Palermo

Omicidio Taormina, indagato un amico di Maranzano: avrebbe ricevuto i gioielli per farlo fuggire

Il video e il ruolo dell’amico dello Zen

di Sergio Randazzo -

Nuovi sviluppi nelle indagini sull’omicidio di Paolo Taormina, il giovane gestore di un pub del centro di Palermo, ucciso con un colpo di pistola alla nuca la notte dell’11 ottobre. Nel video che ha immortalato la scena del delitto, si vede la vittima mentre picchia un ragazzo che poi si allontana poco prima della sparatoria.

Il video e il ruolo dell’amico dello Zen

Secondo la ricostruzione degli investigatori, proprio a quel ragazzo — Vincenzo Viviano, residente anche lui allo ZenGaetano Maranzano, l’assassino reo confesso, avrebbe consegnato i gioielli che indossava al momento del delitto per evitare di essere riconosciuto durante la fuga. Oggi Viviano è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di false informazioni al pubblico ministero. Si tratta del quinto amico di Maranzano accusato di aver mentito ai magistrati nel tentativo di depistare le indagini o coprire la fuga del 28enne.

Gli investigatori: la rissa poteva essere una messinscena

I carabinieri, coordinati dalla Procura di Palermo, stanno cercando di ricostruire con precisione i minuti che hanno preceduto l’omicidio. Dalle prime ipotesi, la rissa scoppiata in piazza Spinuzza — che Taormina avrebbe cercato di sedare prima di essere colpito — potrebbe non essere stata casuale. Gli inquirenti ipotizzano che possa essere stata una messinscena organizzata per far uscire la vittima dal pub e tendergli un agguato. Un sospetto che, se confermato, aggraverebbe ulteriormente la posizione di chi quella notte si trovava insieme a Maranzano.