Attualità

Morire di lavoro: presidio per Tiberiu e Jaleleddine

A tre mesi dal drammatico incidente in via Ruggero Marturano, i sindacati Fillea, Filca e Feneal scendono in piazza al fianco dei familiari

di Pinella Rendo -

Un filo invisibile, ma dolorosamente tenace, unisce le famiglie delle vittime sul lavoro in Sicilia. È il filo della memoria, ma anche della rabbia e della richiesta di giustizia. Questa mattina via Ruggero Marturano a Palermo un presidio di denuncia e solidarietà, organizzato a tre mesi esatti dalla tragedia in cui hanno perso la vita due operai: Daniluc Tiberiu Mihai, di 49 anni, e Najahi Jaleleddine, di 41.

L’iniziativa, promossa dai sindacati degli edili Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, era in programma da tempo. Tuttavia, la cronaca recente ha tragicamente raddoppiato il peso di questa mobilitazione. Il sit-in coincide infatti con l’ennesimo gravissimo incidente registrato ieri a Belmonte Mezzagno e con una nuova morte bianca avvenuta nell’agrigentino.

Presenti i familiari delle due vittime e insieme a loro i rappresentanti dell’associazione che riunisce i parenti dei lavoratori deceduti nelle stragi di Casteldaccia e Campofelice di Roccella. Una presenza che testimonia la nascita di una vera e propria rete di mutuo soccorso tra chi, da un giorno all’altro, ha visto la propria vita devastata.