Attualità

Primato negativo per l’emigrazione giovanile

Perso il 10,6% dei residenti under 35

di sicilia new media -

La flessione demografica della provincia di Enna assume i tratti di un cambiamento strutturale. I dati Istat, analizzati dal Sole 24 Ore, certificano che dal 2019 a oggi il territorio ha perso oltre un decimo della sua popolazione attiva tra i 18 e i 35 anni. Il flusso in uscita, non bilanciato da una quota significativa di rientri, interessa prevalentemente i giovani laureati, che scelgono di trasferirsi nelle regioni del Nord o all’estero.

L’analisi evidenzia l’insufficienza dei soli strumenti di sostegno economico finora attivati, come il PNRR, Resto al Sud 2.0 e le agevolazioni della ZES Unica. Molti di questi incentivi sono stati convogliati verso settori a ridotto valore aggiunto o a limitata redditività, come la ristorazione, senza generare opportunità occupazionali adeguate all’alta formazione dei residenti.

Secondo la direzione generale della Svimez, le motivazioni principali dell’emigrazione risiedono nel divario dei servizi essenziali: pesano la carenza di asili nido, le criticità della sanità locale, i trasporti e le reti di comunicazione, oltre alla limitata disponibilità di spazi culturali. Una dinamica che riduce progressivamente il capitale umano e frena lo sviluppo economico del Mezzogiorno.

Sul tema, il Forum Aree Interne ha sollecitato un cambio di strategia. Attraverso il coordinatore Silvano Privitera, l’organismo chiede di superare le logiche campanilistiche per applicare i fondi della Strategia Nazionale su progetti di sviluppo legati alle risorse locali, parallelamente a un potenziamento di scuola, sanità e infrastrutture viarie.