Attualità
Sanità iblea al collasso, Pronto soccorso iblei senza medici
L'anno nuovo rischia di aprirsi con la paralisi delle emergenze a Ragusa, Modica e Vittoria. Senza il rinnovo immediato dei contratti per precari e specializzandi, i reparti non riusciranno a garantire i turni minimi. La denuncia è del sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna
I servizi di emergenza-urgenza nella provincia di Ragusa sono in affanno, l’anno nuovo rischia di aprirsi con la paralisi delle emergenze a Ragusa, Modica e Vittoria. Mentre il calendario corre verso l’inizio del nuovo anno, sulle tre strutture principali del territorio si allunga l’ombra del collasso operativo. Lo scrive in una nota il Sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, preoccupato per il quadro complessivo desolante.
Al netto dei primari, che spesso si trovano a dover coprire turni operativi per tappare i buchi, la forza lavoro è ridotta ai minimi termini. A Modica, su cinque medici disponibili, uno è esentato dalle notti, lasciando la copertura h24 appesa a un filo. A Vittoria la situazione è ancora più drammatica, con soli quattro medici in organico. A Ragusa, il capoluogo, si conta su sei unità, di cui una con contratto part-time. A rendere esplosiva la situazione è l’incertezza contrattuale
Il rischio di tutto ciò non è solo l’allungamento infinito dei tempi d’attesa, ma l’impossibilità fisica di gestire contemporaneamente più codici rossi o emergenze complesse. Non c’è più spazio per la programmazione a lungo termine; serve un atto amministrativo immediato che autorizzi i rinnovi e garantisca quel minimo di serenità necessario a pazienti e operatori. La salute dei cittadini iblei non può aspettare la burocrazia: il tempo, in medicina d’urgenza, è l’unica variabile che non si può recuperare.