Caltanissetta
Tentato omicidio a Gela, arrestato presunto complice
I Carabinieri hanno arrestato un 20enne, ritenuto il presunto complice dell’agguato in cui un 42enne fu ferito a colpi di pistola
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul grave episodio di violenza avvenuto nel pomeriggio del 16 agosto 2025 a Gela, quando un uomo di 42 anni fu raggiunto da diversi colpi di arma da fuoco nei pressi della villa comunale. I Carabinieri del Reparto Territoriale hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 20enne del posto, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto il presunto complice dell’autore materiale dell’agguato.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Gela, su richiesta della Procura della Repubblica, che ha coordinato le attività investigative sin dalle prime fasi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 20enne avrebbe partecipato attivamente sia alla fase preparatoria sia a quella esecutiva del tentato omicidio. In particolare, il suo compito sarebbe stato quello di attirare la vittima in un punto preciso della strada, dove il complice armato si era precedentemente appostato. Un’azione, dunque, studiata nei dettagli, che avrebbe richiesto coordinazione e una precisa divisione dei ruoli.
Quel pomeriggio estivo, i due aggressori con il volto coperto da caschi integrali per evitare il riconoscimento, avrebbero raggiunto il 42enne. Dopo una breve ma violenta colluttazione, uno dei due avrebbe estratto una pistola e fatto fuoco per ben cinque volte. I proiettili, esplosi da un’arma a tamburo, hanno colpito la vittima al fianco, al braccio e alla coscia, provocando ferite gravi che hanno richiesto l’immediato intervento dei soccorsi e il trasporto in ospedale.
L’episodio aveva destato forte allarme nella comunità locale, sia per la dinamica particolarmente violenta sia per il luogo in cui si è verificato, una zona frequentata anche da famiglie e giovani. Le forze dell’ordine hanno subito avviato l’ attività investigativa, fatta di sopralluoghi, analisi di immagini di videosorveglianza, raccolta di testimonianze e riscontri tecnici hanno portato all’identificazione del primo aggressore.
Gli ulteriori approfondimenti, sviluppati nel tempo e sotto il costante coordinamento della Procura, hanno permesso di individuare anche il presunto complice.
Il giovane è stato quindi rintracciato e arrestato dai Carabinieri, per poi essere trasferito presso la Casa Circondariale di Gela, dove si trova attualmente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La vicenda riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza urbana e sulla necessità di contrastare con decisione episodi di criminalità violenta che minano la tranquillità dei cittadini.