Notizie

Fatti di sangue a Scicli, novità su omicidio e ferimento

Convalidato il fermo del presunto assassino di Fadhel Ferjani, accoltellato a morte da un connazionale mercoledì scorso; per quanto riguarda il ferimento del pastore sciclitano a Fondo Oliva, gli investigatori hanno trovato due fucili. Potrebbe essere uno di questi due l'arma che ha sparato.

di Chiara Scucces -

Resta in carcere il tunisino di 30 anni accusato di avere aggredito e accoltellato un connazionale di 36 anni, Fadhel Ferjani, morto il 20 agosto scorso nelle campagne di Cava d’Aliga, nel Ragusano. L’uomo era stato fermato dai carabinieri. Secondo la perizia medico legale, la vittima sarebbe stato colpita con un coltello da cucina con una lama di 25 centimetri perforandogli il polmone; il movente del delitto sarebbe da ricondurre a dissidi personali nati per futili motivi. Il gip di Ragusa, Eleonora Schininà, ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Santo Fornasier e ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Erano stati i Carabinieri a stringere il cerchio attorno all’aggressore, nell’arco di mezza giornata. Il presunto assassino avrebbe colpito, secondo la ricostruzione della dinamica dell’omicidio, il connazionale con un coltello che aveva raggiunto il polmone sinistro della vittima e che poi è stato trovato in mezzo alle sterpaglie a trecento metri dal luogo del delitto. Quando è stato soccorso il 36enne è stato trovato in una pozza di sangue. Il decesso è stato constatato dal medico legale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Santoro. Il sostituto procuratore Santo Fornasier, in base alle risultanze delle indagini dei carabinieri, aveva avanzato al Gip la richiesta della custodia cautelare per l’omicidio, aggravato da futili motivi, dopo che i militari dell’Arma lo aveva interrogato per diverse ore e raccolto elementi di presunta colpevolezza a suo carico. La magistratura ha disposto l’esame autoptico che sarà eseguito presso l’obitorio dell’ospedale Maggiore-Nino Baglieri di Modica su incarico della Procura. Per quanto riguarda, invece, l’altro grave fatto che ha macchiato di sangue Scicli, e cioè il ferimento del pastore 45enne colpito all’addome venerdì scorso nella zona di Fondo Oliva, si sarebbe appurato che a sparare sia stato un fucile. I carabinieri, che conducono le indagini coordinate dal sostituto procuratore Santo Fornasier, avrebbero trovato tracce di due fucili. Ma il mistero rimane fitto attorno al ferimento dell’uomo in una zona molto vasta e poco frequentata e utilizzata anche come zona di caccia. Lì non ci sono molte abitazioni e la vegetazione è fitta e spesso molti in quelle zone ci vanno a caccia di cinghiali che guadagnano la strada verso il corso del fiume Irminio. Sulla dinamica vige il massimo riserbo dei carabinieri.  La vittima si trova ricoverato all’ospedale “Nino Baglieri” di Modica. È stato sottoposto ad intervento chirurgico; a breve potrebbe essere trasferito in un ospedale catanese per la ricostruzione di un organo colpito dallo sparo.