Attualità

Istituzioni e Cisl a confronto sulla sanità

Al Palazzo della Regione, istituzioni, sindaci e vertici sanitari hanno fatto il punto sul “Sistema Salute” del PNRR

di floriana garofalo -

La riorganizzazione della sanità territoriale in Sicilia è stata al centro della tavola rotonda che si è svolta questa mattina al Palazzo della Regione di Catania. L’incontro, promosso dalla CISL etnea, ha visto la partecipazione di istituzioni locali, rappresentanti del governo regionale, vertici dell’ASP e numerosi sindaci del territorio, tutti chiamati a confrontarsi sullo stato di attuazione del “Sistema Salute” previsto dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

L’appuntamento si inserisce all’interno della Missione 6 del PNRR, che punta a trasformare l’assistenza sanitaria attraverso un modello basato sulla prossimità, la presa in carico e l’innovazione. In provincia di Catania, il piano prevede, tra le altre cose, la realizzazione di 29 Case della Comunità: 25 di queste saranno operative entro il 31 dicembre 2025, mentre il completamento dell’intera rete è previsto entro giugno 2026. Si tratta di strutture che andranno ad affiancare l’attuale modello ospedaliero, offrendo un’assistenza capillare, soprattutto per pazienti cronici e fragili.

Nel corso del dibattito è emersa l’importanza di superare le criticità che ancora rallentano l’efficienza del sistema: in particolare, il nodo delle liste d’attesa e la difficoltà di accesso ai servizi per i cittadini più vulnerabili. Il nuovo modello, ispirato alla riforma dell’assistenza territoriale, mira a costruire una rete di servizi diffusa e integrata, che non aspetti il paziente, ma sia in grado di governare i bisogni, ha sottolineato Daniela Faraoni, assessore alla Salute della Regione Siciliana.

La riforma, sostenuta dai fondi europei del PNRR, rappresenta un’opportunità storica per la Sicilia, ma richiede uno sforzo straordinario da parte di tutti gli attori coinvolti. Le ASP sono chiamate a rivedere profondamente i propri modelli organizzativi, investendo in risorse umane, tecnologia e competenze digitali. La tavola rotonda ha rappresentato anche un momento di dialogo politico e istituzionale tra Regione, Comuni e rappresentanze sindacali, con l’obiettivo di garantire che il percorso di riforma proceda nei tempi previsti, senza lasciare indietro nessun territorio.