Cronaca
Pupazzo di un frate impiccato trovato allo Zen
La strada non dista molto dalla chiesa di San Filippo Neri
Nelle strade dello Zen 2 a Palermo, dove la notte è spesso segnata più dal silenzio che dalla sicurezza, c’è stato un risveglio inquietante. Tra i grandi casermoni di cemento, a pochi passi dalla parrocchia di San Filippo Neri, qualcuno ha appeso a un muro il pupazzetto di un frate con un cappio al collo. Un’immagine forte, disturbante, che riapre ferite mai rimarginate in un quartiere già provato da tensioni e violenze. Il ritrovamento è avvenuto in via Nedo Nadi, durante un controllo di routine di una volante della Polizia. Il pupazzo, con le sembianze di un religioso impiccato, è stato subito rimosso, ma il suo messaggio ha fatto rumore. Un gesto che arriva a pochi giorni di distanza dai colpi di arma da fuoco esplosi contro la facciata della chiesa di San Filippo Neri, colpita per ben due volte in un breve arco di tempo. Non è ancora chiaro se tra i due episodi esista un collegamento diretto, ma gli investigatori stanno cercando di ricostruire il contesto. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile e al commissariato San Lorenzo. Gli agenti avrebbero già identificato l’autore del gesto: un giovane del quartiere, con precedenti, che avrebbe raccontato di aver trovato il pupazzo e di averlo appeso “senza un motivo preciso”. Una spiegazione che non convince del tutto, considerando il clima che si respira allo Zen nelle ultime settimane.
Il quartiere, da anni al centro della cronaca per spaccio, degrado e difficoltà sociali, è tornato sotto i riflettori dopo gli spari contro la parrocchia guidata da padre Giovanni Giannalia, punto di riferimento per molti residenti e simbolo di resistenza civile in una zona difficile. In segno di vicinanza, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice ha celebrato qui la messa dell’Epifania, lanciando un messaggio chiaro: lo Zen non può essere lasciato solo.