Attualità

Reti colabrodo: sprecato oltre metà del patrimonio idrico

Oltre il 51% dell'acqua immessa nelle tubature siciliane va perduta

di Pinella Rendo -

Siamo nel pieno di un’estate torrida segnata dalla siccità e l’emergenza idrica in Sicilia continua ad aggravarsi di giorno in giorno. A scattare una fotografia impietosa dello spreco è l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che posiziona la Sicilia al quinto posto tra le regioni più espanse d’Italia sul fronte della dispersione idrica.

Nelle reti dell’Isola si registra una dispersione media pari al 51,6% su quanto immesso in rete, che si traduce in ben 193 litri d’acqua persi ogni giorno per ciascun abitante. Un’inefficienza strutturale che presenta un conto salatissimo: l’impatto economico di questo spreco (calcolato sui dati del 2022) costa alla Sicilia 1 miliardo e 46 milioni di euro all’anno, posizionando la regione al secondo posto in Italia per valore economico dei danni, subito dietro al Lazio.

Guardando ai capoluoghi di provincia, la maglia nera del territorio spetta a Siracusa, dove non arriva nei rubinetti l’equivalente del 65,2% di quanto immesso. Molto critiche anche le situazioni di Messina (56,5%), Agrigento (52,4%) e Palermo (49,7%). A fare eccezione, in base a questi dati, è Trapani: con appena il 17,2% di dispersione idrica. A seguire, tra le performance migliori dell’isola figurano Enna (27,4%), Caltanissetta (31,1%) e Catania (40,4%).

Una crisi che colpisce non solo le famiglie ma anche le imprese del territorio e che, secondo gli esperti, non può più essere affrontata con soluzioni temporanee, bensì con investimenti immediati e un piano infrastrutturale serio per il recupero delle risorse.