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“Modello Noto” per salvare Modica: la ricetta di Terranova

A Modica l'ex assessore Frankie Terranova svela i segreti del "Modello Noto" nel corso di un momento di riflessione organizzato sul tema. Una strategia fatta di burocrazia snella, investimenti nelle campagne e alleanza con i cittadini per far vivere il centro storico 365 giorni all'anno, superando il limite del turismo solo estivo.

di Chiara Scucces -

Un tempo Noto era solo una splendida città barocca ferita dal crollo della sua Cattedrale. Oggi è un brand internazionale, una meta del turismo di lusso capace di attrarre investitori da tutto il mondo e di trasformare non solo il proprio centro storico, ma anche le campagne circostanti in oasi di ricettività d’élite. Come si passa da una crisi a un successo globale? E soprattutto, questo modello è esportabile? Se ne è discusso a Modica durante un convegno sul futuro del centro storico organizzato dal Partito Democratico. Ospite, tra gli altri, Frankie Terranova, ex assessore del Comune di Noto e tra i principali artefici di quella straordinaria stagione di pianificazione che ha dato vita al cosiddetto “Modello Noto”. La vera svolta di Noto non è stata solo una questione di fortuna o di casualità. Il successo è nato da una straordinaria capacità di pianificazione strategica che ha visto l’amministrazione dell’epoca, e quelle che sono seguite, agire come un vero e proprio partner dei privati. Il “Modello Noto” funziona perché è nata un’identità forte, solida e riconoscibile a livello globale