Cronaca

Frode sui rimborsi sanitari: sequestrati oltre 20 mila euro

'Colpite' due persone e di un’associazione operante nel settore della riabilitazione

di Sergio Randazzo -

Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche nel settore della riabilitazione sanitaria: è questa l’accusa contestata a due persone e a un’associazione operante in provincia di Messina, finite al centro di un’indagine della Guardia di Finanza culminata con un sequestro preventivo da oltre 20 mila euro. L’inchiesta ha preso in esame l’attività di un centro impegnato nell’assistenza e nella tutela di persone con disabilità.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la documentazione relativa alle prestazioni riabilitative sarebbe stata alterata per evitare di superare il limite massimo giornaliero previsto dalla convenzione con l’Asp. La convenzione stabilisce infatti che il centro possa ottenere il rimborso pubblico per un massimo di 73 prestazioni ambulatoriali al giorno. Stando alle indagini, quando a fine mese il numero delle sedute effettuate eccedeva il tetto consentito, il presidente e il vicepresidente dell’associazione avrebbero imposto ai professionisti dipendenti di modificare i fogli firma sottoscritti dai pazienti al termine delle sedute riabilitative.

In particolare, le prestazioni sarebbero state retrodatate o distribuite fittiziamente in giornate differenti, facendo risultare che le sedute si fossero svolte in giorni nei quali il numero dei trattamenti era rimasto sotto la soglia massima rimborsabile. Un sistema che, secondo gli investigatori, avrebbe consentito all’associazione di “spalmare” le prestazioni nell’arco del mese, garantendosi così il continuo accesso all’importo massimo finanziabile con fondi pubblici.

L’attività illecita contestata avrebbe quindi permesso al centro di assicurarsi il costante introito dei contributi erogati dall’Asp, evitando il blocco dei rimborsi previsto in caso di superamento del limite convenzionato.