Attualità

Rifiuti: Ragusa e Siracusa in controtendenza

Report 2025 di Federconsumatori sui rifiuti in Sicilia. Nonostante il primato della provincia Ragusa nella raccolta differenziata e il lieve calo della TARI in quella di Siracusa, il resoconto delinea un quadro regionale critico: costi in aumento e obiettivi UE falliti

di Pinella Rendo -

I dati del Report 2025 di Federconsumatori Sicilia nella gestione dei rifiuti offrono uno spiraglio di luce, seppur flebile, guardando alle province di Ragusa e Siracusa. In un panorama regionale caratterizzato da immobilismo e rincari, queste due aree si distinguono per risultati che vanno in controtendenza rispetto alla media isolana.

La provincia di Ragusa si conferma una delle poche eccellenze del territorio: con una percentuale del 68,74%, supera la media nazionale (ferma al 66,6%). Insieme a Trapani, è l’unica realtà siciliana a centrare questo traguardo, distanziandosi nettamente da aree critiche come Palermo, dove in città la raccolta non supera il 17,34%. Sul fronte economico, è Siracusa a far segnare l’unico dato positivo dell’anno per le tasche dei contribuenti. In un’Isola dove la tassa sui rifiuti è sempre più alta, Siracusa è l’unica provincia in cui nel 2025 la TARI è diminuita, sebbene di un modesto 0,4%. Un segnale in netta contrapposizione con Catania, dove si registrano cifre record: fino a 602,28 euro per una famiglia tipo, il 77% in più rispetto alla media nazionale.

Nonostante i buoni esempi del sud-est, il bilancio complessivo tracciato dal presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa, resta impietoso. Secondo La Rosa la Regione ha mancato i target europei su raccolta e riciclo entrati in vigore lo scorso anno. Inoltre, a livello regionale, la differenziata è ferma al 55,51%, con un incremento quasi nullo (+0,31%) rispetto al 2024. Federconsumatori ipotizza che la frenata nei progressi della differenziata coincida temporalmente con il ritorno d’interesse per i progetti degli inceneritori, a scapito dei centri di riuso e smistamento.

Oltre alla raccolta, la sfida si sposta ora sul riutilizzo e riciclo effettivo, punti su cui la normativa europea è sempre più stringente ma per i quali, in Sicilia, mancano persino i dati ufficiali per effettuare un monitoraggio serio.