Attualità

Centro storico, confronto aperto. Ora tavolo tecnico

Ieri il consiglio comunale aperto sul rilancio del centro storico di Modica. Un consiglio molto atteso e richiesto da cittadini e commercianti. Tante le proposte tra vivibilità, sicurezza, fiscalità di vantaggio. Si esce dall'aula con un punto fermo, l'immediata costituzione di un tavolo tecnico per programmare concretamente un piano d'azione

di Chiara Scucces -

L’ultima volta che l’aula consiliare di Palazzo San Domenico era così gremita per un consiglio comunale, era il gennaio 2025 e si discuteva e votata il dissesto. Ieri, almeno in prima battuta, l’affollamento era simile. Anche in questo caso un unico punto all’ordine del giorno, quello del rilancio del centro storico cittadino. Tra gli scranni e non tanti operatori economici, cittadini, chiunque fosse desideroso di ascoltare proposte e possibili soluzioni per il futuro del cuore della città.

Diversi gli interventi che si sono susseguiti nel corso della serata. Tra i primi a prendere la parola, rappresentanti del mondo commerciale come Piera Ficili e Pierpaolo Ruta, che hanno richiamato l’attenzione anche sulla nascita spontanea del comitato dei cittadini del centro storico. Le loro proposte hanno toccato temi ormai centrali nel dibattito: accessibilità e vivibilità, gestione dei parcheggi a pagamento con possibili agevolazioni per residenti e operatori, e l’introduzione di tariffe differenziate nei fine settimana per incentivare la presenza in centro. Ampio spazio anche al tema degli eventi, con la richiesta di superare la logica degli appuntamenti sporadici e puntare su una programmazione continua: iniziative settimanali per le attività più semplici e eventi mensili per quelli più complessi. Tra le idee emerse anche la valorizzazione dei locali comunali, da destinare a botteghe artigianali, spazi studio, aree di coworking e servizi dotati di connessione Wi-Fi, con l’obiettivo di rendere il centro storico più moderno e attrattivo.

Nel suo intervento, Pierpaolo Ruta ha inoltre sottolineato l’importanza di due elementi fondamentali per qualsiasi percorso di rigenerazione urbana: decoro e legalità. A seguire, le associazioni di categoria, tra cui CNA e Confcommercio, hanno ribadito le proposte già protocollate nei giorni precedenti: il ritorno degli uffici comunali nel centro storico, una fiscalità di vantaggio – dalla riduzione della Tari all’alleggerimento dell’Imu per nuove attività e affitti – e la riattivazione del patrimonio pubblico inutilizzato.

Non sono mancati gli interventi degli ordini professionali, in particolare degli architetti, che hanno evidenziato la necessità di un piano regolatore generale moderno, capace di contrastare lo spopolamento del centro storico a favore di quartieri più recenti come la Sorda.

Presenti anche gli studenti delle scuole del centro storico, che hanno espresso il loro legame con questi luoghi, pur evidenziando le difficoltà quotidiane. Tra gli interventi più apprezzati anche quello dell’imprenditore Andrea Russo, rientrato a Modica dopo anni fuori, che ha portato la sua esperienza e una visione concreta di rilancio.

Un filo conduttore ha attraversato tutti gli interventi: il richiamo alla bellezza del centro storico di Modica e alla necessità di riscoprirne il valore e l’identità.

Dopo gli interventi dei consiglieri comunali, ha concluso i lavori la sindaca Maria Monisteri, che ha fatto il punto sulle azioni già intraprese e su quelle future. Nel suo intervento ha voluto ribadire con forza che la città non appartiene soltanto a chi la amministra, ma a tutta la comunità, respingendo le accuse di immobilismo arrivate soprattutto da qualche consigliere. La sindaca ha inoltre accolto con apertura la proposta di introdurre forme di fiscalità favorevole come leva per il rilancio del centro storico. Tra le prime prospettive concrete, la creazione di un tavolo tecnico, già anticipata anche dall’assessore Piero Armenia, per avviare un confronto operativo tra tutti gli attori coinvolti.

Ma accanto ai contenuti, resta anche un dato che pesa, e non poco: se all’inizio la sala era pienissima, con il passare delle ore si è progressivamente svuotata. Il Consiglio si è protratto fino alle 22:30 e, al momento dell’intervento conclusivo della sindaca, l’aula era ormai quasi deserta. Eppure, a quella richiesta di confronto la Presidente del Consiglio Maria Cristina Minardo aveva risposto in tempi rapidi, attivando in poco tempo un Consiglio Comunale aperto atteso da molti. Un segnale istituzionale chiaro, ribadito dalla stessa presidenza che ha invitato a mantenere sempre alta l’attenzione sul centro storico e che però non ha trovato fino in fondo la stessa risposta nella partecipazione. Perché se è vero che la partecipazione si misura anche nella presenza, allora l’immagine finale racconta una distanza ancora da colmare: tra il desiderio di cambiamento e la reale disponibilità a esserci fino in fondo.