Attualità

20 anni dopo la cattura di Bernardo Provenzano

Nel covo venne trovata una quantità incredibile di pizzini

di Emiliano Di Rosa -

Una latitanza lunghissima, lunga 43 anni, una spietatezza e una abilità criminale che in pochissimi, nella storia della vecchia mafia siciliana, hanno avuto: questo era Bernardo Provenzano, detto “Binnu u tratturi” cioè il trattore per la violenza con cui faceva fuori i suoi nemici. Venne arrestato esattamente 20 anni fa, l’11 aprile 2006. Marzia Sabella, la magistrata che lavorava nel pool che coordinava le indagini sulla cattura del padrino di Corleone, ricorda bene ogni dettaglio e dice all’ANSA “quel giorno facemmo la storia”. Poi aggiunge: “in virtù del tempo passato posso dire che nessun capomafia è riuscito a prendere il posto di Provenzano.

Neppure Messina Denaro, certamente un boss di prima grandezza, ma la cui ‘area di influenza’ era limitata al trapanese”. Nel covo venne trovata una quantità incredibile di pizzini e proprio grazie all’enorme mole di materiale individuato dagli investigatori da quel giorno partirono una serie di nuove indagini che portarono a centinaia di arresti e a colpire Cosa nostra al cuore”. La dottoressa Sabella, Michele Prestipino e l’aggiunto che allora coordinava le indagini, Giuseppe Pignatone, lavorarono in assoluta segretezza. Su come Provenzano fosse riuscito a non farsi catturare per quasi mezzo secolo invece restano ancora tante ombre …