Palermo

Cuffaro si è dimesso

Non è più segretario della DC

di Emiliano Di Rosa -

“Questa mattina ho rassegnato, nelle mani del presidente del partito, Renato Grassi, e del segretario organizzativo nazionale, Pippo Enea, le mie dimissioni da segretario nazionale della Democrazia cristiana”. Lo scrive in una nota Totò Cuffaro, indagato per corruzione dalla procura di Palermo che ne ha chiesto gli arresti domiciliari. “Ringrazio – aggiunge Cuffaro – coloro che hanno condiviso con me un percorso di impegno e di servizio al partito. Il presidente ha convocato per il 20 novembre il Consiglio nazionale che sarà chiamato a esaminare e accettare le mie dimissioni irrevocabili e a definire le successive decisioni”. La decisione dell’ex presidente della Regione Siciliana è maturata dopo le accuse di essere il promotore di un’associazione a delinquere, di corruzione e turbata libertà degli incanti. Con lui coinvolti nell’inchiesta ci sono l’ex ministro dell’Agricoltura Saverio Romano e altri 16 indagati tra cui alcuni dirigenti della Regione già sospesi dagli incarichi. Ovviamente la mossa sta scombussolando gli equilibri interni nel partito che è, nella sostanza, una sua “creatura” e, a cascata, potrebbe generare effetti rilevanti in tutto il centrodestra, in particolare in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera che coinvolgeranno molti comuni siciliani. L’attuale capogruppo all’ARS della DC, Carmelo Pace, è anch’egli indagato nell’inchiesta di Palermo. All’ultimo vertice di maggioranza convocato da Renato Schifani a Palazzo d’Orleans due giorni fa la DC è stata rappresentata dal Presidente della I Commissione dell’ARS, Ignazio Abbate.