Case e degli Ospedali di comunità”.