Catania

Discarica abusiva e rogo di rifiuti in un’azienda di lavorazione della pietra a Pedara -VIDEO-

Irregolarità anche sulla sicurezza dei dipendenti

di Sergio Randazzo -

Un rogo di rifiuti acceso direttamente sul terreno e un’area trasformata in discarica abusiva. È quanto hanno scoperto i Carabinieri durante un controllo eseguito all’interno di un’attività di lavorazione della pietra a Pedara, nel Catanese. Al termine degli accertamenti, un imprenditore di 56 anni è stato denunciato all’Autorità giudiziaria per violazioni ambientali e irregolarità in materia di sicurezza sul lavoro. L’intera area dell’azienda è stata posta sotto sequestro.

Il controllo con NIL, NOE e Polizia Locale

L’operazione rientra nella campagna di verifiche promossa dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania per contrastare i reati ambientali e monitorare il rispetto delle normative antinfortunistiche. All’attività ispettiva hanno preso parte i militari della stazione di Pedara, i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL), quelli del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) e personale della Polizia Locale. Durante l’accesso nell’azienda, i militari hanno immediatamente notato un incendio di rifiuti in corso su terreno privo di qualsiasi protezione o autorizzazione.

Contestata la gestione illecita di rifiuti

Gli approfondimenti investigativi hanno poi permesso di accertare che una parte dell’area aziendale sarebbe stata utilizzata come deposito incontrollato di rifiuti provenienti dalla lavorazione della pietra. Per questo motivo il titolare è stato ritenuto responsabile della gestione di una discarica abusiva e della gestione non autorizzata dei rifiuti speciali derivanti dall’attività produttiva.

Irregolarità anche sulla sicurezza dei dipendenti

Nel corso dei controlli sono emerse inoltre diverse violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare, i militari hanno riscontrato l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori, che prevede visite mediche preventive e periodiche obbligatorie, oltre alla mancata formazione dei dipendenti sui rischi professionali. Le violazioni accertate hanno portato all’elevazione di ammende per un importo complessivo di 4.980 euro.