Attualità
Gela, città dei tesori: affiorano 72 monete greche
Dal cantiere del nuovo Palazzo della Cultura affiora un tesoretto intatto con 71 monete greche d'argento del V secolo avanti Cristo
Gela, Il sottosuolo di Gela si conferma, ancora una volta, un inesauribile scrigno di storia patria. L’ultimo, straordinario ritrovamento archeologico è avvenuto nel sito di Orto Fontanelle, all’interno del cantiere per la realizzazione del nuovo Palazzo della Cultura, un’opera finanziata con i fondi del PNRR. Durante le attività di archeologia preventiva, è venuto alla luce un tesoretto monetale di inestimabile valore storico e scientifico: 71 monete risalenti al V secolo a.C., quasi tutte in argento e in uno stato di conservazione così perfetto da risultare immediatamente leggibili. Le monete erano custodite all’interno di un piccolo vaso in terracotta, nascosto in un ambiente annesso a un antico sacello (un luogo di culto). Gli esperti ritengono si tratti di un deposito votivo. Il nucleo è composto da 67 emissioni in argento e 4 in bronzo, provenienti da tre delle più importanti zecche dell’antichità siceliota: Gela, Agrigento e Siracusa.
Il ritrovamento, avvenuto sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ai Beni Culturali di Caltanissetta, guidata da Daniela Vullo, e sul campo dall’archeologo Gianluca Calà con l’assistenza dell’ispettore onorario Antonio Catalano, apre ora nuovi scenari di studio. Come sottolineato dall’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, la scoperta in un contestato “chiuso e inalterato” permetterà di ricostruire con precisione i flussi commerciali e le dinamiche politiche della Gela in età greca.
Questo tesoro è solo l’ultimo capitolo di una lunghissima serie di scoperte che, negli ultimi anni, sta letteralmente ridisegnando la mappa archeologica della città e del suo golfo:Proprio nell’area di Orto Fontanelle, poco tempo fa, è stato recuperato L’Erma di Dioniso, uno splendido e rarissimo stilo in bronzo con l’effigie della divinità, a testimonianza della ricchezza dei rituali legati a quella zona.
Da terra a mare, la colonia fondata dai dori nel 688 a.C. continua a rivendicare il suo ruolo di capitale dell’archeologia mediterranea, dimostrando che a Gela basta scavare un millimetro sotto il presente per incontrare il mito.