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41 anni fa l’attentato al giudice Rocco Chinnici

Il 29 luglio del 1983 a Palermo furono uccisi, per mano della mafia, il giudice Rocco Chinnici, i carabinieri Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta, insieme a Stefano Li Sacchi, portiere del palazzo di via Pipitone Federico

di Redazione -

Alle 8.05 del mattino del 29 luglio 1983, una Fiat 126 verde imbottita con 75 chili di tritolo esplose in via Pipitone Federico a Palermo. La deflagrazione provocò la morte del giudice Rocco Chinnici, del maresciallo Mario Trapassi, dell’appuntato Salvatore Bartolotta e del portiere Stefano Li Sacchi. Il giudice stava per salire sulla sua auto blindata quando il boss di Resuttana, Antonino Madonia, azionò il telecomando che causò la devastante esplosione.

“Onorare la sua memoria e quella di tutte le vittime di mafia significa rendere un doveroso tributo al coraggio di chi non ha avuto esitazioni nel sacrificare quanto di più prezioso per combattere ogni forma di violenza e prevaricazione”, ha dichiarato il Ministro dell’interno, Matteo Piantedosi. Chinnici fu un magistrato eccezionale, il cui impegno nella lotta alla mafia resta un simbolo per tutta la Nazione ed un esempio per le future generazioni”. Lo ha scritto su Facebook il presidente del Senato, Ignazio La Russa.