Attualità
Il Presbiterio a sostegno di Mons. Salvatore Rumeo
'Sulla pietà popolare nessuna novità, è la linea di sempre'
La posizione espressa da sempre da Mons. Salvatore Rumeo sulla gestione delle feste religiose nell’intera Diocesi di Noto è, per il presbiterio netino, la naturale prosecuzione di un cammino tracciato da tempo.
Con un comunicato ufficiale i sacerdoti della Diocesi netina hanno inteso dare forte sostegno al proprio Pastore, il Vescovo Rumeo, respingendo al mittente le critiche e i travisamenti circolati su social network dopo i festeggiamenti in onore di San Giorgio Martire a Modica. L’elemento essenziale che emerge dal documento dei sacerdoti non risiede tanto nel commento all’ultimo evento cronologico, quanto nella riaffermazione di una continuità magisteriale.
I presbiteri sottolineano come le indicazioni del Vescovo non siano altro che la ripresa di orientamenti già emanati dai suoi predecessori e strutturati nel Piano Pastorale vigente. In altre parole, quella di Mons. Rumeo non è una voce fuori dal coro, ma il richiamo a regole scritte e condivise che mirano a proteggere la fede dal rischio di trasformarsi in puro folklore o, peggio, in errate identificazioni che nulla hanno a che vedere con il Vangelo. Il presbiterio parla di una ‘sapiente e inderogabile rettifica’ di tutto ciò che contrasta con la genuina devozione. Un passaggio che suona come una risposta ferma a chi, tra i devoti e i portatori, ha interpretato le parole del Vescovo come un tentativo di sminuire il valore delle feste popolari: I nostri Santi Patroni sono anzitutto testimoni di Cristo ed esempi di fede, non simboli di deviate identificazioni.
È questo il mantra che il Vescovo ha ribadito sin dal primo giorno del suo ministero e che oggi il clero rilancia con forza, invitando il “popolo di Dio” a una maggiore consapevolezza spirituale.
Il comunicato non nasconde il rammarico per la foga delle reazioni nate sul web. Il presbiterio esprime unanime vicinanza al Vescovo, dichiarandosi pronto ad aderire a ogni futura iniziativa magisteriale volta a evangelizzare la pietà popolare. La Chiesa di Noto, dunque, non arretra: la tradizione è un tesoro da custodire, ma solo a patto che non perda la sua anima cristiana per diventare un vuoto simulacro di identità locale. L’appello finale è alla collaborazione: l’opera di evangelizzazione della devozione popolare viene descritta come un compito collettivo che non può prescindere dall’unità tra il Vescovo, i sacerdoti e i fedeli.