Attualità
I riverberi della guerra sullo smaltimento dei rifiuti
Situazione di forte criticità sul versante orientale della Sicilia
Il conflitto in medio oriente sta davvero preoccupando i Comuni della Sicilia orientale. Come scrive stamattina il quotidiano La Repubblica “il problema è il costo dello smaltimento dei rifiuti, in particolare dell’indifferenziata che viene trasportata fuori dalla Sicilia, schizzato in poche settimane da 250 a 400 euro a tonnellata a causa del caro carburanti. Un aumento del 60% per prezzi già doppi rispetto alla normale tariffa del resto d’Italia ferma a 120-130 euro a tonnellata e che finiranno per pesare sui cittadini attraverso la Tari”. A complicare le cose un sistema di smaltimento che in Sicilia è debole e oneroso. Ci si mette pure, specie nella parte orientale dell’Isola, la carenza di discariche aperte. A “La Repubblica” il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta spiega che l’impianto di Lentini della Sicula Trasporti si limita a trattare i rifiuti indifferenziati di circa 200 Comuni per prepararli ad essere trasportati e smaltiti fuori dall’Isola dai termovalorizzatori. In più i Comuni più grandi hanno ancora una percentuale troppo bassa di differenziata”. La forte criticità ha scatenato le polemiche politiche .
“Dopo otto anni di governo regionale di centrodestra — ha denunciato il deputato M5s Luigi Sunseri — il risultato è sotto gli occhi di tutti: nessuna pianificazione strutturale, nessuna autonomia impiantistica, solo soluzioni tampone e scaricabarile continuo. Catania resta ferma a percentuali di differenziata tra le più basse d’Italia”.
“Contiamo di rendere operativi entro il 2028 i due termovalorizzatori di Palermo e di Catania, un traguardo storico per la Sicilia”. Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Abbiamo già avviato la fase di progettazione – ha aggiunto Schifani, che è commissario straordinario per il completamento della rete impiantistica integrata per la gestione dei rifiuti – e il prossimo passaggio sarà la pubblicazione dei bandi da parte di Invitalia. Dall’avvio dei lavori, sarà poi necessario circa un anno e mezzo per il completamento delle opere”. Entro il 30 aprile, infatti, verranno consegnati i progetti di fattibilità tecnico-economica (Pfte) dei due impianti e a seguire saranno richiesti i pareri e la valutazione di impatto ambientale. Ottenuto il via libera partiranno le gare pubbliche, con aggiudicazione entro gennaio dell’anno prossimo. I lavori partiranno entro aprile 2027 con l’obiettivo finale di arrivare nel 2028 all’inaugurazione dei due termovalorizzatori.