Palermo

Il cane antidroga Ron va in pensione: i Carabinieri salutano il “detective” a quattro zampe

Ha scovato carichi di stupefacenti nei nascondigli più sofisticati

di Sergio Randazzo -

C’è chi lascia il segno con arresti e operazioni, e chi diventa una vera leggenda grazie a un fiuto infallibile. È il caso di Ron, storico cane antidroga del Nucleo Cinofili dei Carabinieri di Palermo Villagrazia, che dopo anni di servizio operativo lascia ufficialmente l’Arma per godersi la pensione. Per i militari che hanno lavorato al suo fianco non è stato un semplice cane addestrato, ma un autentico componente della squadra investigativa, protagonista di centinaia di interventi contro il traffico di stupefacenti.

Un fiuto infallibile tra nascondigli impossibili

Nel corso della sua carriera Ron si è distinto per la capacità di individuare droga occultata nei modi più ingegnosi: tra intercapedini dei tetti, dietro piastrelle, nei cornicioni interni di edifici abbandonati e persino all’interno di confezioni alimentari. Tra gli episodi rimasti impressi ai militari del Nucleo Cinofili c’è quello di una perquisizione durante la quale il cane segnalò con precisione della sostanza stupefacente nascosta tra fette di salumi sottovuoto custodite in frigorifero, ignorando completamente il cibo. Il suo fiuto era talmente noto negli ambienti dello spaccio che, in più occasioni, alcuni pusher avrebbero consegnato spontaneamente la droga alla sola vista del cane antidroga, consapevoli dell’impossibilità di eludere i controlli.

Il legame con il conduttore

Alla base dei risultati ottenuti da Ron vi è stato anche il forte rapporto instaurato con il proprio conduttore, con cui ha operato per anni in perfetta sintonia. «Ron ha insegnato al suo conduttore l’importanza di un’intesa assoluta», spiegano dal Nucleo Cinofili, sottolineando come il binomio uomo-cane abbia lavorato “come un’unica entità” nelle attività operative portate avanti sul territorio.

Il testimone passa a Dea

Con il pensionamento di Ron, l’eredità operativa passa ora a Dea, giovane unità cinofila già considerata molto promettente e destinata a proseguire il lavoro di contrasto al narcotraffico secondo gli standard addestrativi dell’Arma dei Carabinieri.