Palermo
Elezioni, Schifani rinvia il vertice di maggioranza a dopo i ballottaggi
Il centro destra diviso sconfitto al primo turno nei grandi centri. Polemiche per la lentezza della raccolta dati
Il centro destra diviso perde il primo turno delle elezioni amministrative. Fino all’altro ieri il centrodestra amministrava 11 dei 17 grandi Comuni al voto. Adesso resta con solo 4 sindaci legati alla coalizione che alla Regione sostiene Renato Schifani.
Colpa delle divisioni che hanno afflitto la maggioranza in molti centri, tra veleni e polemiche.
A fine giornata Renato Schifani si è limitato a dire che «i risultati sono frutto di fibrillazioni territoriali e quindi vanno letti in chiave locale. E rilancia la necessità di un vertice di maggioranza dopo il turno di ballottaggio.
Meno diplomatica Carolina Varchi di Fratelli d’Italia: «Le divisioni ci hanno punito. Ora dobbiamo recuperare il valore della coalizione».
Erano Settantuno comuni al voto in Sicilia, con quasi un milione di cittadini chiamati alle urne. Al voto anche i capoluoghi di Messina, Agrigento ed Enna, oltre a comuni importanti come Termini Imerese e Marsala.
L’esito delle urne rischia adesso di riflettersi sui già fragili equilibri del centrodestra siciliano. Le principali spine per la coalizione sono la conferma di Messina come feudo di Cateno De Luca, con la riconferma di Federico Basile e l’avanzata di Controcorrente di Lavardera ad Agrigento, con Michele Sodano che sfiora la vittoria al primo turno.
Anche a Termini Imerese si registra una pesante sconfitta del centro destra con la conferma della fascia tricolore alla grillina Terranova
Polemiche sui tempi della raccolta dati da parte dell’amministrazione regionale. Il flusso è arrivato a passo di lumaca e i primi dati concreti sono stati caricati sul sito elettorale a tardissima notte. In realtà è colpa di una procedura quasi borbonica con i dati che arrivano agli Enti Locali dopo essere stati trasmessi dai comuni alle Prefettura su fogli compilati a mano e poi trasmessi online.