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Pozzallo, l’appello delle famiglie per la sicurezza

Un duro esposto-denuncia firmato dai rappresentati dall'Associazione "La Stele di Rosetta" di Pozzallo. Al centro della protesta una gravissima situazione di insicurezza urbana, spaccio, carenza di organico delle forze di polizia. Abbiamo riassunto i punti chiave del documento in questo servizio.

di Chiara Scucces -

Pozzallo non è una città sicura per i più fragili. A denunciarlo, con un duro esposto inviato ai Ministri dell’Interno e dell’Economia, al Prefetto e ai vertici delle Forze dell’Ordine, sono le famiglie riunite nell’Associazione “La Stele di Rosetta, autismi e altre meraviglie”. Non una semplice lamentela estiva, ma un’analisi dettagliata di una città che d’estate passa da 20 a 50 mila presenze, ma che dopo le ore 20.00, la denuncia nel documento, vede cessare totalmente il servizio di Polizia Locale, lasciando le strade in preda all’anarchia viaria e al vandalismo. Barriere architettoniche e inciviltà colpiscono direttamente chi ha più bisogno di tutela: scivoli per carrozzine sistematicamente occupati, paletti di protezione abbattuti nell’impunità. Ma il documento scava più a fondo, tracciando il profilo di un vero e proprio “deserto educativo” in cui il dilagare di alcol e droghe tra i giovanissimi sfocia in episodi intollerabili, come il recente lancio di un grosso petardo in pieno giorno contro un cittadino inerme, rimasto ferito. “La sicurezza non può essere un lusso, dichiara la presidente dell’associazione Emanuela Russo, ma deve essere la prima garanzia dello Stato a tutela dei più fragili. Vivere nell’insicurezza limita la libertà personale dei nostri figli.” L’esposto accende i riflettori anche sulla complessa posizione geografica di Pozzallo. Porta d’accesso del Mediterraneo per i flussi migratori, con un Hotspot che assorbe quotidianamente risorse ingenti dei presidi locali, e cerniera con la fascia trasformata, dove l’ombra delle agromafie e del caporalato richiede un controllo monumentale delle campagne. Una pressione strutturale a cui si aggiunge il ruolo strategico dello snodo portuale da e per Malta, recentemente finito al centro della cronaca internazionale dopo il maxi sequestro oltreconfine di tre chili e mezzo di cocaina, per un valore di quattro milioni e mezzo di euro, su un corriere transitato proprio dallo scalo pozzallese. Da qui le richieste nette presentate alle massime autorità dello Stato e della Regione Siciliana: una riorganizzazione immediata della Polizia Locale con turni notturni garantiti, l’invio permanente di contingenti di rinforzo di Polizia e Carabinieri, lo screening doganale potenziato da parte della Guardia di Finanza al porto e una rete capillare di videosorveglianza. Ma le famiglie chiedono anche interventi di sistema: prevenzione, uffici sociali comunali potenziati e investimenti contro la povertà educativa per non criminalizzare i minori, ma sottrarli alle dipendenze. L’appello finale è rivolto alla deputazione iblea e ai governi per non lasciare la periferia da sola a gestire un carico sociale ed economico così pesante. Spetta adesso alle istituzioni fornire risposte concrete a un territorio che chiede sicurezza strutturale e legalità come garanzie imprescindibili di convivenza civile.