Attualità
Cuffaro chiede patteggiamento con pena di tre anni
Udienza preliminare a Palermo per l’inchiesta su sanità e politica, i legali dell’ex governatore, Totò Cuffaro, provano a definire il procedimento
Colpo di scena nell’inchiesta sul presunto concorso pilotato all’ospedale Villa Sofia di Palermo: Totò Cuffaro chiede il patteggiamento. Nel corso dell’udienza preliminare i legali dell’ex presidente della Regione siciliana hanno depositato davanti al Gup un’istanza per definire il procedimento con una pena di tre anni, prevedendo lavori sostitutivi per la parte residua da scontare.
Cuffaro, da cinque mesi agli arresti domiciliari, è imputato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sull’aggiustamento di una selezione per operatori sociosanitari. Una vicenda che riporta l’ex governatore davanti ai giudici dopo la condanna definitiva già scontata quasi interamente per favoreggiamento aggravato a Cosa nostra.
La decisione adesso passa alla giudice Ermelinda Marfia, che potrebbe anche stralciare la posizione di Cuffaro dal resto del procedimento. Nello stesso processo compaiono anche l’ex manager di Villa Sofia Roberto Colletti, il primario Antonio Iacono e lo storico collaboratore di Cuffaro, Vito Raso. Una scelta processuale che cambia improvvisamente il quadro dell’inchiesta e riapre, ancora una volta, il rapporto mai del tutto chiuso tra politica siciliana, sanità e giustizia.