Attualità
Tensione Atm, accuse reciproche e nuovo sciopero di otto ore
Il dialogo si rompe e viene proclamata una nuova protesta di 8 ore. Intanto volano accuse anche politiche, mentre utenti e lavoratori restano al centro della tensione
Clima rovente in casa Atm, dove il confronto tra azienda e sindacati si trasforma in uno scontro sempre più duro. Dopo il primo sciopero di quattro ore di lunedì, il dialogo si è rapidamente incrinato, lasciando spazio a posizioni rigide e accuse reciproche.
A far discutere è stata la lettera inviata dall’amministratore unico Piero Cami alle principali sigle sindacali in cui apre la disponibilità al confronto, ma solo a patto che venga revocato lo stato di agitazione. Una condizione giudicata inaccettabile dai sindacati, che parlano di un’impostazione incompatibile con un vero dialogo e lesiva delle prerogative sindacali.
La risposta non si è fatta attendere. Proclamato un nuovo sciopero, questa volta di otto ore, previsto per lunedì 8 giugno dalle 16 alle 24. Una escalation che rischia di avere pesanti ripercussioni sui cittadini e sul servizio pubblico, mentre il confronto resta bloccato. Nel frattempo, si inserisce con forza anche l’Ugl Autoferro, che prende le distanze sia dai sindacati sia dalla precedente gestione aziendale. Il segretario territoriale Antonino Nostro punta il dito contro la vecchia governance, accusata di gravi limiti gestionali, e definisce “sospetto” il tempismo della protesta, in un momento politicamente delicato.
Parole che alimentano ulteriormente la tensione, trasformando una vertenza sindacale in un caso anche politico. Sullo sfondo restano i lavoratori e gli utenti, ostaggio di uno scontro che, al momento, non sembra trovare una via d’uscita.