Agrigento

Licata, la “holding fantasma” da 15 milioni: sequestri a catena tra società, case e auto di lusso – VIDEO –

Una rete di prestanomi e società “schermo”

di Sergio Randazzo -

Dietro una rete di imprese solo in apparenza regolari si sarebbe nascotto un sistema economico parallelo, costruito per muovere capitali e schermare patrimoni. È lo scenario ricostruito dai finanzieri del Comando Provinciale di Agrigento e del Comando Provinciale di Palermo, che hanno eseguito un articolato decreto di sequestro emesso dalla Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione. Nel mirino è finito un esponente della criminalità licatese, già condannato in via definitiva e ritenuto socialmente pericoloso, che secondo gli investigatori avrebbe gestito una vera e propria “regia occulta” di imprese e beni.

Una rete di prestanomi e società “schermo”

Le indagini hanno portato alla luce quello che gli inquirenti descrivono come un sistema strutturato: una galassia di 10 società formalmente intestate a soggetti terzi, ma riconducibili di fatto al proposto. In totale sarebbero stati individuati 22 prestanomi, tra familiari e persone compiacenti, utilizzati per schermare attività e patrimoni. Un meccanismo che avrebbe permesso di far circolare beni e investimenti mantenendo un’apparente distanza dal reale dominus del sistema.

Il sequestro: imprese, immobili e conti

Il provvedimento ha portato al blocco di un patrimonio stimato in oltre 15 milioni di euro, comprendente:

  • 10 società attive in settori come agroalimentare, trasporti e imballaggi
  • 156 immobili distribuiti tra diversi comuni dell’Agrigentino
  • 32 automezzi tra auto e veicoli commerciali
  • 26 rapporti bancari e finanziari

Un mosaico economico che, secondo gli investigatori, non sarebbe stato compatibile con le entrate dichiarate.

Il nodo della sproporzione economica

L’analisi patrimoniale avrebbe evidenziato una forte distanza tra investimenti e redditi leciti, elemento centrale che ha portato al sequestro preventivo disposto dall’autorità giudiziaria su richiesta della Procura della Repubblica di Palermo.

L’obiettivo: colpire i patrimoni illeciti

L’operazione si inserisce nel più ampio lavoro della Guardia di Finanza volto a contrastare l’accumulo di ricchezze di origine illecita e le infiltrazioni nell’economia legale.