Notizie
Scossone in giunta: D’Asta si dimette
Nuovo scossone politico nella giunta del sindaco Cassì a Ragusa. L’assessore Mario D’Asta si è dimesso senza motivazioni ufficiali. Il sindaco ha già riassegnato alcune deleghe, ma restano ancora due posti vacanti, mentre nel centrodestra locale si osservano possibili ricadute sul modello di intesa tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e MPA
Mario D’Asta lascia dopo due anni e mezzo di mandato e si dimette da assessore della Giunta Cassì. Non ha reso note le motivazioni delle dimissioni, da noi contattato, ha detto che nei prossimi giorni convochera’ una conferenza stampa. Ma la sua uscita arriva a poche settimane da quella di Giorgio Massari, già assessore allo Sviluppo economico. L’impressione è che lo spacchettamento delle deleghe, dopo le dimissioni di Massari ed interno della giunta, possa aver influito sulla scelta.
Oppure anche a D’Asta non sarebbe andata giù la decisione di Peppe Cassì di aderire a Forza Italia, allontanandosi da quel progetto civico che due anni e mezzo fa lo aveva riportato a Palazzo dell’Aquila. Nel nuovo assetto, la delega all’Ambiente passa al vice sindaco Gianni Giuffrida, Verde e Servizi cimiteriali all’assessore Giovanni Iacono, mentre lo Sviluppo economico, già di Massari, va all’assessora Catia Pasta.
E’ stato lo stesso sindaco con un laconico post su fb a comunicarlo; restano comunque due posti vacanti in giunta, e non è chiaro come e se il sindaco intenda completare la squadra. Dal punto di vista politico, la mossa del sindaco potrebbe essere letta nel quadro del centrodestra provinciale. Fratelli d’Italia, Forza Italia e MPA hanno già tentato un’intesa stabile in Provincia, e si pensa che il modello potrebbe essere replicato nei comuni, ma al momento il progetto sembrerebbe faticare a decollare. Da Modica a Ragusa, da Ispica a Comiso, la politica locale sta vivendo un periodo di ridefinizione, tra rimpasti, conferme e attese sulle nomine.
Nei prossimi giorni si potrebbe capire se la giunta ragusana tornerà a pieno regime o se ci saranno ulteriori sorprese politiche